10/01/2006 - ANCHE STOCCOLMA SCEGLIE IL ROAD PRICING 

Dopo Londra e Oslo un’altra città europea, Stoccolma, sceglie la strada del pedaggio urbano per disincentivare il traffico automobilistico e recuperare risorse da destinare al trasporto pubblico.
Evidentemente all’estero c’è quel coraggio nel mettere in pratica misure di contrasto di smog e ingorghi che i sindaci italiani assolutamente non hanno”. Commenta così Legambiente la notizia proveniente dalla Svezia dell’introduzione di un pedaggio urbano di uno o due euro per entrare nel centro di Stoccolma. “Un mix di incentivi e disincentivi economici, di infrastrutture articolate (metro di superficie, parcheggi di scambio) e di infrastrutture semplici (corsie preferenziali, isole pedonali, zone a traffico limitato) è l’unica soluzione per uscire dall’emergenza smog – prosegue Legambiente – Invece qui in Italia si prosegue a colpi di rottamazioni e, quando va bene, con sporadici blocchi della circolazione o con le targhe alterne. Non che in Italia non si sia parlato di road pricing. Ma se ne è parlato e basta. A Genova è stato sperimentato per mesi. Poi non se ne è fatto nulla. Mentre a Milano il sindaco Albertini è un fan del pedaggio urbano: ma lui da sindaco poteva metterlo in pratica, invece si limita oggi a suggerirlo al suo successore”.
Secondo Legambiente per sciogliere i nodi della mobilità urbana vanno dunque attuate misure a costo zero (corsie preferenziali, isole pedonali, zone a traffico limitato) e interventi finanziati direttamente, tramite il pedaggio, dal traffico privato (nuove linee tranviarie, nuove metropolitane città-hinterland, nuovi parcheggi di scambio trasporto pubblico-trasporto privato in periferia).

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