25/01/2006 - CONTRO IL DECRETO AMMAZZACOSTE 

LEGAMBIENTE CHIEDE ALLA REGIONE TOSCANA UN ATTO CORAGGIOSO:
"NIENTE PIU' COSTRUZIONE NEI 2 KM DALLA COSTA. LA TOSCANA APPROVI UN PROVVEDIMENTO SALVACOSTA SU MODELLO DELLA SARDEGNA".
CONTRO LA SPECULAZIONE EDILIZIA DEL MODELLO LAS VEGAS DEL GOVERNO BERLUSCONI LA TOSCANA SCELGA LA STRADA DEL TURISMO DI QUALITA

"Un provvedimento che stabilisca il vincolo di non edificabilità fino a 2 km dalla costa. Chiediamo alla Regione Toscana di seguire l'esempio della Sardegna, attraverso un atto concreto e coraggioso per tutelare il paesaggio costiero della Toscana e bloccare l'abusivismo e tutti quei progetti urbanistici che stanno mettendo a rischio il territorio e l'economia della nostra regione." E' l'appello lanciato questa mattina a Firenze da Piero Baronti Presidente di Legambiente Toscana e Angelo Gentili della Segreteria Nazionale di Legambiente, che hanno riproposto alla Giunta Regionale l'idea, già avanzata l'estate scorsa, di attuare un provvedimento salvacosta su modello di quello voluto da Renato Soru in Sardegna.

Una misura che si rende oggi ancor più urgente, dopo la recente approvazione della norma (articolo 1 dal comma 602 al comma 612, contenuta nella Finanziaria) che prevede la concessione dei beni demaniali marittimi per la realizzazione di grandi progetti di sviluppo sulla base di un semplice accordo di programma e in deroga agli strumenti urbanistici vigenti. Un provvedimento che preoccupa non poco l'associazione ambientalista: "A questo punto bisognerebbe solo confidare – si legge nella lettera inviata da Legambiente al Presidente della Giunta Toscana Claudio Martini - negli enti locali cui, in ultima istanza, spetterebbe l'onere di bloccare lo scempio ambientale e, d'altro canto, anche la responsabilità di rinunciare a un corposo investimento. "C'è bisogno di un atto coraggioso – spiega Angelo Gentili - per arginare l'avvio di politiche di saccheggio del territorio portate avanti in questi anni in campo nazionale, regionale e locale.
Non é con il cemento, abusivo o meno, che si garantisce competitività e futuro alla nostra regione ma con politiche serie di tutela e valorizzazione delle nostre risorse migliori, a cominciare dall'ambiente e dal paesaggio che sono uniche e preziose." Con questo provvedimento governativo i grossi gruppi imprenditoriali del settore immobiliare e turistico potrebbero progettare giganteschi villaggi turistici. Così facendo, il nostro territorio perderebbe quell'appeal legato alle tradizionali caratteristiche morfologiche e naturali che formano l'immaginario del "marchio Toscana" anche all'estero. Un' operazione sbagliata quindi, anche dal punto di visto dell'economia turistica di un Paese, l'Italia, che deve invece puntare sulla conservazione della qualità ambientale per continuare ad attrarre visitatori. Su questa lunghezza d'onda è il Presidente di Legambiente Toscana Piero Baronti, che ha ricordato la necessità di sviluppare una progettualità turistica che faccia della valorizzazione e della difesa delle straordinarie bellezze naturali il suo punto di forza: "La Legge ammazzacoste inserita nella Finanziaria rischia di trasformare i nostri litorali in una sorta di Las Vegas, in cambio di un effimero ritorno economico, si rischia di alienare per sempre un patrimonio inestimabile di paesaggio, storia, cultura e biodiversità, unico al mondo. Non costruire più nell'arco di 2km dalla costa, favorirebbe lo spostamento delle strutture ricettive e dei servizi verso l'interno dei centri urbani, con strutture architettoniche in armonia con il paesaggio.
Basta con stabilimenti balneari,- continua Baronti - con casermoni sulla spiaggia, basta con quella pianificazione urbanistica contrattata, ovvero il tentativo di ridisegnare il territorio secondo interessi privati. Contrattando, appunto, con le amministrazioni locali deroghe, soppressioni di vincoli, aumento di cubature e quant'altro. Alla Regione Toscana chiediamo che eserciti il suo potere per impedire che si svenda il patrimonio di tutti per il vantaggio di pochi: chiediamo una legge regionale che tuteli in modo rigoroso le nostre coste ed il territorio immediatamente vicino come ha fatto la Regione Sardegna "- conclude Baronti.

Alleggerimento della pressione antropica, riconsiderazione in chiave ambientale dei piani di sviluppo territoriale e un nuovo modello di turismo sono dunque i capisaldi del progetto di Legambiente per lo sviluppo del territorio. "Le potenzialità della Toscana, - concludono i due esponenti di Legambiente - con le sue tradizioni, l'ospitalità diffusa, il turismo rurale, le aree protette vanno difese: per questo chiediamo alla Regione Toscana di intervenire decisamente ed approvare un provvedimento salvacosta che possa far diventare la nostra regione un modello di eccellenza e di avanguardia per un turismo di qualità ."

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