20/09/2007 - LA FUNZIONALITÀ FLUVIALE DEL FIUME GREVE 

Firenze, 20 Settembre 2007 Comunicato stampa

DAL CONVEGNO “La funzionalità fluviale del fiume Greve”
EMERGONO LE CRITICITÀ DEL CORSO D'ACQUA CHIANTIGIANO

LO STUDIO REALIZZATO DA LEGAMBIENTE
su incarico della PROVINCIA di Firenze e in partnership con l'Autorità di Bacino dell'Arno
INDICA ANCHE AZIONI ED ESEMPI CONCRETI
PER MIGLIORARE LA SUA FUNZIONALITÀ ECOLOGICA



La funzionalità fluviale del fiume Greve è risultata complessivamente scadente – questo quello che emerge dallo studio realizzato da Legambiente Toscana e i cui risultati sono stati resi noti stamani durante il seminario conclusivo della ricerca. «Se escludiamo la parte più vicina alla sorgente e qualche altro breve tratto - spiega Federico Gasperini responsabile Acque di Legambiente Toscana - la funzionalità fluviale risulta mediamente scadente e nella parte più vicina alla confluenza in Arno, raggiunge anche il livello di pessimo stato». Gasperini spiega poi le principali cause: «gran parte del territorio, in area di pertinenza fluviale, è stato utilizzato per l’urbanizzazione. La protezione delle infrastrutture dalla possibile esondazione del corso d’acqua, è stata attuata con opere idrauliche che hanno artificializzato e irrigidito il fiume facendogli perdere nel tempo la sua funzionalità ecosistemica. Inoltre, vi è ancora una insufficiente “igienizzazione” delle acque di scarico, che contribuisce ad una scarsa qualità della componente biologica dell’ecosistema fluviale».
Tali modifiche, in modo integrato, influiscono profondamente su molti elementi che caratterizzano la funzionalità fluviale condizionando la struttura dell’alveo, la qualità dell’ambiente circostante al corso d’acqua, la vegetazione perifluviale e le caratteristiche biologiche dell’ecosistema acquatico. «le La scarsa funzionalità del fiume – continua Gasperini - comporta la diminuzione della potenziale biodiversità dell’ambiente fluviale e della capacità autodepurativa del corso d’acqua». Nonostante questo, Legambiente afferma che il livello di funzionalità del fiume, almeno in alcuni tratti, può comunque essere incrementato individuando alcuni livelli di azione «Gli elementi strutturali invarianti del bacino del fiume Greve - prosegue Gasperini - rendono più complessi gli interventi per l’incremento del livello di funzionalità dell’ecosistema fluviale che devono comunque essere attuati, con risultati apprezzabili a medio-lungo termine. Ad esempio gestendo l’ecosistema fluviale con interventi atti ad incrementare le capacità autodepurative e migliorando la qualità delle acque reflue attraverso una migliore efficienza del sistema depurativo del bacino». Tra le azioni possibili da attuare, Legambiente individua la costituzione di zone umide perifluviali, la costituzione di una fascia perifluviale riparia continua e consolidata, la conversione delle difese spondali in cemento o gabbionate con interventi di ingegneria naturalistica, il miglioramento delle dinamiche fluviali naturali, la diversificazione degli habitat acquatici, il miglioramento della qualità delle acque.
«E’ necessario utilizzare al meglio l’opportunità offerta dalle nuove progettazioni-conclude Gasperini- in modo da realizzare opere che abbiano anche l’obiettivo di migliorare qualitativamente l’ecosistema fluviale e le aree ad esso circostanti».
Lo studio è stato effettuato applicando l’Indice di Funzionalità Fluviale (I.F.F.) che si prefigge la finalità di valutare lo stato complessivo dell’ambiente fluviale e della sua funzionalità intesa come capacità autodepurativa (vedi scheda allegata).


“Il lavoro presentato oggi al seminario sulla funzionalità fluviale del fiume Greve – afferma il Segretario generale dell’Autorità di Bacino dell’Arno, prof. Giovanni Menduni – costituisce un importante passo avanti verso la conoscenza sistematica dello stato ecologico dei nostri corsi d’acqua. Un dato prezioso che consente di tarare ancor meglio le azioni e le politiche di tutela ambientale anche nei confronti dell’adattamento climatico”.

“I suggerimenti dello studio di Legambiente rappresentano un contributo importante per adottare una strategia di riqualificazione fluviale, che assume molteplici valenze, ambientali, territoriali, storiche, riassumibili nella ricerca di un recupero pieno del rapporto armonico dell’uomo con il fiume – ha dichiarato l'assessore all'Ambiente della Provincia di Firenze Luigi Nigi – Tali valenze sono tanto più preziose trattandosi della Greve, che attraversa territori e paesaggi unici al mondo, tutti nella provincia di Firenze.”

“Quello di stamani è un appuntamento di estrema importanza, perché per la prima volta avremo un quadro complessivo del nostro territorio, a cui far riferimento nella nostra azione amministrativa” ha dichiarato infine il Sindaco di Greve Marco Hagge.

Ufficio stampa di Legambiente Toscana (0556810330)


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