02/05/2006 - ENERGIA EOLICA, PARCO DI SCANSANO 

LEGAMBIENTE RICORRE:
“PRETESTUOSE LE MOTIVAZIONI DI ITALIA NOSTRA,
LE DIECI PALE SORGERANNO DOVE C’E’ GIA’ UN ELETTRODOTTO
E DARANNO ENERGIA PULITA A QUASI 50 MILA PERSONE”

“LA MAREMMA CHE VOGLIAMO: SENZA AUTOSTRADA

E CON MENO PETROLIO E CARBONE”

Legambiente si costituirà “ad adiuvandum” della Provincia di Siena – nonché del comune di Scansano, della Regione Toscana e della Sopraintendenza di Siena – in difesa del parco eolico di Scansano, per ottenere che sia respinto il ricorso presentato da Italia Nostra che, se accolto, bloccherebbe la realizzazione dell’impianto. Come spiegano in una dichiarazione il presidente nazionale di Legambiente Roberto Della Seta e Piero Baronti, presidente di Legambiente Toscana, questa scelta ha un obiettivo pratico e un significato simbolico: “Le dieci pale eoliche di Scansano – sottolineano i dirigenti di Legambiente – sorgeranno dove ci sono già i tralicci, di analoga altezza, di un grande elettrodotto, dunque il loro impatto paesaggistico sarà molto limitato. D’altra parte, esse consentiranno di approvvigionare con energia pulita quasi 50 mila persone, per un significativo risparmio di emissioni inquinanti, mentre in prossimità dell’impianto verrà anche realizzato a spese dell’impresa costruttrice un parco didattico per informare soprattutto i ragazzi delle scuole sui temi dell’energia e anche sulle risorse storiche del territorio come l’antica Via Clodia”.

Per tutto questo, aggiunge Legambiente, battersi contro un intervento così vuol dire negare le ragioni stesse dell’ambientalismo: “Dire no all’eolico, come alle metropolitane o agli impianti di compostaggio dei rifiuti – affermano Della Seta e Baronti–, è ostacolare una vera riconversione ecologica dell’energia, dei trasporti, in generale dell’economia e della società. Nel caso di Scansano, dire no al parco eolico significa ostacolare ‘la Maremma che vogliamo’: senza nuova autostrada, con un’Aurelia finalmente sicura, ma anche con un modello di produzione e consumo di energia meno legato ai combustibili fossili e di più alle fonti pulite”.

L’Ufficio stampa Legambiente
(06.86268379-55-99-80)

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