16/08/2006 - IL MARE ITALIANO: 

UN PO’ MENO SPORCO, SEMPRE PIU’ CALDO

LEGAMBIENTE FA IL BILANCIO DI DUE MESI DI VIAGGIO DI GOLETTA VERDE:

IN REGOLA 4 CAMPIONAMENTI SU 5, ACQUE “BOLLENTI” FINO A 33 GRADI

“LE NOSTRE ACQUE TRA LE PIU’ COLPITE DAI MUTAMENTI CLIMATICI,

E ALLE FOCI DEI FIUMI L’INQUINAMENTO RESTA ALTISSIMO”

BUTTARE GIU’ GLI ECOMOSTRI, PORTARE SU LA QUALITA’ AMBIENTALE

DEI TERRITORI COSTIERI ANCHE NELL’INTERESSE DEL TURISMO

TOSCANA REGINA DELLA BALNEABILITA’,

SEGUITA DA MARCHE, BASILICATA E MOLISE

Un mare un po’ meno sporco, ma con la febbre sempre più alta: 4 su 5 i punti campionati senza inquinamento apprezzabile, temperature dell’acqua fino a 2 gradi sopra la media stagionale, con picchi di 33 gradi. Aumenta inoltre l’inquinamento alle foci dei fiumi, con il 67% dei campioni inquinati o gravemente inquinati. Tanti gli ecomostri da abbattere o da scongiurare, molti fortunatamente anche i lembi di costa tutelati e le località che scelgono il binomio ambiente-turismo.

Questo in estrema sintesi il “bollettino medico” finale diffuso da Goletta Verde di Legambiente dopo due mesi di viaggio: la situazione è incoraggiante se si guarda all’inquinamento tradizionale delle acque di balneazione, legato alla scarsa depurazione e agli scarichi illegali, è invece sempre più allarmante per i riflessi ormai evidenti dei mutamenti climatici sullo stato del “mare nostrum”: sale la temperatura delle acque superficiali, cresce la proliferazione di alghe tossiche e non, migrano verso nord specie marine meridionali e tropicali.

Sono tornate in porto Catholica e Pietro Micca, le due barche storiche di Goletta Verde che quest’anno hanno fatto tappa in 51 località; è rientrata anche la Chicaboba Magnum, che ha veleggiato lungo le coste del Mediterraneo. E la ventunesima Goletta Verde di Legambiente ha presentato questa mattina a Capalbio (Gr), in conferenza stampa, i dati raccolti lungo gli 8000 chilometri di costa italiana. Due mesi di viaggio, realizzato con il contributo di Vodafone Italia e Italgest, per testare la qualità delle acque di balneazione, misurare l’erosione dei litorali, denunciare le illegalità e gli abusi che colpiscono il mare italiano, promuovere le aree marine protette e i territori che hanno scelto uno sviluppo all’insegna dell’ambiente. Ad illustrare la situazione dell’Italia balneare, sono intervenuti Lucia Venturi e Angelo Gentili della segreteria nazionale di Legambiente, Santo Grammatico, portavoce di Goletta Verde, Paolo Gonzales del ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, Lucia Biagi sindaco di Capalbio, Aldo Albini assessore all’Ambiente di Capalbio, Giampiero Sammuri di Federparchi, Leone Vitali responsabile relazioni associazioni dei consumatori Vodafone Italia, Valerio Lombardi amministratore delegato di Italgest.

“La situazione del mare è tutto sommato buona se ci si riferisce ai parametri della balneazione – ha spiegato Lucia Venturi -. La depurazione, di fatto, è migliorata negli anni, e per questo è diminuita la presenza dei batteri di origine fecale. In diversi casi, inoltre, la siccità degli ultimi mesi ha giocato a favore della qualità del mare, lasciando in secca i fiumi che sono il principale vettore di inquinamento. Ciò non significa, però, che il mare italiano stia in salute: preoccupa, preoccupa molto, l’aumento costante della temperatura delle acque superficiali, decisamente superiore alla media stagionale. I mutamenti climatici, legati all’uso sempre più massiccio di combustibili fossili e all’ancora scarsa applicazione del Protocollo di Kyoto, vedono il mare tra le prime vittime, e questo contribuisce alla proliferazione di specie aliene come molte alghe anche tossiche. E’ il caso dell’Ostreopsis ovata, che ha fatto scattare il divieto di balneazione su chilometri e chilometri di costa tirrenica. La lotta ai cambiamenti climatici è una priorità anche per salvare il mare italiano. Intanto bisogna allora rifinanziare al più presto un Programma di monitoraggio per il controllo dell’ambiente marino e costiero, e alla luce delle emergenze di quest’estate occorre lavorare all’individuazione di nuovi bioindicatori dell’inquinamento ambientale e alla standardizzazione e al miglioramento di quelli già esistenti. Inoltre è importante rafforzare il ruolo delle Regioni e i compiti delle agenzie regionali di protezione ambientale”.

Temperature da tropici. I tecnici della Goletta Verde - grazie ai laboratori mobili che accompagnano da terra il viaggio delle imbarcazioni - hanno rilevato valori termici che si discostano di 1 o 2 gradi dai 25 della media stagionale, con picchi di 33,1 a Falconara Marittima e 31,4 a Porto San Giorgio (Marche), di 31,2 a Siniscola (Sardegna), 30,7 a Ravenna (Emilia Romagna) e 30,5 a Rosignano (Toscana).

Proprio questo aumento generale delle temperature è all’origine dell’invasione delle meduse, comparse da luglio in Liguria, Sicilia e Sardegna, e della tropicalizzazione, un fenomeno che non incide tanto sull’inquinamento microbiologico ma stravolge gli ecosistemi portando specie tropicali a colonizzare il Mediterraneo. Come l’alga tossica giunta lungo i litorali di Liguria, Sicilia, Lazio con le acque di zavorra delle navi cisterna prelevate in mari tropicali e scaricate nei nostri porti; o la vongola delle Filippine, originaria del Pacifico e introdotta per motivi commerciali nella Laguna di Venezia nel 1983, ormai diventata specie comune; come le alghe esotiche caulerpa taxifolia e racimosa, che minacciano le praterie di posidonia oceanica; come il pesce pappagallo che da Lampedusa si sta spingendo verso le Eolie, o la donzella pavonia, che fino a una quindicina di anni fa era confinata a sud della Sardegna e della Campania e ora si osserva con facilità anche all’Elba e in Liguria; come, infine, il pesce serra, le aguglie imperiali e le lampughe, segnalate ormai abitualmente nelle acque dell’Alto Tirreno. Questa progressiva meridionalizzazione dei mari italiani produce cambiamenti di cui è difficile prevedere sviluppi e conseguenze, e che vanno attentamente monitorati perché incidono in profondità sull’intero ecosistema.

I dati sull’inquinamento. Oltre ai parametri microbiologici previsti dalla normativa in vigore, il Dpr 470/82, Goletta Verde ha misurato anche gli Escherichia coli, nuovo parametro di riferimento della Direttiva europea 2006/7/CE che gli Stati membri dovranno recepire entro il 2008. Su 524 punti campionati, foci dei fiumi comprese, 420 (ovvero l’80,1%) sono risultati perfettamente puliti. 51 (9,7%) erano leggermente inquinati, 15 (2,9%) inquinati e 38 (7,3%) fortemente inquinati. Sul podio delle Regioni con il mare più pulito, il primo posto spetta alla Toscana, che su 54 punti campionati ne può vantare 94,4% in perfetta regola, seguita da Marche (88,2%), Basilicata e Molise a pari merito (87,5%). Ultimo in classifica il Friuli, che raggiunge solo un 53,8% di campioni puliti, penalizzato forse dalle piogge che hanno preceduto di pochi giorni i tecnici di Legambiente.

Nota dolente, come d’abitudine, la situazione alle foci dei fiumi. Il 66,7% dei punti campionati è inquinato o gravemente inquinato, il 13% leggermente inquinato e solo il 20,3% pulito, segno inequivocabile che i problemi del mare nascono a monte: soprattutto al Sud, ma non solo, lungo i corsi d’acqua scarseggiano gli impianti di depurazione e abbondano invece gli scarichi illegali, mentre l’abusivismo edilizio, con migliaia di case senza depuratori né fogne, riversa anch’esso il suo pesante carico d’inquinamento nei fiumi e o direttamente nel mare, e alimenta l’erosione delle coste.

Abusivismo e bandiere nere. Dal club di Scannella (Ischia) al villaggio turistico “Il Minareto” (Siracusa), dai propositi di cementificazione di Marinella al diluvio di secondo case nel parco del Delta Po, dal progetto del mega-villaggio “Europaradiso” a Crotone all’albergo di Cala Granu a Porto Cervo (Arzachena) - dove la procura di Tempio ha da poco aperto un fascicolo per rivedere l’intero progetto -, i volontari di Legambiente hanno manifestato contro gli ecomostri presenti e futuri che deturpano e minacciano le nostre coste e contro la corsa al mattone illegale rilanciata dall’ultimo condono dello scorso governo. Sono 3.359 le infrazioni accertate sul demanio marittimo nel 2005. In testa la Campania con 623 infrazioni accertate, seguita da Sicilia (622), Calabria (538) e Puglia (494). Sul fronte dell’erosione, sui 3.950 chilometri di spiagge italiane ben 1.661 stanno retrocedendo.

Per denunciare i casi più eclatanti, anche quest’anno, gli equipaggi di Goletta Verde hanno consegnato le bandiere nere ai nuovi pirati delle coste italiane. Quattordici riconoscimenti negativi che segnalano amministrazioni, politici, imprenditori, società private che si sono contraddistinti per aggressioni all’ambiente marino e costiero. Tra questi, la Giunta regionale per avere favorito la trasformazione del litorale della regione in una lunga striscia di cemento, ignorando aree protette e indicazioni fornite dalla Ue. La Giunta regionale siciliana che si è distinta per l’assalto alle aree costiere culminato con l’approvazione di un provvedimento che pone le premesse per un uso privato e selvaggio delle spiagge e degli ambiti portuali. In questo caso lo scenario che si prefigura è davvero inquietante: il 50% delle spiagge rischia di essere sottratto alla libera fruizione balneare per lasciare il posto a manufatti che, inevitabilmente, produrranno un forte impatto su un ambiente già fragile e instabile. Bandiera nera anche all’Amministrazione comunale di San Vincenzo (Li) in Toscana, che ha autorizzato l’ampliamento del porto turistico.

Ancora in tema di denunce, oggi da Capalbio Goletta Verde e Legambiente hanno ribadito il loro no al progetto di autostrada tirrenica, costosissimo e devastante per il territorio costiero, e la richiesta di un intervento urgente per la messa in sicurezza e il potenziamento dell’Aurelia.

Nonsolodenuncia. Ma non è stato di sola denuncia il viaggio di Goletta Verde, ricco di blitz “al positivo” finalizzati a promuovere le aree marine protette e a consegnare i riconoscimenti delle 5 vele assegnati dalla Guida Blu di Legambiente e Touring Club Italiano alle località balneari dove turismo e ambiente camminano a braccetto con ottimi risultati per entrambi: tra i comuni premiati anche Capalbio, dove oggi il sindaco ha issato simbolicamente la bandiera della qualità balneare. “Per guadagnarsi le vele – ha dichiarato Angelo Gentili - la bellezza tout court non basta. Bisogna sapervi associare una corretta gestione del territorio, interventi e politiche in linea con il rispetto dell’ambiente e una buona funzionalità dei servizi. Capalbio, come le altre nove località che hanno ottenuto il massimo riconoscimento, non si distingue solo per il mare pulito ma anche per la qualità dell’offerta ricettiva, l’interesse del centro storico, le attività tradizionali ed enogastronomiche, la salvaguardia del patrimonio naturale”.

Goletta Verde internazionale. La Chicaboba Magnum, grazie alla collaborazione con la Direzione per la protezione della natura del ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare e di Federparchi, ha toccato molti porti del Mediterraneo – dalla Corsica alla Costa Azzurra, dalla Spagna a Malta, dalla Tunisia all’Algeria -, portando con sé il progetto di una Federazione dei Parchi del Mediterraneo che metta in rete gli oltre 500 parchi e le diverse migliaia di riserve naturali dei Paesi che si affacciano sul bacino mediterraneo. “Forti dell’impegno italiano per dotarsi del più importante sistema di aree protette marine e costiere del Mediterraneo – ha spiegato Paolo Gonzales – il viaggio di Goletta Verde contribuisce a sviluppare con gli amici degli altri Paesi interessati un’idea in grado di fare del mare che ci unisce un veicolo di pace e di collaborazione. Per il Ministero dell’Ambiente, questa proposta s’inserisce in una nuova politica del mare, che pone particolare attenzione alla tutela dell’ambiente marino e alla promozione delle riserve”.

Gli sponsor. Per l’ottavo anno consecutivo, Vodafone Italia è salita a bordo di Goletta Verde rinnovando il suo impegno per l’ambiente. “I temi ambientali – ha dichiarato Leone Vitali – sono per Vodafone Italia un pilastro su cui si fonda l’azione di ‘Corporate Responsability’. In questo senso si inquadrano i nostri 6 anni di impegno nella raccolta e nel riciclo delle batterie e nello smaltimento responsabile dei rifiuti tecnologici, nonché in azioni concrete per la riduzione dei consumi energetici”.

Sul fronte delle aree marine protette, un contributo importante alla salvaguardia degli ecosistemi marini viene da Italgest Mare, società del Gruppo Italgest di Paride de Masi specializzato in energia da fonti rinnovabili, immobiliare residenziale e servizi high-tech : “Italgest Mare – ha detto Valerio Lombardi – è felice e orgogliosa di aver accompagnato Goletta Verde nella sua annuale campagna di sensibilizzazione sullo stato di salute del nostro mare. Noi attraverso il sistema di ormeggio ‘MarPark’, presente nell’area marina protetta di Villasimius, a Cala di Volpe e nel Parco marino delle Cinque Terre, diamo la possibilità ai diportisti di fruire delle aree marine di pregio in modo rispettoso e sostenibile. Contiamo di proseguire anche in futuro lo sviluppo di ‘MarPark’ con i nostri validi compagni di viaggio”.

Sintesi del monitoraggio di Goletta Verde 2006 sulle acque di balneazione e le foci dei fiumi

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