02/12/2005 - LEGAMBIENTE DICE BASTA 

ALLA POLITICA DELLE VARIANTI URBANISTICHE

UNO STRUMENTO ECCEZIONALE E DI CORTO RESPIRO PIANIFICATORIO DIVENTA LA PRASSI

DI GOVERNO DEL TERRITORIO (IN VAL DI CORNIA COME ALTROVE…)

Per Legambiente è inammissibile che si adottino varianti al PRG vigente, che ha carattere strategico, come si è più volte udito e letto, dal momento che si sta per adottare il Piano Strutturale d’Area (marzo 2006), che è lo strumento che disciplina, contemporaneamente, tutti i “nodi pianificatori” del nostro territorio.

Né possono essere addotti motivi d’urgenza per due diversi iter di approvazione: uno lento per il Piano, uno rapido per le varianti (Nautica, Magona, Città Futura...). Intanto perché l’urgenza dovrebbe riguardare tutte le attività che il Piano disciplina: industria, edilizia, infrastrutture, nautica, ambiente, piccola e media impresa, etc. e non si possono individuare settori, o imprese, o cittadini di serie A o di serie B. Né, tanto meno, si può affermare, nello stesso tempo, che le Varianti devono essere “contestuali” al Piano Strutturale (per evidenti ragioni di coerenza pianificatoria) e poi prefigurare ed auspicare i due iter diversi di approvazione (uno rapido e uno lento) di cui sopra. Così chi approva i contenuti della Variante ipoteca di fatto le decisioni di chi dovrà approvare il Piano Strutturale.

Per Legambiente è assurdo solo ipotizzare che si facciano scelte urbanistiche e localizzative che saltano le procedure canoniche del piano strutturale; perché è evidente che così non si esaminano le varie opzioni per scegliere il massimo interesse pubblico. Insomma un bel pasticcio, dietro al quale appaiono evidenti forti pressioni, ingenti interessi economici che, proprio perché “forti”, era bene ricondurre all’interno di un piano unico (nei contenuti e nei tempi di approvazione), cercando di dare risposte agli interessi generali dell’intera comunità.

Questo non vuol dire essere indifferenti verso la necessità di accelerare i tempi di risoluzione dei piani urbanistici: ma per tutti, non per le lobbies più forti, e siamo davvero certi che a Piombino, uno dei problemi più urgenti sia la nautica? A Legambiente, ma non solo, risulta che la questione abitativa, le politiche della casa, le pressioni della rendita fondiaria costituiscano ormai una vera e propria emergenza sociale.

Allora forse, la risposta più giusta sarebbe stata quella di impegnarsi per redigere e far approvare celermente un Piano Strutturale che tenesse tutto “sullo stesso filo di partenza”, accompagnandolo nel suo iter d’approvazione con un sostegno politico ed istituzionale forte da parte dell’Amministrazione comunale.

Nel caso specifico dell'idea (ottima di per sé) d'integrare i piani strutturali dei comuni della Val di Cornia, si corre il rischio di usare questo strumento concertato e intercomunale (e a maggior ragione se a firmarlo è un grande nome nazionale come quello di Vezio De Lucia...) come la classica foglia di fico (che copre per l'appunto le pudenda…).

L’esperienza compiuta con questa variante urbanistica, ma anche con quelle di S. Vincenzo e dell’Elba, ci convince della necessità di monitorare la legge regionale 1 del 2005, una legge quadro che dovrebbe disciplinare il governo del territorio e impedire la lesione del principio dell’interesse collettivo. Ma si sa, tra cornice teorico/legislativa e prassi di governo sui territori locali c’è spessissimo uno iato apparentemente incolmabile.

Circolo Legambiente Piombino - Val di Cornia

Ufficio stampa di Legambiente Toscana

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