24/03/2005 - Parte il salvataggio dell’oasi (tratto da "Il Tirreno, Cronaca di Livorno") 

Cattura di anguille e carpe per far rinascere il verde
DARIO SERPAN

LIVORNO. Ripristinare una delle ultime paludi della nostra zona, far rifiorire e rendere fruibile un’area facilmente raggiungibile ed accessibile. L’Oasi della Contessa, riserva naturale provinciale a Stagno, nel comune di Collesalvetti, visibilissima imboccando la Firenze-Porto, è sottoposta in questo periodo a un intervento per ristabilire le condizioni naturali originarie eliminando i danni prodotti dall’uomo. Un obiettivo ipotizzato da tempo che adesso vede la luce e restituisce vitalità ad un ciclo naturale da preservare perché prezioso e radicato da secoli nella zona. L’oasi era una prateria periodicamente inondata e popolata da flora e fauna tipiche di ambienti umidi, poi è stata trasformata in un bacino artificiale con canali di bonifica e coltivazioni medio intensive, ora diventerà ciò che era una volta e insieme molto di più, perché l’Oasi della Contessa sarà anche un museo a cielo aperto, un punto di riferimento per le attività educative e per la conoscenza degli ambienti naturali conservati nell’area. La Regione con la legge 49/95 ha dato la possibilità agli enti locali di individuare aree importanti sui territori di propria competenza per la conservazione della natura e per lo sviluppo delle comunità locali. Nell’aprile 2004, una deliberazione del consiglio provinciale ha istituito la riserva naturale provinciale Oasi della Contessa, area già individuata a livello europeo come sito di importanza comunitaria.
TROPPI PESCI. Il più importante ed invasivo intervento recente dell’uomo sull’habitat risale agli anni 80, quando nell’area fu effettuata una bonifica di campi poi destinati all’agricoltura e realizzato una laghetto artificiale riempito di pesci che lì hanno trovato condizioni favorevoli per la riproduzione. Ma essendo la natura palustre dei terreni della zona testimoniata dalla tendenza all’allagamento stagionale, si è reso facilmente attuabile un processo di rinaturalizzazione per ricostituire le comunità originarie di pesci. Dall’inizio di gennaio è finalmente cominciato l’intervento di abbassamento delle acque del bacino artificiale, mentre in questi giorni si è portata avanti la pesca della fauna ittica per liberare il più possibile l’area dai pesci. Migliaia di carpe e anguille, che impediscono la ricrescita della vegetazione originaria, vengono catturate con le reti e trasferite nel lago situato nella vicina Oasi di Spondone.
LA VEGETAZIONE. Dell’intervento, progettato e coordinato dall’amministrazione provinciale e dal comune di Collesalvetti, con l’accordo della proprietà Vitarelli, si rendono protagoniste le guardie della polizia provinciale di Livorno e Firenze. “Una volta terminato questo intervento - spiega Francesca Ruggeri, partecipante al gruppo di lavoro- inizierà il percorso, necessariamente più lungo, di ricostituzione della vegetazione. Canneto palustre, formazioni a giunco ed estensioni di prato umido ricreeranno le condizioni tipiche di un’area paludosa, fatta di settori di acqua aperta interrotti da altri a copertura boschiva. La fauna adatta a questi ambienti, quali l’airone rosso, il falco da palude ed alcune specie di anatra, ripopoleranno naturalmente l’ambiente”.
PUBBLICO E ATTIVITA’. Il piano di gestione dell’area si pone l’obiettivo di mantenere nel tempo un’area di alto valore naturalistico, di far funzionare una riserva ad alto grado di accoglienza del pubblico e sviluppare un modello per la sostenibilità economica di attività legate alla conservazione della natura anche con finalità di formazione professionale. Con la realizzazione dei camminamenti, di punti di osservazione e zone di accoglienza, la riserva ospiterà visite guidate, attività didattiche e scientifiche, turismo e volontariato. Già a maggio due scolaresche di Collesalvetti saranno condotte in visita. DIDATTICA. “E’ davvero un’opportunità importante quella di fare dell’oasi anche un centro didattico dove consentire l’apprendimento sul campo - afferma Mario Lupi, assessore provinciale a difesa suolo e coste, forestazione e bonifica, pesca - Questo traguardo dà grossa soddisfazione, perché segna la ripresa di un percorso per la tutela dell’ambiente, a partire da un’area in cui è nato un filone importante dell’ornitologia toscana e non. Rivolgo i miei ringraziamenti alla proprietà ed alle guardie della polizia provinciale di Livorno e Firenze”. Anche l’assessore all’ambiente di Collesalvetti Andrea Scardigli sottolinea l’importanza della collaborazione con la Provincia: “Ci piace la sfida che punta a far emergere le aree protette, fino a ieri un limite per l’attività dell’uomo, ora luoghi dove imparare a rispettare l’ambiente”.

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