03/02/2006 - CONVEGNO DI LEGAMBIENTE SU PAESAGGIO E CITTA' 

IL PAESAGGIO TOSCANO COME ESEMPIO ITALIANO DI TURISMO SOSTENIBILE .
LEGAMBIENTE ALLA REGIONE TOSCANA : "IN TOSCANA BUONE LEGGI, MA L'ATTENZIONE PER IL PAESSAGGIO DEL CHIANTI DEVE TRASFERIRSI ANCHE SULLA PIANA FIORENTINA E SULLE COSTE"
L'APPELLO DI LEGAMBIENTE NAZIONALE: "LE REGIONI DEVONO REDIGERE I PIANI PAESAGGISTICI,COSì COME RICHIESTO DALLA CONVENZIONE EUROPEA DEL PAESAGGIO"
AL CONVEGNO PRESENTI TRA GLI ALTRI : ROBERTO DELLA SETA, PRESIDENTE NAZIONALE DI LEGAMBIENTE, GIUSEPPE CAMPOS VENUTI, PRESIDENTE ONORARIO INU (ISTITUTO NAZIONALE URBANISTICA), GUIDO SACCONI EUROPARLAMENTARE DS, ERASMO D'ANGELIS PRESIDENTE VI COMMISSIONE CONSILIARE AMBIENTE E TERRITORIO REGIONE TOSCANA, MARIELLA ZOPPI ASSESSORE AI BENI E ALLE ATTIVITA' DELLA REGIONAE TOSCANA, RICCARDO CONTI ASSESSORE ALL'URBANISTICA ED AI TRASPORTI DELLA REGIONE TOSCANA.
"L'attenzione per il paesaggio del Chianti deve essere trasferito anche ad altre zone della Toscana come quella della Piana fiorentina e della costa, zone già troppo edificate che occorre riqualificare. Solo così la nostra regione potrà diventare davvero un' esempio di turismo sostenibile per tutto il Paese." - questo il punto chiave degli interventi di Legambiente stamani, al Palaffari di Firenze, durante il Convegno Nazionale sul paesaggio e la città. E quale palcoscenico migliore ci sarebbe potuto essere per l’evento se non il luogo della sigla della Convenzione Europea del Paesaggio (Firenze, ottobre 2000)? Da qui vogliamo partire. La Regione Toscana, come le altre, dopo la ratifica della Convenzione da parte della Repubblica Italiana (avvenuta nel dicembre scorso), deve redigere obbligatoriamente il proprio Piano Paesistico.
Legambiente chiede con forza che questo assunto pianificatorio venga rispettato e in tempi ragionevolmente rapidi. “Non possiamo permetterci di perdere questa occasione culturale e politica – esordisce Edoardo Zanchini, della Segreteria Nazionale di Legambiente – perché le innovazioni indotte dalla Convenzione, combinate con i nuovi dispositivi devolutivi che responsabilizzano al massimo il livello regionale di governo, fanno sì che nei prossimi anni si possa concretizzare davvero una grande stagione di piani paesistici regionali. Piani avanzati che superino finalmente il concetto di eccezionalità estetica e che si rivolgano invece all’intero territorio. Alla sua riqualificazione, alla paziente riprogettazione intanto dei suoi spazi più degradati, al recupero di quelle aree marginali (le periferie della città diffusa) che possono incrociare quel rinnovato bisogno di partecipazione sociale di cui l’Italia (e la Toscana in particolare) negli ultimi anni ha rivelato vivacemente l’esistenza.

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