19/12/2005 - PROBLEMA RIFIUTI NELL’AREA METROPOLITANA FIRENZE-PRATO-PISTOIA  

LEGAMBIENTE RILANCIA:
UN SOLO TERMOVALORIZZATORE, UN SOLO ATO,
UNA SOLA AZIENDA PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI

QUESTA LA STRADA PER UNA COMPLETA GESTIONE INTERGRATA

Un solo termavalorizzatore, un solo A.T.O., una sola azienda di gestione rifiuti nelle province di Firenze, Prato e Pistoia. Mentre va avanti il tentativo della Regione Toscana di attuare una mediazione tra le tre Province della Piana Fiorentina, Legambiente rilancia la proposta di una completa integrazione dei Piani provinciali che porti all’effettiva riduzione del numero di impianti e ad una semplificazione del sistema gestionale attuale.
Stamani, in sede di conferenza stampa, Piero Baronti, Presidente di Legambiente Toscana ha indicato la strada che potrebbe essere seguita per minimizzare i costi ambientali e sociali, che il problema della gestione dei rifiuti nella Piana si trascina dietro ormai da tempo.
Attualmente, ad ogni provincia corrisponde un diverso ATO, che individua appunto l’Ambito Territoriale Ottimale per una gestione unitaria dei rifiuti (raccolta, trattamento e smaltimento) in virtù dell’omogeneità territoriale : ATO 10 Prato, ATO 5 Pistoia – Circondario empolese, ATO 6 Firenze). Gli AA.T.O normalmente coincidono con il territorio provinciale, fatte salve diverse disposizioni regionali (per esempio il Circondario Empolese è unificato con l’ATO 5 di Pistoia).
Quindi: tre Province per tre AA.T.O nella Piana fiorentina. Ogni provincia ha il compito di dotarsi di un proprio piano rifiuti, cosicché nella Piana fiorentina le province di Firenze, Prato e Pistoia, nei rispettivi AA.T.O si sono dotati di tre diversi piani, ognuno dei quali contempla la costruzione di un impianto di termovalorizzazione per lo smaltimento dei propri rifiuti non recuperabili.
Legambiente ripropone un solo termovalorizzatore dimensionato agli obiettivi di raccolta differenziata dei prossimi anni. Non un mega impianto, ma una struttura che bruci la quota residuale, tarato sulle reali necessità in relazione alla raccolta differenziata. Attualmente i piani delle tre province di Firenze, Prato e Pistoia si pongono come obiettivo di raggiungere tra il 45 e il 55% di raccolta differenziata. La Regione Toscana si propone l’obiettivo del 55% entro il 2012, mentre con una Raccolta Differenziata spinta porta a porta e similari Legambiente stima si possa raggiungere la quota del 70%. “La localizzazione dell’impianto unico di area vasta – dichiara Piero Baronti, presidente di Legambiente Toscana - va decisa secondo i criteri della pianificazione integrata e partecipata attraverso la Valutazione ambientale strategica, l’analisi socio/ambientale, la VIS (Valutazione d’Impatto Sanitario). L’impianto dovrà essere di proprietà pubblica (S.p.A. dei comuni) o ad azionariato diffuso secondo il principio UN SOLO IMPIANTO, UN SOLO A.T.O.” “Sono tre AA.T.O che non si parlano fra di loro; – riprende Baronti – le vicende dei termovalorizzatori della Piana hanno visto schierati Comuni contro Comuni, Province contro Province, Province contro Comuni. E’ necessario un solo ATO che pianifichi per le tre Province, che decida le fasi di gestione dei rifiuti attraverso il loro utilizzo, riuso e riciclo degli stessi, compresi gli Speciali. All’interno dell’ATO possono costituirsi su base provinciale e/o di Circondario (vedi Empolese Valdelsa) Consorzi di Comuni con il compito di gestire con le municipalizzate le fasi di raccolta, vale a dire la R.D. e i relativi impianti, il termovalorizzatore, le discariche controllate, gli impianti di compostaggio. Naturalmente, la R.D. dovrà essere fatta dalle municipalizzate, o meglio: dalla municipalizzata, dal momento che Legambiente propone che si vada verso la costituzione di un’unica azienda di area vasta tra le province di Firenze, Prato e Pistoia. UN SOLO TERMOVALIZZATORE, UN SOLO ATO, UNA SOLA AZIENDA. Un’unica azienda municipalizzata - continua Baronti – di area vasta che avrebbe il vantaggio di andare a costituire nell’area metropolitana Firenze, Prato, Pistoia (oltre che Chianti e Valdisieve), un grande polo ambientale dei rifiuti, in vista di una gestione virtuosa del mercato dei rifiuti riutilizzabili. In questo senso, occorre sviluppare la politica delle filiere, implementare la rete aziendale che si occupa del compostaggio di qualità, del recupero e del riciclo del vetro, della plastica, dell’acciaio, dell’alluminio, degli imballaggi in legno, di quelli della carta & cartone, e di tutto quello che può essere raccolto, riciclato e recuperato. Il tutto con la preziosa collaborazione dei consorzi di filiera.” - conclude Piero Baronti presidente di Legambiente Toscana.

L’ ufficio stampa di Legambiente Toscana (cell. 349.2588489)

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