21/12/2005 - Toscana ai vertici delle classifiche nazionali per la prevenzione degli ecorischi 

Artusa: “E’ la dimostrazione che la politica portata avanti dalla Regione si è rivelata giusta”
Baronti: “Occorre intensificare gli sforzi. Speriamo non diminuiscano le risorse per questo tipo di attività”

In Toscana il 98% dei comuni e il 90% delle abitazioni sono a rischio idrogeologico, che comprende il pericolo di frane e alluvioni, e contemporaneamente nel 2004 i comuni toscani colpiti da incendi boschivi sono stati il 49%. Non va male comunque per l’impegno che la nostra regione investe nei lavori di prevenzione: la Toscana è al secondo posto, dopo la Liguria, nella mitigazione del rischio idrogeologico con il 51% dei propri comuni (Liguria 56%) che svolgono un lavoro positivo e il 68% dei comuni che hanno attuato interventi di messa in sicurezza. Allo stesso tempo la Toscana rientra sopra la soglia percentuale delle regioni i cui comuni hanno applicato la legge 353/2000 sull’attenuazione del rischio incendi boschivi: col 51% dei comuni “diligenti” nel 2005 rispetto al 44% nel 2004 (+ 7%). C’è comunque da lavorare per raggiungere il livello di performances della Liguria il cui 90% dei comuni svolge un lavoro positivo.
Questi alcuni dati diffusi da Legambiente Toscana stamani nel corso di una conferenza stampa, organizzata in collaborazione con la Regione, che ha visto la premiazione dei comuni toscani che si sono distinti a livello nazionale e regionale nel lavoro di prevenzione del rischio idrogeologico e del rischio incendi boschivi.
I dati provengono da due dossier, ‘Ecosistema Rischio 2005’ ed ‘Ecosistema Incendi 2005’ elaborati da Legambiente, che annualmente fotografano la situazione dei comuni italiani in due ambiti imprescindibili per la sicurezza della popolazione e la tutela dell’ambiente e del territorio. Quest’anno la Toscana può vantare due podi nazionali: Montemurlo (Po) medaglia d’oro per la prevenzione del rischio idrogeologico con 9,5 punti su 10 e voto sintetico ottimo e Villa Collemandina (Lu) primo premio nazionale per la mitigazione del rischio incendi boschivi con 10 punti su 10 e voto sintetico ottimo.
Viste le buone performances ottenute anche da altri comuni a livello regionale, Legambiente e Regione hanno deciso di premiare, nell’ambito prevenzione rischio idrogeologico anche i comuni di Serravezza (Lu) al 2° posto toscano con punteggio 8,5/10 e voto sintetico buono, Ponsacco (Pi) e Signa (Fi) 3° posto pari merito con punteggio 8/10 e voto sintetico buono. Nell’ambito della riduzione del rischio incendi Tavarnelle Val di Pesa (Fi) si è piazzato 2°, in classifica regionale, con punteggio 9/10 e voto sintetico buono, a pari merito con Lucca (punteggio 9/10 e voto sintetico buono) che si aggiudica anche un podio tra i capoluoghi di provincia toscani, insieme a Prato, per la prevenzione del rischio idrogeologico (entrambi punteggio 7) seguiti da Grosseto e Siena.
Alla cerimonia di premiazione erano presenti Marino Artusa, assessore regionale all’Ambiente, Piero Baronti, presidente di Legambiente Toscana, Paola Tartabini e Daniel Noviello, curatori per Legambiente dei due dossier nazionali. Inoltre sono intervenuti Dorino Tomagnini, sindaco di Villa Collemandina, Franco Ganugi, assessore all’ambiente del Comune di Montemurlo, Enrico Mazzucchi, sindaco di Serravvezza (Lu), Stefano Fusi, sindaco di Tavarnelle Val Di Pesa (Fi), Alessandro Cicarelli, sindaco di Ponsacco (Pi), Giovanni Pierami, assessore all’Ambiente del Comune di Lucca e Antonio Morelli, assessore all’Ambiente del Comune di Signa (Fi), insieme ad altri rappresentanti comuni premiati.
“Analizzando i dati di Legambiente – spiega l’assessore regionale all’ambiente Marino Artusa - emerge un quadro abbastanza confortante per quanto riguarda la diffusione delle pratiche di gestione del territorio in Toscana, a confronto con quanto accade nel resto del paese. E questo conferma che ciò che la Regione ha deciso di fare in questi anni per la difesa da frane, alluvioni e incendi è un qualcosa di concreto e non soltanto una dichiarazione di intenti. La nostra politica di salvaguardia del territorio è positiva poiché, grazie all’adozione dei piani di assetto idrogeologico abbiamo definito le regole fondamentali per l’uso, la prevenzione e la messa in sicurezza del territorio regionale dai rischi di frane e alluvione. E anche sul versante della lotta agli incendi boschivi disponiamo di un’organizzazione capillare in grado di assicurare un’efficace attività di prevenzione ed intervento. Ritengo – ha concluso Artusa - questa iniziativa di Legambiente sia da apprezzare in modo particolare perchè ci permette di avere a disposizione ulteriori informazioni per rafforzare il nostro impegno”.
“Nonostante dalla nostra regione provengano segnali positivi nella prevenzione degli ecorischi - dichiara Piero Baronti, presidente di Legambiente Toscana - per quanto riguarda quello idrogeologico è emersa la necessità di iniziare a delocalizzare le abitazioni a rischio e concretizzare interventi di messa in sicurezza su questi territori. Per ciò che concerne il rischio incendi è necessario sviluppare al massimo le attività di prevenzione anche con il coinvolgimento delle associazioni di volontariato. I disastri ambientali che vedono protagonisti i fiumi e i boschi italiani e toscani sono infatti diretta o indiretta conseguenza delle azioni dell’uomo. Abusivismo, sbagliata urbanizzazione delle aree golenali e la mancata manutenzione ordinaria dei corsi d’acqua sono spesso le vere cause di disastri ambientali che vedono protagonisti i fiumi e sono soprattutto i comuni ad avere le armi per fermare i roghi, come il catasto delle aree percorse dal fuoco, per bloccare gli speculatori e attuare campagne informative mirate ai fruitori del bosco. Speriamo – ha concluso Baronti - che questi strumenti fondamentali non siano messi troppo in pericolo dai tagli agli enti locali contemplati nella Finanziaria del Governo Berlusconi”.
“Le indagini dei due rapporti, portate avanti con la collaborazione del Dipartimento della Protezione Civile, e nati dalle due campagne di Legambiente ‘Operazione Fiumi’ e ‘Non scherzate col Fuoco’ – sostengono i curatori Paola Tartabini e Daniel Noviello – riguardano l’intero territorio nazionale e si sono basate sul monitoraggio sia del livello di rischio, che delle azioni messe in campo dai comuni per mitigarlo. Per esempio le attività ordinarie legate alla gestione del territorio, quali la manutenzione degli alvei e delle opere idrauliche per il rischio idrogeologico o l’applicazione della legge 335/200 sulla mitigazione del rischio incendi. Nonostante il numero d’incendi appiccati nel nostro paese negli ultimi anni rimanga praticamente invariato, gli enormi passi in avanti nella capacità di contrasto ha permesso di ridurre consistentemente gli ettari di territorio percorsi dal fuoco e la media ettari percorsi per incendio. Questa tendenza nel 2004 ha visto una diminuzione di oltre il 40% rispetto all’anno precedente. Per quanto riguarda il rischio idrogeologico – hanno detto a conclusione - 2 comuni su 3 in Italia svolgono complessivamente un lavoro negativo per quanto riguarda la riduzione del rischio di alluvioni e frane, il 36% addirittura non fa praticamente nulla per la sicurezza del territorio”. (com/ft)

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