25/10/2005 - Doppia truffa sui rifiuti: 31 arresti (tratto da "La Repubblica – Cronaca di Firenze") 

Inchiesta della procura di Massa: coinvolte ventuno aziende, in manette funzionari comunali e uomini delle forze dell´ordine
Si facevano pagare per le bonifiche e poi smaltivano nei grandi cantieri
MICHELE BOCCI

Una telefonata per dettare ai funzionari del Comune di Carrara il testo del bando della gara d´appalto per lo smaltimento dei rifiuti alluvionali. E ottenere ovviamente una vittoria a mani basse. E´ solo una delle prove di forza delle aziende coinvolte in quella che secondo Legambiente è la più grande inchiesta sul traffico illecito di rifiuti dal ´97, quando è stato pubblicato il decreto Ronchi. Cinque ditte che si occupano di smaltimento, due di trasporto, sette di edilizia, e poi laboratori di analisi che falsificavano i risultati, dipendenti dell´Arpat e forze dell´ordine che non controllavano, funzionari dell´ufficio ambiente del Comune che bandivano gare su misura. In 13 mesi i carabinieri del Noe, il nucleo per la tutela dell´ambiente di Firenze comandati dal tenente Mario Ferri, hanno scoperto e smantellato un´organizzazione complessa. Diciotto aziende coinvolte, con i responsabili arrestati: Interteco di Paolo Vagaggini, presidente della Associazione nazionale produttori di aggregati riciclati, Ema, Viti escavazioni, Sana, Abbate, Set, Xodo, Puccetti, Toscana scavi, Ediltecnica, Omnia costruzioni, Ligure asfalti, Bertella, Viti group, Betonval, Coes, Abc ambiente, Esa studio. In tutto sono finite in carcere o agli arresti domiciliari 31 persone, 37 le denunce. Ieri 400 carabinieri hanno fatto 120 perquisizioni a Massa, La Spezia, Lucca, Firenze, Grosseto, Pisa, Pistoia, Livorno, Milano, Rovigo, Bergamo. Dodici le aziende sequestrate, più impianti, cave, grandi opere, 170 mezzi. Secondo i carabinieri, coordinati dal pm di Massa Leonardo Tamborini, in poco più di un anno l´organizzazione ha mosso 1 milione e 200 mila tonnellate di rifiuti, lucrando circa 90 milioni di euro. I reati contestati sono associazione per delinquere, disastro ambientale, peculato, corruzione, turbativa d´asta, abuso d´ufficio, falso, truffa e traffico di rifiuti. Il gruppo agiva tra Toscana del nord e Liguria. C´erano ditte che prendevano l´incarico di bonificare aree inquinate: il piazzale città di Massa, una grande terrazza sul mare; la ex discarica Imerys, sempre a Massa; fanghi al porto di La Spezia; l´azienda Cpl di Massa; i rifiuti alluvionali del Comune di Carrara. Materiale pericoloso che non sarebbe stato trattato o smaltito ma anzi utilizzato per ripristinare altre aree: il piazzale del cimitero di Aulla, lo svincolo autostradale di Viareggio, ma anche lo stesso Piazzale della città di Massa. Le ditte contavano su molti appoggi. Tre carabinieri di Sarzana (Petrongolo, Ricci, Menchini) e un poliziotto della stradale di Spezia (Sergi) sono finiti in manette. Avrebbero guidato e scortato i trasporti più delicati. Tre i tecnici dell´Arpat provinciale coinvolti: due denunciati e uno, Marco Bertolini, arrestato. Avrebbero sistematicamente omesso il controllo sui rifiuti. Misure cautelari anche per 4 dipendenti del Comune di Carrara: Sergio Altieri, Sergio Bruschi, Ernesto Ligutti, Francesco Fortunato. Particolarmente inquietante il ruolo di tre laboratori, due di La Spezia (Lac/Cdm e Ambiente dove sono stati eseguiti 5 arresti) e uno dell´Università di Milano (una persona in manette), che falsificavano le analisi dei rifiuti. In uno di questi sono state alterate le analisi del sangue di 6 addetti agli idrocarburi in una raffineria nella zona per nascondere la contaminazione (7 volte superiore ai limiti) e farli rimanere nelle stesse mansioni. Su questa costola dell´inchiesta, i carabinieri stanno lavorando ancora.

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