21/11/2005 - BUSINNESS ILLEGALE DEI RIFIUTI: 1 INCHIESTA SU 2 IN ITALIA COINVOLGE LA TOSCANA 

Le Associazioni ambientaliste in audizione alla VI Commissione Ambiente e Territorio della Regione Toscana

Legambiente: Chiediamo che il Consiglio regionale apra un dibattito sull’intero problema dei rifiuti in Toscana

Il problema dei rifiuti in Toscana ha raggiunto l’apice: occorre prendere in mano seriamente la situazione, riunire le Province, fare il punto circa i ritardi nell’attuazione dei piani di gestione dei rifiuti speciali, sugli impianti di smaltimento dei quelli pericolosi, e mettere d’accordo province e comuni sul problema termovalorizzatore: questo è ruolo che compete alla Regione e finalmente sembra cominci ad accorgesene. E’ fissata infatti, una riunione tra Regione, Province e Comuni dell’area metropolitana Firenze, Prato, Pistoia e della zona empolese Valdelsa per fare il punto sui termovalorizzatori. E’ una buona notizia per Legambiente, un segnale che la Regione stà prendendo coscienza del ruolo di mediazione che le compete. La criticità della situazione toscana, sopratutto per quanto riguarda i rifiuti speciali, è riconosciuta e sottolineata anche dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse, presieduta dall’On. Paolo Russo, il quale nella sua relazione annuale ha affermato che in questa regione: "Non si esclude che a causa dell’eccessiva quantità di rifiuti speciali esportate in altre regioni, che proprio nel transito e nello smaltimento fuori regione possa concentrarsi più diffusamente l’interesse delle ecomafie (..)"

"In Toscana l’allarme rifiuti continua a salire e a destare gravi preoccupazioni. – ha dichiarato Nunzio Cirino, curatore del rapporto Ecomafia di Legambiente - Non è una causualità infatti, che la Regione nell’ultimo Rapporto "Ecomafia 2005" realizzato annualmente da Legambiente in collaborazione con le Forze dell’Ordine, sia salita al terzo posto nella classifica nazionale del ciclo illegale dei rifiuti con 293 infrazioni accertate e 112 sequestri effettuati. Nello specifico - continua Cirino - dei dati statistici, la Toscana occupa il primo posto a livello nazionale per numero di infrazioni accertate dal Corpo Forestale dello Stato nel settore discariche e rifiuti, con ben 172 notizie di reato. Inoltre, sono ben 16, su un totale di 49, le inchieste giudiziarie legate al business illegale dei rifiuti illeciti che si snodano lungo lo stivale. In particolare risulta che su 15 inchieste su 31, ossia 1 caso su 2 interessa questa regione, quando le inchieste condotte dalle Forze dell’Ordine assumono carattere nazionale." Questa centralità della Toscana nei traffici illeciti di rifiuti è stato più volte sottolineata nel corso degli anni da Legambiente trovando conferma anche nel lavoro della precedente Commissione parlamentare d’inchiesta. Già nel 2001 la Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, sotto la guida dell’On. Scalia, segnalava a proposito della Toscana: "tale regione viene in evidenza sopratutto come destinataria di rifiuti(..) Questa circostanza da adito a sospetti di triangolarizzazione per lo smaltimento illecito, sospetti che si evidenziano da più circostanze"

E’ dunque ormai un dato acquisito che la Toscana abbia assunto un ruolo di snodo strategico dei traffici illegali di rifiuti del nostro paese. Le vicende che confermano tale affermazione sono numerose. L’ultima in ordine cronologico è l’inchiesta denominata S.I.N.B.A, condotta lo scorso 24 ottobre dai Carabinieri del Comando tutela Ambiente e coordinata dal pubblico ministero di Massa Carrara Leonardo Tamborino. L’operazione ha portato a diversi arresti, accuse di associazione a delinquere , disastro ambientale, peculato, corruzione, abuso d’ufficio, falso, truffa e traffico illecito di rifiuti. Le indagini hanno consentito di scoprire un’articolata organizzazione, costituita proprio in Toscana, che avrebbe condizionato gli amministratori pubblici per aggiudicarsi gli appalti concernenti lo smaltimento di rifiuti pericolosi, prove della portata che il problema dei traffici illeciti di rifiuti hanno assunto in Toscana.

"All’attività di contrasto delle Forze dell’Ordine e della magistratura deve immediatamente seguire una altrettanto efficace risposta della politica – ha dichiarato Piero Baronti, presidente di Legambiente Toscana – Per questo abbiamo chiesto ai gruppi consiliari rappresentati delle forze politiche di dedicare una seduta del consiglio regionale all’approfondimento di un tema così delicato com’è quello dei rifiuti e dei traffici illegali ad essi connessi"

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