21/07/2006 - Martini: «Pecoraro è d’accordo sul rigassificatore off shore»  

Il presidente della Regione fa il bilancio del meeting di San Rossore e rivela i retroscena dell´incontro col ministro: «Mi ha detto di non capire le opposizioni al progetto Olt»

SAN ROSSORE (Pisa). «Se c’è qualcosa che davvero fa male all’ambiente è non prendere decisioni, non scegliere, fare in modo che tutto resti così. Sarebbe un male, un errore imperdonabile, perché le cose non tendono al meglio». Claudio Martini parla quando ormai sul sesto meeting di San Rossore sta per calare il sipario. L’edizione 2006, quella dedicata all’energia, ha consentito di concentrare l’attenzione su una nutrita serie di temi. Ma nel trarre il suo bilancio, Martini non può non partire da quella che a molti pare una replica alle affermazioni del ministro dell’ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. «Nello spirito del meeting – dice il governatore toscano – ha parlato apertamente, dicendo cose a mio avviso condivisibili come l’impegno sulle rinnovabili e sulla ricerca: con il ministro Matteoli questo tema era totalmente smarrito. Adesso si tratta di essere conseguenti e di mettere a disposizione anche risorse reali».

Ma è sul rapporto fra la Toscana e l’Italia che Martini esprime qualche perplessità: «Non siamo la Padania, non abbiamo tentazioni isolazioniste. Né credo che il ministro avesse dubbi sull’impianto di rigassificazione di Livorno. Anzi, per essere chiaro fino in fondo, durante il nostro colloquio privato ha detto che fatto quello, probabilmente nel Tirreno non se ne costruiranno più e che non capiva bene le opposizioni a questo progetto». Da qui, Martini afferma di condividere la necessità di un Piano energetico nazionale, che però «non può essere il pretesto per bloccare tutto. Altrimenti la Toscana non sarebbe d’accordo». «Sui rifiuti – prosegue Martini – il ministro mi è sembrato un po’ confuso. A parte che spesso ha chiarito di parlare a titolo personale e che poi la posizione del governo sarebbe stata da verificare, non mi sembra che le cose che ha detto corrispondano al vero. Che senso ha dire no ai termovalorizzatori quando sono le direttive europee a dirci che la discarica sarebbe comunque la soluzione peggiore? Noi in Toscana abbiamo obiettivi ambiziosi, in termini di riduzione e di recupero di materia, ma è chiaro che una quota di rifiuti andrà destinata al recupero di energia».

Martini ha concluso agganciandosi anche all’intervento di Beppe Grillo, che ha chiuso la prima giornata della manifestazione. «Alcune cose che dice sono condivisibili, altre opinabili, su altre non sono proprio d’accordo – dice il governatore – ma comunque credo che la cosa migliore sia il rispetto reciproco. La ricchezza del meeting è questa: non ho mai creduto in meeting, né in contromeeting, caratterizzati dal pensiero unico. Farli in questo modo significherebbe buttar via soldi. Dico solo che se è vero che Grillo rifiuta l’etichetta di uomo del Medioevo per le soluzioni che adotta, potrebbe fare a meno di affibbiarla agli altri che hanno posizioni diverse dalle sue. Un relatore svedese, che presenta progetti in base ai quali prevede la fuoriuscita dal petrolio nel 2020, ci ha detto che in Svezia i rifiuti vengono regolarmente inceneriti, in modo da dare energia a migliaia di famiglie. E queste sarebbero ricette medievali?».

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