27/10/2006 - LA BATTAGLIA SUI RIFIUTI (tratto da "La Repubblica ") 

Campi, allo studio tre quesiti per il referendum anti inceneritore
Uno consultivo, l´altro abrogativo e una proposta
Sì o no all´impianto ma anche l´ipotesi di portare la differenziata all´80%
Si chiede di cancellare l´adesione a Quadrifoglio

Un referendum consultivo che suoni così: «Volete voi il termovalorizzatore di Case Passerini?».
Un referendum abrogativo, per chiedere la cancellazione della delibera di adesione al Quadrifoglio da parte del Comune di Campi.
Magari uno propositivo per chiedere di portare la raccolta differenziata all´80 per cento, modello Capannori.
E in parallelo alla sfida referendaria una possibile richiesta danni alla Provincia per il deprezzamento delle proprietà immobiliari in conseguenza dell´inceneritore.
Eccola la sfida del comitato anti-inceneritore di Campi.
I quattro punti per tentare di fermare la marcia dell´inceneritore che l´amministrazione provinciale fiorentina ha localizzato a Case Passerini.
Formalmente costituito giorni fa da una cinquantina di campigiani di varia estrazione politica e professionale - dai medici di base ai parroci come don Nicodemo Delli di Capalle, dagli imprenditori agli ex sindaci - il comitato conta di presentare i quesiti referendari entro due settimane.
E se la commissione prevista dal regolamento del Comune (segretario generale, difensore civico e un docente indicato dall´università), dichiarerà ammissibili almeno uno dei quesiti, Campi andrà alla conta a primavera.
«Il nostro obiettivo è la tutela della salute: siamo convinti che quell´impianto è dannoso e non vogliamo che qualcuno ce lo confermi tra 15 anni», dice Franco Galli, l´imprenditore titolare di alcuni negozi di ottica e vicepresidente del Credito Cooperativo indicato come coordinatore dai cinquanta fondatori del comitato.
Forse tra gli obiettivi, come sussurra qualcuno, c´è anche quello di una lista civica alle prossime elezioni?

«Il comitato è apartitico, abbiamo scelto di stare sul terreno della democrazia perché tutti devono poter esprimere la loro opinione: opere del genere non si fanno senza il consenso della popolazione», dice. «Il referendum sarà anche finalmente l´occasione per fare una vera informazione», sottolinea l´ex sindaco Anna Maria Mancini.
Avanti tutta sul referendum dunque.
E, se possibile, anche sulla causa per il deprezzamento degli edifici: «Il nostro obiettivo resta la salute ma se questa può essere un deterrente venga pure», dice Galli.
«I nostro legali ci hanno detto che si tratta di una battaglia possibile», dice il presidente regionale di Confedilizia Antonio Esposito.
«C´è già qualcuno che rinuncia a visitare l´appartamento dicendo che qui ci sarà l´inceneritore», rileva Roberto Viti, agente immobiliare.

«Diciamo no all´inceneritore ma proponiamo di puntare tutto sulla raccolta differenziata e presenteremo per questo un progetto alternativo.
Ma non dimentichiamo che tutte le parrocchie sono con noi», annuncia l´imprenditore Franco Malinconi.
«Quell´impianto sarebbe davvero troppo, con la bretella Prato-Signa saremo circondati da fonti d´inquinamento», tuona Antonio Granieri.

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