19/07/2006 - ECOSISTEMA INCENDI I NUMERI DELLA TOSCANA CHE BRUCIA 

IN TOSCANA OLTRE IL 50% DEI COMUNI E’ ATTENTO AL RISCHIO DI INCENDI BOSCHIVI, IN CALO, INFATTI NEL 2005 RISPETTO AL BIENNIO 2003-2004 IL NUMERO DI AMMINISTRAZIONI COMUNALI COINVOLTE

NELLA PROVICIA DI LUCCA IL MAGGIOR NUMERO DI ETTARI BRUCIATI NEL BIENNIO 2003-2004

LA PROVICIA DI MASSA CARRARA QUELLA CON PIU’ COMUNI COINVOLTI

AL COMUNE DI CAMPO NELL’ELBA (LI) LA MEDAGLIA D’ORO PER LA PREVENZIONE DEL RISCHIO INCENDI

BOCCIATI CASTELL’AZZARA (GR), GALLICANO (LU) E MONTALCINO (SI)

La Toscana ha subito lo scorso anno oltre 400 incendi boschivi che hanno trasformato in cenere 921 ettari di territorio, di cui 525 di boschi e foreste. Bassa la media di ettari percorsi dal fuoco per incendio, elemento che dimostra una capacità di spegnimento tempestivo dei roghi e una buona capacità di presidio del territorio e di avvistamento e segnalazione tempestiva degli incendi. In Toscana infatti, nel 2005, rispetto al biennio 2003-2004 diminuisce il numero di amministrazioni comunali il cui territorio è stato interessato da episodi di incendi. Sono stati 202 comuni nel 2003 (il 74%), 141 nel 2004 (il 49%), sono passati a 72 nel 2005 (25%).

Questi sono i primi dati regionali usciti dal rapporto Ecosistema incendi 2006 presentato stamani a Roma nel corso di una conferenza stampa nazionale. Il dossier è l’indagine sulle azioni realizzate dalle Amministrazioni comunali nel biennio 2003-2004, per contrastare la piaga degli incendi boschivi, realizzata da Legambiente e Dipartimento della Protezione Civile in occasione di “Non scherzate col fuoco”, campagna nazionale di monitoraggio, prevenzione ed informazione sugli incendi boschivi di Legambiente e del Dipartimento della Protezione Civile, realizzata quest’anno in collaborazione con l’Associazione Nazionale Alpini, l’Associazione Nazionale Vigile del Fuoco in Congedo, gli scout dell’Agesci e del Cngei e con la Protezione Civile della Regione Marche e della Regione Sicilia. Un attento studio per valutare lo stato di attuazione della legge 353 del 2000 e le attività di prevenzione messe in opera dai comuni (campagne di informazione, avvistamento focolai e presidio del territorio, perimetrazione delle aree percorse dal fuoco, approvazione del catasto di tali aree ai fini dell’applicazione dei vincoli previsti dalla legge, esistenza di piani comunali di emergenza per il rischio incendi boschivi, rapporto con il volontariato di protezione civile).

Nel biennio 2003-2004 sono stati 162 i Comuni toscani sul cui territorio si sono verificati un totale di 1.200 incendi, di una certa entità, ovvero superiore all'ettaro, interessando complessivamente una superficie percorsa dalle fiamme di quasi 8.000 ettari. E’ su questi 162 comuni che si è concentrato il monitoraggio di Legambiente e Dipartimento della Protezione Civile Ecosistema Rischio. Amministrazioni che hanno vissuto il problema incendi boschivi e che dovrebbero aver messo in atto quelle azioni che la legge quadro 353 del 2000 prevede per arginare questa piaga nel loro territorio.

Nella Provincia di Lucca il numero maggiore di incendi e di superficie percorsa dal fuoco nel biennio ‘03/’04 (rispettivamente 240 e 2.836 ettari), seguita da quella di Firenze (203 e 1395 ettari) e da Massa Carrara (190 e 656 ettari), mentre la Provincia di Livorno è quella che ha contato il minor numero di focolai, “solo” 14 nel biennio preso in esame per 686 ettari di territorio bruciati

L’emergenza incendi coinvolge ogni anno porzioni consistenti del territorio toscano. Il trasformarsi in una vera e propria emergenza infatti deriva non soltanto dal numero di roghi e dall’incredibile superficie che distruggono anno dopo anno, ma anche dal fatto che gli incendi boschivi interessano gran parte della Regione. Basti pensare che nel biennio 2003-2004 in Toscana più della metà dei comuni hanno subito almeno un incendio di estensione pari o superiore ad un ettaro, quasi il doppio della media nazionale.

E’ la Provincia di Massa Carrara ad avere avuto tra il 2003 e il 2004 la più alta percentuale di amministrazioni comunali coinvolte dagli incendi boschivi di una certa entità, ben il 94% del totale provinciale, seguita dalla provincia di Grosseto (86%) e Lucca (77%)

“In Toscana l’indagine si è concentrata su quei comuni che negli ultimi anni più hanno vissuto il dramma dei roghi, ovvero quelle amministrazioni comunali che nel biennio 2003-2004 hanno subito almeno un incendio con una superficie percorsa dal fuoco pari o superiore ad un ettaro, in Toscana sono 162 – dichiara Piero Baronti, presidente di Legambiente Toscana - Il monitoraggio è stato realizzato con un questionario inviato a tutte queste amministrazioni comunali toscane. Su 162 hanno risposto in modo completo 33 comuni toscani, oltre il 20% del campione, su cui si è basata l’analisi dei dati di Ecosistema Incendi 2006 in Toscana. Ben il 67% di questi comuni ha dimostrato di svolgere un lavoro complessivamente positivo nella lotta agli incendi boschivi.”

“Più nel dettaglio – continua Baronti – La Toscana è tra le tre regioni italiane con la Liguria e la Campania in cui oltre il 50% dei cui comuni ha approvato il catasto delle aree percorse dal fuoco e parliamo di comuni che nel biennio 2003-2004 hanno subito sul proprio territorio almeno un incendio che ha colpito almeno un ettaro di boschi e foreste. Il catasto delle aree percorse dal fuoco è un passaggio fondamentale per eliminare a monte le motivazioni che spingono gli incendiari ad agire, uno strumento strategico per vincolare tali aree e rendere impossibile qualunque speculazione legata all’edilizia, alla caccia, all’agricoltura, al rimboschimento e alla pastorizia. Il 51% delle amministrazioni comunali toscane risulta attiva nella manutenzione dei boschi, nella prevenzione e nella realizzazione di reti di avvistamento dei focolai sul nascere, mentre è ancora carente l’attività di informazione alla popolazione: soltanto il 12% delle amministrazioni realizza campagne specifiche nelle scuole e rivolte ai fruitori dei boschi (pastori, contadini, cacciatori, escursionisti, ecc.)” - conclude Baronti, presidente di Legambiente Toscana

Al comune di Campo nell’Elba (Li) il primato campano nella lotta agli incendi, che si aggiudica la bandiera “bosco sicuro” a testimonianza dell’ottimo lavoro svolto. Raggiungono comunque un buon punteggio (9,5 su 10 con una classe di merito buono) Massarosa (lu) e Lucca. Importanti esempi per tutta la regione che dimostrano come una piena applicazione della legge 353 del 2000 ed un’efficace azione di mitigazione del rischio incendi boschivi sia possibile.

L’altra faccia della medaglia sono i comuni più inadempienti tra cui spiccano Castell’Azzara, Gallicano (Lu) e Montalcino (Si) che, pur avendo subito incendi nel biennio 2003-2004, non hanno ancora messo in campo una sufficiente azione di mitigazione incendi boschivi

"I dati del rapporto evidenziano una buona sensibilità da parte degli enti locali preposti, riguardo al problema degli incendi boschivi. Sensibilità che il Corpo Forestale dello Stato ha contribuito a formare e coltivare nel tempo, collaborando attivamente con la struttura AIB della Regione Toscana.- commenta Luca Torrini del Comando Regionale del Corpo Forestale dello Stato - Negli ultimi anni, l’attività mirata del CFS nel controllo del territorio in determinate zone particolarmente colpite dagli incendi boschivi, con l’applicazione di tecniche investigative, mirate e specialistiche messe a punto dal NIAB di Roma, ha dato i suoi frutti, concretizzatisi nella denuncia di 349 persone e in ben 6 arresti negli ultimi 3 anni.I risultati ottenuti hanno inoltre contribuito attivamente alla riduzione consistente del numero e dell’entità degli incendi nelle zone oggetto di controllo" - conclude torrini

L’ ufficio stampa di Legambiente Toscana
Silvia Barbani (Cell. 349.2588489)

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