14/10/2006 - OPERAZIONE FIUMI 2006 

Bagno a Ripoli, 14 ottobre 2006

A 40 ANNI DALL’ALLUVIONE DI FIRENZE
OLTRE 200 VOLONTARI RIPULISCONO LE SPONDE DELL’ARNO
PER UN OPERA CONCRETA DI PREVENIRE

I NUOVI ANGELI DEL FANGO IN AZIONE
CON OPERAZIONE FIUMI 2006
DI LEGAMBIENTE, DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE E PROVINCIA DI FIRENZE
Decine di tronchi d’albero portati dalle precedenti piene, copertoni, lamiere, reti metalliche e rifiuti ingombranti di ogni genere, questo il ricco bottino della prima intensa giornata di “Operazione Arno”, la campagna di Legambiente, Dipartimento della protezione civile e Provincia di Firenze, in collaborazione con il Comune, le Anpas e le Misericordie. Un’importante iniziativa realizzata alle Gualchiere di Remole, sulle sponde del fiume, da oltre 200 volontari, in occasione della ricorrenza del quarantesimo anniversario dell’alluvione che colpì Firenze. Volontari e cittadini hanno voluto non solo ricordare quel drammatico evento, ma anche dare un segnale significativo dell’importanza della prevenzione del rischio idrogeologico e della corretta gestione dell’Arno e delle sue sponde.
Grazie ai mezzi e alle attrezzature speciali messe in campo i volontari hanno potuto realizzare operazioni complesse, con l’ausilio di rocciatori, motoseghe mezzi e attrezzature speciali, per contribuire concretamente a quella manutenzione delle sponde necessaria per coniugare la sicurezza dalle alluvioni con il rispetto dell’ambiente e la piena fruibilità del territorio da parte dei cittadini. Con imbracature e carrucole è stato possibile raggiungere le zone più inaccessibili e assicurati con corde e verricelli i volontari hanno provveduto a rimuovere i detriti che in caso di piena possono ostruire la luce dei ponti e determinare un aumento del rischio di esondazione.
“Prevenzione del rischio idrogeologico è soprattutto una corretta gestione del territorio e del fiume – sottolinea Simone Andreotti, portavoce della campagna – I disastri ambientali che vedono protagonisti i fiumi italiani sono infatti la diretta conseguenza di scelte sciagurate compiute dall'uomo: l’abusivismo, l’urbanizzazione delle aree golenali e la mancata manutenzione ordinaria degli argini, sono spesso le vere cause delle catastrofi. In particolare i rifiuti ingombranti e i tronchi d’albero portati dalle precedenti piene possono ostruire la luce dei ponti portando effetti devastanti a valle in caso di alluvione”.
Questa mattina è sceso in campo un vero e proprio esercito di nuovi angeli del fango che ha raccolto il testimone di coloro che in quell’occasione fecero della solidarietà una priorità di vita, per testimoniare il rinnovato impegno sia nella prevenzione delle alluvioni sia negli interventi di protezione civile. “Nell’anniversario della drammatica alluvione di Firenze, l’iniziativa compiuta oggi – sottolinea Piero Baronti, presidente di Legambiente Toscana – vuole essere l’occasione per ribadire l’importanza della prevenzione del rischio idrogeologico, attraverso un’opera costante e scrupolosa di manutenzione e cura dei nostri fiumi. Il primo passo per prevenire drammatici eventi alluvionali, infatti è proprio quello del rispetto dell’ambiente e degli ecosistemi fluviali. L’impegno e la collaborazione della nostra e delle altre associazioni nel volontariato di protezione civile – conclude Baronti – rappresentano un’importante risorsa per la Toscana e per tutto il paese.”

L’ufficio stampa: Francesca Ottaviani, operazione_fiumi@mail.legambiente.com

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