08/02/2006 - ALTA VELOCITA' – LEGAMBIENTE RISPONDE A VANNINO CHITI: 

LEGAMBIENTE TOSCANA O.N.L.U.S. Firenze, 8 febbraio 2006 comunicato stampa «IL MUGELLO NON E' UN MODELLO POSITIVO PER REALIZZARE LE GRANDI OPERE,
COSI' COME IL NODO DI FIRENZE».

«Il Mugello non è un modello positivo per realizzare le grandi opere e i mugellani lo hanno visto con il prosciugamento di buona parte del proprio territorio». Lo ha detto Maurizio Da Re, responsabile inquinamento-trasporti di Legambiente Toscana, commentando le affermazioni di Vannino Chiti, coordinatore della segreteria nazionale Ds, a difesa dell'Alta Velocità ferroviaria.
«Chiti fa un errore politico a non tenere conto dell'enorme danno ambientale inferto al Mugello e di quanto potrebbe avvenire nei prossimi anni a Firenze – ha aggiunto il rappresentante di Legambiente Toscana - Chiti dimentica che proprio lui stesso ha ammesso in dicembre che l’impatto ambientale nel Mugello è stato superiore alle previsioni e che gli studi preparatori si sono rivelati insufficienti. Non è un caso - ha aggiunto Da Re - se la Regione Toscana si è costituita parte civile nel processo contro CAVET».
L'associazione ambientalista ricorda che l'approvazione dell'Alta Velocità della tratta appenninica fu voluta e ottenuta dallo stesso Chiti, come presidente della Regione nel 1995, non con un percorso condiviso e partecipato delle popolazioni locali, ma con le cosiddette 'compensazioni', per accontentare i Comuni che avrebbero ricevuto forti danni ambientali dalla costruzione delle gallerie. «Le 'compensazioni' si sono rivelate illusorie rispetto ai danni ambientali realizzati in Mugello – ha continuato Da Re - e rivelano un metodo che non piace agli ambientalisti e non è gradito neppure dalle popolazioni della Val di Susa». Legambiente Toscana rinnova le proprie critiche al progetto TAV, anche in riferimento ai prossimi cantieri previsti a Firenze: «Sono altre le priorità per il trasporto ferroviario e le conoscono bene anche i pendolari toscani. E a Firenze - ha concluso Da Re - siamo alle porte con i cantieri della Tav, che produrranno un forte impatto ambientale sia per lo scavo della stazione e del tunnel, con rischi idrogeologici e di possibili lesioni per un centinaio di palazzi, che per il passaggio ogni giorno sulle strade cittadine di centinaia di camion fortemente inquinanti, con materiale di scavo e da costruzione».

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