22/11/2006 - ARNO 40 ANNI DOPO - 22 NOVEMBRE EMPOLI  

OGGI A EMPOLI SI È TENUTO IL CONVEGNO SUL RISCHIO IDRAULICO E SULL’INQUINAMENTO DELLE ACQUE

L’OBIETTIVO PER IL CINQUANTENNALE: USCIRE DALLA LOGICA DELL’EMERGENZA

A conclusione delle manifestazioni per il quarantennale dell’alluvione dell’Arno Legambiente Toscana ha organizzato a Empoli, presso il Cenacolo dell’ex Convento degli Agostiniani, il convegno “Arno 40 Anni Dopo”, per fare il punto della situazione sulla realizzazione del Piano di Bacino del più grande fiume toscano.
Il convegno si è tenuto a 10 anni di distanza dalla simile iniziativa organizzata sempre da Legambiente a Empoli volta a porre all’attenzione i temi del corretto uso del territorio e della corretta gestione delle acque, con la messa a fuoco sull’opportunità di integrazione dei due aspetti. Degli stessi temi si è parlato oggi, cogliendo l’occasione per valutare quanto è stato fatto e quanto rimane da fare in tema di riduzione del rischio idraulico.
Da allora il quadro normativo è mutato considerevolmente, ed in modo sostanzialmente favorevole per attuare l’integrazione delle politiche territoriali e ambientali: sono state promulgate importanti leggi che riguardano le acque, come il decreto legislativo 152/99 e la direttiva europea 2000/60 recepita recentemente dall’Italia con il decreto legislativo 152/06. Su scala regionale è stata promulgata la L.R 1/05 sul governo del territorio, e poi soprattutto sono stati approvati il Piano di Bacino dell’Arno e il Piano di Assetto idrogeologico. È stato dunque dato il via ai primi interventi strutturali per la riduzione del rischio idraulico.
A discutere su questi temi si sono riuniti i rappresentanti di Legambiente, Regione Toscana, Ministero dell’Ambiente, Autorità di Bacino dell’Arno, Comune di Empoli, Consorzi di Bonifica, Amministrazioni Provinciali, ARPAT, Circondario Empolese-Valdelsa, Autorità di Bacino del Tevere e Associazione per l’Arno.
«Il Piano di bacino – afferma Giovanni Menduni, Segretario generale dell’Autorità di bacino – ha prodotto una “lista delle cose da fare” ordinata per priorità. È un binario che segna chiaramente il percorso per giungere alla sicurezza del territorio. Le opere sull’Arno, dunque, ci sono ma non sono ancora risolutive. Per questo è necessario realizzare una serie di interventi strategici che prevedono, tra l’altro, importanti azioni sull’assetto ambientale ripario. Basta solo continuare sulla strada intrapresa e, prima del cinquantennale, si potrà davvero voltare pagina».
Dello stesso auspicio si dichiara il responsabile acque e difesa del suolo Federico Gasperini: «Legambiente con questa iniziativa intende portare a discussione le modalità di attuazione della pianificazione approvata, l’integrazione con le politiche di settore e verificare la condivisione e la partecipazione a questo “progetto” su scala locale. Tutto questo ponendosi in prospettiva e facendo propria la visione integrata della politica delle acque insita nella direttiva europea 2000/60». Legambiente vuole concentrare l’attenzione sugli aspetti che riguardano la difesa dal fiume e del fiume: «I dieci anni che ci aspettano- continua Gasperini- devono per forza essere quelli della svolta se vogliamo rispettare gli obiettivi qualitativi delle direttiva europea posti al 2015 e se vogliamo celebrare il cinquantennale uscendo dalla logica dell’emergenza, avendo un territorio sostanzialmente sicuro ed un bacino in cui i corsi d’acqua siano meno separati dall’ambiente che li circonda».

Ufficio Stampa Legambiente Toscana
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