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| 29/04/2010 - Parchi di mare e d'appennino (tratto da "Greenreport") |
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PISA. Domani pomeriggio all'Agrifiera di Pontasserchio si parlerà di parchi di mare e di parchi d'Appennino. Non è la prima volta che ciò avviene a conferma che l'appuntamento sangiulianese ha ormai una dimensione ‘nazionale'. Non a caso, infatti, pochi giorni fa vi è stato presentato il Centro studi sul paesaggio, l'ambiente e il territorio istituito da quel comune con la Scuola Sant'Anna di Pisa e l'Università di Camerino a cui presto seguirà quello di federparchi nella tenuta di San Rossore nella bella sede da poco rinnovata della Giraffa. La prossima settimana sempre a Pisa si terrà la quarta edizione di Parcolibri. Insomma la Toscana con la Liguria e l'Emilia grazie anche al recente accordo sottoscritto per una collaborazione istituzionale che privilegia il ruolo dei parchi e delle aree protette a differenza di quello che avviene sul piano nazionale hanno il merito di dare davvero il buon esempio. < E sicuramente appena le tre regioni avranno tutte insediato le loro giunte (per ora l'hanno fatto Toscana ed Emilia designando entrambe ai parchi una donna) ciò risulterà ancor più chiaro. < Ecco, domani discuteremo di cosa significa cercare di far collaborare sempre meglio non soltanto parchi e aree protette delle tre regioni ma di come farlo integrando attività che oggi risultano ancora troppo separate specialmente in riferimento al territorio marino-costiero che pure riguarda il Santuario dei cetacei. Sono cose verso la quali il ministero dell'ambiente e il governo e non certo da ora mostra non soltanto la più assoluta sordità e disinteresse, ma quando decide di metterci mano produce ‘mostri'. Lo fa con Calderoli che pensava di abrogare i parchi regionali e passarne le spoglie alle province che credono davvero di poterne assumerne l'eredità come ha scritto nuovamente l'Unione delle Province in un recente documento nazionale prendendo così una solenne cantonata perchè i parchi non hanno eredi. Lo fa quando il ministero riduce la rappresentanza della comunità del parco ( non quella ministeriale!) ma lasciando per i parchi di un solo comune e quelli di decine di comuni la stessa composizione. E non parliamo delle aree protette marine che restano l'orto di casa di un ministero che le ha portate ad una stato ‘preagonico' come è stato giustamente denunciato. Ecco, in tempi di chiacchere che si sprecano sul federalismo nella pentola romana bollono queste cose. Roma prima ancora che ladrona è cialtrona. Ne parleremo domani a Pontesserchio senza peli sulla lingua. *Renzo Moschini |
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