29/05/2007 - LE ISTANZE DI LEGAMBIENTE PER L’AREA DEL PADULE DI FUCECCHIO E PER IL SISTEMA DEPURATIVO DELLA VALDINIEVOLE HANNO TROVATO SEGUITO 

Firenze, 29 Maggio 2007 Comunicato Stampa

ANCHE IL MINISTERO DELL’AMBIENTE CHIEDE LA RIDUZIONE PROGETTO “TUBONE”

Novità sul sistema della depurazione in Valdinievole. Novità che fanno esultare Legambiente, l’associazione che da tempo chiedeva, con l’alleanza di Arcicaccia, Federcaccia e Fondazione Montanelli-Bassi, che il progetto «Tubone» venisse ridimensionato; analoga richiesta era giunta anche da varie associazioni della Valdinievole riunite in comitato. E così è accolta con soddisfazione la richiesta del Ministero dell’Ambiente che invita a dimezzare il progetto, realizzando il tratto est che porterà nella zona del cuoio a Santa Croce metà delle acque reflue della Valdinievole e costruendo un depuratore per la parte ovest. In tal modo parte delle acque potrà restare in zona garantendo l’equilibrio ambientale.
Risale al 23 gennaio scorso l’appello che l’associazione ambientalista aveva rivolto al Ministero. I principali problemi posti all’attenzione del Ministero erano l’impatto ambientale provocato dalla circolazione artificiale di enormi quantitativi di acqua, che sarebbe stata restituita a molti chilometri dal punto di prelievo; la mancanza di garanzie che si riuscisse comunque a garantire una buona efficacia depurativa, specialmente sotto il profilo dei cloruri, per i quali la depurazione conciaria scarica in deroga, superando di molte volte i valori consentiti (con il rischio quindi che il progetto finisse per limitarsi a una diluizione dei cloruri e di altri inquinanti non potendone realizzare l’abbattimento) e l’enorme aumento del carico inquinante nel comprensorio del Cuoio, già adesso gravato dalla depurazione di reflui per 3.500.000 abitanti equivalenti.
“Ridurre la portata del tubone e avvalersi di un altro depuratore – dichiara Piero Baronti, Presidente di legambiente Toscana - permette di risolvere il problema dell’inquinamento delle acque, garantendo contemporaneamente al Padule di Fucecchio l’apporto idrico necessario affinché non siano lasciate a secco parti significative di quella che è la più grande area umida dell’entroterra italiano”.

(L’Ufficio Stampa di Legambiente Toscana 055/6810330)

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