27/06/2007 - EOLICO SCANSANO: DISAPPUNTO PER LA SENTENZA DEL TAR - LEGAMBIENTE CONTRO LA MORATORIA 

Comitato Regionale Toscano
Firenze, 27 giugno 2007 Comunicato Stampa

SCANSANO: DISAPPUNTO PER LA SENTENZA DEL TAR

LEGAMBIENTE RISPONDE A ITALIA NOSTRA E A QUEI SOGGETTI
CHE CHIEDONO LA MORATORIA DEGLI IMPIANTI EOLICI RILANCIANDO:
“OBIETTIVO 400MW DALL’ENERGIA DEL VENTO”


La presentazione del Piano energetico regionale è vicina, la Regione propone di portare la produzione eolica a 400MW, alcune associazioni, comitati e gruppi politici si sono attivati per togliere spazio allo sviluppo di questo tipo di energia, Legambiente allora rilancia e propone almeno 400Mw per l’eolico a cui andrebbero aggiunti altri 50MW da destinare al mini-eolico. Non solo l’eolico è una fonte rinnovabile e pulita di energia, ma stando agli studi commissionati al CAI da ANEV e Greenpeace e riportati dal quotidiano La Repubblica, piace anche alla gente, che gli preferisce solo il solare fotovoltaico e che, ritenendo nel’83% dei casi il cambiamento climatico un’emergenza reale, sostiene nel 94% dei casi che l’eolico vada sviluppato, ponendo semmai attenzione all’ubicazione in certe aree.
Dispiace quindi l’eccessiva rigidezza delle procedure di approvazione che attualmente si riscontra e la sentenza del Tar della Toscana, che ieri ha dichiarato illegittime le torri eoliche inaugurate la settimana scorsa a Scansano (perché autorizzate dalla Provincia di Grosseto e dalla Regione Toscana senza prevedere una valutazione di impatto ambientale), non pone in luce diversa il problema di una regione che non riesce a sviluppare nei fatti il suo potenziale energetico pulito. Nel merito dello specifico parco di Scansano, sembra sorprendente che la mancata VIA per cui il parco è stato dichiarato illegittimo avrebbe dovuto verificare l’impatto acustico che, come negli impianti di ultima generazione è immediatamente verificabile (a livello empirico), è pressoché nullo. Per quanto riguarda il pericolo per gli uccelli selvatici, vorremmo che fosse tenuto in considerazione che ci sono zone SIC e non SIC in cui la caccia è aperta. In questo caso siamo in una zona non rilevata a livello comunitario in cui prima che il parco eolico fosse costruito la caccia era consentita. È paradossale che si tema l’eolico più della caccia. Stupisce infine che gli uffici regionali competenti per l’autorizzazione degli impianti eolici abbiano tralasciato in questo caso la richiesta di valutazione di impatto ambientale quando in molte altre occasioni, perfino in caso di mini-eolico, questa è prevista. Tanto più che proprio su Scansano questi uffici hanno fanno ben 29 prescrizioni. Il ricorso, inoltre, è stato presentato nel 2005 ed in questi due anni che hanno preceduto la sentenza e la costruzione del neo-inaugurato impianto gli uffici regionali avrebbero potuto ovviare al vizio procedurale eccepito e richiedere la VIA. Adesso le parti presenteranno ricorso con richiesta di sospensiva al Consiglio di Stato. A preoccupare Legambiente è il fatto che se, in seguito alla sentenza che verrà pronunciata, si chiederà lo smantellamento del parco eolico, 20MW di energia prodotta all’anno, pari al fabbisogno energetico di 19mila famiglie, non saranno più prodotte dall’eolico e per queste si continuerà a far ricorso alle tradizionali centrali ad olio combustibile che produrranno 38milioni di metri quadrati di CO2 in più da liberare nell’atmosfera. I 20 MW prodotti a Scansano sono una gran parte dei 50MW attualmente prodotti in Toscana, perderli significherebbe un bel passo indietro.
La sentenza arriva inoltre in un clima in cui Italia Nostra e Lipu e i Comitati della Val di Cecina richiedono alla Regione di approvare una moratoria contro l’eolico e hanno recentemente trovato anche l’alleanza del Gruppo Consiliare UDC. Sono 28 i siti in Toscana per cui è iniziata la fase istruttoria per realizzare parchi eolici (in 21 Comuni) o impianti di mini-eolico: bloccarne le procedure con una moratoria rallenterebbe ulteriormente il passaggio alle rinnovabili. “L’effetto serra avanza e non aspetta le moratorie richieste da Italia Nostra, dai Comitati e dall’UDC – dichiara Piero Baronti, presidente di Legambiente Toscana – con l’avvicinarsi dell’approvazione del PIER (Piano di Indirizzo Energetico Regionale) da parte della Giunta Regionale si moltiplicano le pressioni degli avversari dell’energia eolica che vogliono impedire l’installazione di nuove pale in aggiunta a quelle poche già esistenti. Gli sconvolgimenti climatici già in atto non si arginano certo stoppando una fonte energetica rinnovabile, pulita e economicamente conveniente quale è quella eolica – continua Piero Baronti – Purtroppo ci ritroviamo con una parte del movimento ambientalista che non è all’altezza delle grandi sfide ambientali planetarie che ci aspettano. L’eolico, attraverso un’attenta pianificazione, può essere inserito nel paesaggio, evitando le aree di maggior pregio ambientale e paesaggistico – conclude.
Chi chiede la moratoria obietta che l’eolico è impattante sul paesaggio, che danneggia gli uccelli e che in Toscana non c’è vento a sufficienza per renderlo davvero conveniente. I MW di potenza installata previsti dai piani citano numeri, secondo questi, troppo consistenti. Ultimamente hanno citato i dati sulla ventosità dell’Atlante eolico dell’Italia, messo a punto da Gabriele Botta, ricercatore del Cesi, research leader del progetto “Energie Rinnovabili” insieme a Corrado Ratto dell’Università degli Studi di Genova dipartimento di Fisica. Legambiente apporta una diversa interpretazione dello studio citato: “L’Atlante, per stessa ammissione di Botta, suo autore, ha dei margini di errore, dal momento che le misurazioni sono ottenute sulla base di estrapolazioni anemometriche e con modelli matematici – spiega Cecilia Armellini, Responsabile del settore energia di Legambiente Toscana - Per essere veramente certi della potenzialità di un’area servono studi specifici nell’area stessa. Sull’Atlante ci sono le previsioni, poi può accadere che in un determinato luogo si scopra che c’è più o meno vento di quello previsto. Quando un’impresa intende realizzare un impianto prima fa uno studio specifico sull’area, infatti per meno di 1500-2000 ore un impianto non è remunerativo. Gli impianti più recenti, quello di Chianni e quello di Scansano, che come tutti possono constatare non sono uno stravolgimento del paesaggio, viaggiano su 2000 ore e hanno creato un vero e proprio circuito turistico dell'eolico”. Per rispondere ai Comitati, dunque, ed avere la garanzia che il vento c’è, si deve pensare che è sulla base delle misurazioni fatte in loco, più attendibili per costruzione delle stime dell’Atlante, che le banche prestano o non prestano i soldi. Il 95% delle imprese che vogliono fare l’eolico lo fanno con un finanziamento bancario e il finanziamento viene dato loro se dimostrano che possono ripagare il finanziamento ricevuto. Nella stessa direzione vanno i certificati verdi che scattano ogni 50mila Kw: tutto si basa sulla produzione, se non si produce energia l’imprenditore ci rimette e non c’è quindi motivo per cui imprese italiane, ma soprattutto straniere, debbano venire ad investire in una parte d’Italia in cui il vento non c’è.

COMUNI IN CUI E’ INIZIATA L’ISTRUTTORIA PER GLI IMPIANTI EOLICI

Parchi eolici
Badia Tedalda (AR) Barberino di Mugello (FI) Castiglion Fiorentino (AR) Comiano (MS) Cutigliano (PT) Firenzuola (FI) Laiatico (PI) Montecatini Val di Cecina (PI) Montemignaio (AR) – in ampliamento Monterotondo Marittimo (GR) Montescudaio (PI) Monteverdi Marittimo (PI) Pomarance (PI) Riparbella (PI) Roccalbegna (GR) Roccastrada (GR) Santa Luce (PI) Sestino (AR) Sillano (LU) Talla (AR) Villa Basilica (LU)

Impianti di mini-eolico
Gambassi Terme (FI) Barberino di Mugello (FI) San Miniato (PI) Fabbriche di Vallico (LU) Montagna Pistoiese in comune di Pistoia (PT) Pescia (PT) Monteriggioni (SI)

L’ufficio stampa di Legambiente Toscana 0556810330

Torna ai comunicati stampa