08/09/2007 - CANAPA: L’ABBIGLIAMENTO CHE FA BENE ALL’UOMO E ANCHE ALL’AMBIENTE 

A Bolgheri (Li) i Vip sfilano con abiti in canapa disegnati da stilisti di grido per il rilancio della filiera Canapa: l’abbigliamento che fa bene all’uomo e anche all’ambiente

Dall’On. Ermete Realacci ad alcuni membri di nobili famiglie toscane: politici e Vip riscoprono il fascino degli abiti in canapa e sfilano a In Country, a Bolgheri, per promuovere il recupero dell’intera filiera di un prodotto italiano dimenticato da tanti anni


Dopo oltre cinquanta anni la canapa può tornare protagonista dell’agricoltura e del tessile Made in Italy. Da un progetto promosso dall’Arsia Toscana e la società Canapone, la cannabis sativa viene riproposta come alternativa vincente per l’agricoltura e il settore del tessile toscano con l’obiettivo di realizzare indumenti di qualità. Dal campo all’acquirente. Questa mattina a Bolgheri (Li), nell’ambito della prima edizione di In Country, Legambiente ha promosso un’iniziativa volta a far conoscere al pubblico le possibilità di questa coltura dimenticata da oltre un cinquantennio.
“Una pianta della nostra cultura che proprio in Toscana, la regione di maggior sviluppo può trovare la strada per ritornare a pieno titolo nel mercato”. Ha commentato così la mattinata l’on. Ermete Realacci, tra gli attori della sfilata con gli abiti in canapa. “Le sue caratteristiche di coltivazione e di lavorazione non solo garantiscono la qualità del prodotto e quindi un vantaggio per l’acquirente di abiti in canapa, ma soprattutto sull’ambiente”. La canapa infatti ha bisogno di poca acqua, di nessun tipo di pesticida e soprattutto ha caratteristiche tali da permettere nutrimento per il terreno dando la possibilità nel lungo periodo di ridurre anche la concimazione chimica per altre colture.
“Dopo due anni di sperimentazione in campo – ha affermato Beppe Croce, responsabile nazionale agricoltura non food di Legambiente – stiamo arrivando alla chiusura della filiera sperimentando le colture, macchinari per la raccolta della fibra, fino ad arrivare alla trasformazione della materia prima in abiti di qualità ideali per le loro caratteristiche per qualsiasi attività all’aria aperta”. Il progetto infatti ha previsto la sperimentazione di un prototipo per la raccolta, progettato dalla ditta Spapperi di Città di Castello (Pg), che consente di ottenere andane ordinate di bacchette della stessa lunghezza, premessa necessaria per rilanciare la produzione di fibra tessile di qualità, di cui fino al dopoguerra l’Italia era leader mondiale.
L’intensa mattinata di Bolgheri dedicata alla promozione di questa innovativa filiera, si è conclusa con una singolare “sfilata” di abiti in canapa realizzati da Sandra Agostini della Sarteco di Empoli e da Giuditta Blandini. Testimonial d’eccezione hanno dunque indossato da giacche a gilet per la caccia realizzati completamente con canapa toscana. Dall’on. Ermete Realacci, ai rampolli di casa Serristori e Antinori, storiche famiglie della nobile Toscana. “Un momento di raccordo di tutte le fasi dil progetto – ha sottolineato l’amministratore dell’Arsia, Maria Grazia Mammuccini – che ha coinvolto due settori fondamentali per l’economia toscana. Da una parte l’agricoltura e dall’altra il distretto tessile che, soprattutto nella provincia di Prato, da sempre muove il mercato locale”.


Bolgheri (Li), 8 settembre 2007 C.s. 06

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