16/10/2007 - ECOSISTEMA URBANO 2008 

LEGAMBIENTE
Comitato Regionale Toscano

Firenze, 16 Ottobre 2007 Comunicato Stampa

ECOSISTEMA URBANO 2008: ECCO I RISULTATI!

ANCHE QUEST’ANNO LE CITTA’ TOSCANE SONO IMPEGNATE
PER LA QUALITA' AMBIENTALE E
OTTO CAPOLUOGHI SU DIECI
SI TROVANO SOPRA IL PUNTEGGIO MEDIO NAZIONALE

LIVORNO, 4ª IN ITALIA, SI È PIAZZATA PRIMA IN TOSCANA
ANCHE SIENA (6ª) E PISA (12ª) SALGONO SUL PODIO TOSCANO

SEGUE FIRENZE (17ª) CHE DOPO ANNI BUI
HA SCALATO LA CLASSIFICA NAZIONALE.

RIFIUTI ED ENERGIA SONO I SETTORI CRITICI:
LE CITTÀ TOSCANE SONO LE PEGGIORI D'ITALIA


Livorno, Siena e Pisa, anche quest'anno confermano il trend di buona gestione dell'ambiente urbano ricollocandosi alle prime tre posizioni toscane. É Livorno che guida quest'anno la classifica regionale di Ecosistema urbano, il rapporto annuale di Legambiente sulla qualità ambientale delle città italiane, realizzato con la collaborazione scientifica di Ambiente Italia e con quella editoriale de Il Sole 24 Ore. La città toscana occupa addirittura il quarto posto nella classifica nazionale dei 103 capoluoghi di provincia italiani più ecosostenibili, "a conferma di un trend che negli utlimi tre anni l'ha vista in continuo miglioramento - afferma il Sindaco di Livorno Alessandro Cosimi - risultato della somma di azioni di investimento economico, culturale e politico messe in atto da questa Amministrazione al fine di poter migliorare le condizioni della qualità della vita. Anche i piccoli accorgimenti - prosegue il sindaco labronico - a volte percepiti come poca cosa o poco visibili, il monitoraggio continuo e l’investimento sul contenimento delle fonti di inquinamento, in particolar modo da pm 10, danno il segno di un’Amministrazione comunale che ha un progetto e che intende continuare a perseguirlo. Che a Livorno dell’Ambiente se ne sia fatto in prima persona carico il Sindaco - conclude Cosimi - dimostra non un’assenza di strategia, ma caso mai il fatto che tutti nella giunta, insieme al sindaco, lavorano per raggiungere questo risultati."
Entro i primi dieci anche Siena, arrivata sesta, scalando di molto la classifica nazionale rispetto allo scorso anno. Terzo posto sul podio toscano spetta a Pisa, che ottiene quest'anno il 12° posto nazionale.
Parlando di peggioramenti, disastroso è stato quello di Grosseto e Massa, che, se almeno lo scorso anno rimanevano sopra la media nazionale, pur non piazzandosi bene, quest'anno sono le due città toscane in cui la qualità dell'ambiente urbano è più scarsa e addirittura inferiore a quella mediamente diffusa nei 103 capoluoghi italiani. Considerando che quest'anno il punteggio medio è addirittura sceso da 54,19 a 50,55 e che si sono collocati complessivamente un numero maggiore di comuni sopra la media (da 60 a 64) la situazione appare ancora più grave. Le due città infatti chiudono la classifica regionale restando solo 70ª e 73ª a livello nazionale e peggiorano drasticamente il punteggio (-7% e -10%).
Passando alle notizie positive, Ecosistema Urbano quest'anno ha registrato un significativo avanzamento in classifica del Comune di Firenze, che conferma un trend di forte risalita iniziato ormai da alcuni anni: dalla 71ª posizione del rapporto 2005, si è classificata 61ª nel rapporto 2006, per poi scalare al 40° posto lo scorso anno e al 17° in questa edizione del rapporto. Decisa rimonta anche per Pistoia, che lo scorso anno era stata l'unica città toscana a collocarsi sotto la media nazionale e che invece quest'anno arriva alla 38ª posizione.
Per quanto riguarda Prato e Lucca, si registra per entrambe un miglioramento in classifica, lo scorso anno occupavano rispettivamente la 26ª e la 38ª posizione, risalendo quest'anno alla 22ª e alla 31ª. Il loro punteggio complessivo è in realtà un po' diminuito, come è successo al punteggio medio nazionale anche a causa della revisione dei pesi assegnati ai diversi indicatori per il calcolo dei punti, tuttavia le due città si mostrano più virtuose di molte altre in Italia. Prato, per esempio, è risalita di 4 posizioni e deve questo risultato soprattutto all'alto numero di auto euro 3 ed euro 4 circolanti sul totale e ai bassi consumi energetici dell'utenza domestica, nonché a piccoli miglioramenti attuati nel trasporto pubblico. Lo stesso discorso fatto per Lucca e Prato vale anche per Arezzo, che per il primo anno dopo molti sale invece che scendere nella classifica nazionale.
Tuttavia la scalata di 17 posizioni nella classifica comparata nazionale, si ridimensiona osservando che anche il capoluogo aretino ha visto diminuire il proprio punteggio complessivo.
I risultati regionali sono stati presentati questa mattina durante una conferenza stampa tenutasi a Palazzo Vecchio a Firenze a cui hanno partecipato Piero Baronti, Presidente di Legambiente Toscana, Claudio del Lungo, Assessore all'Ambiente del Comune di Firenze, Alessandro Cosimi, Sindaco del Comune di Livorno, Paolo Ghezzi, Assessore all'ambiente del Comune di Pisa e Camilla Curcio, Assessore all'ambiente del Comune di Prato.
“La classifica generale pone complessivamente in buona luce la qualità dell'ecosistema urbano delle principali città Toscane - ha dichiarato Piero Baronti, Presidente di Legambiente Toscana, intervenendo alla conferenza stampa toscana – Livorno, Siena, Pisa, confermano una buona gestione ormai da alcuni anni. Tuttavia questa premiazione di Ecosistema Urbano 2008 è un incoraggiamento ad andare avanti con le scelte di sostenibilità urbana. Purtroppo non si vedono i necessari mutamenti nelle politiche dei rifiuti: la produzione procapite non è significativamente diminuita in nessuna città toscana rispetto alla scorso anno ed in alcuni casi questa è addirittura cresciuta. Parimenti non si registrano miglioramenti nella raccolta differenziata, anzi, in alcuni casi il dato è addirittura ridotto. Per avere città più sostenibili non bastano politiche di settore, occorrono provvedimenti che in maniera integrata tra i diversi livelli di governo e con approccio intersettoriale provvedano a risolvere i nodi della questione dei rifiuti e dell'utilizzo di materie prime, del trasporto intermodale e del risparmio e dell'efficienza energetica nonché del passaggio a fonti di energia rinnovabili, partendo proprio dalla microproduzione. É su questi aspetti – conclude Baronti - che la distanza con l'Europa si fa sentire di più e sono questi gli aspetti cruciali su cui intervenire non solo per migliorare la qualità urbana ma anche per dare un contributo serio ad un modello di sviluppo basato sulla sostenibilità”.
Le amministrazioni comunali sono ormai solite confrontarsi annualmente con le classifiche di Legambiente, che a volte premiano, a volte sanzionano, ma sempre, attraverso il vasto set di indicatori ed il confronto con molte realtà territoriali, evidenziano punti di forza e di debolezza da considerare come best-practice da esportare oppure come lacune su cui lavorare. É anche sulla spinta di classifiche e di dati come quelli diffusi con Ecosistema Urbano che le amministrazioni si attivano cercando di migliorare le proprie politiche ambientali o cercando di mantenerle ad un alto livello, ne sono un esempio Firenze o Pisa, amministrazioni intervenute questa mattina per raccontare le proprie esperienze.
"L'importanza che dà il Comune di Firenze all'indagine (e classifica) di Ecosistema Urbano prodotta da Legambiente-Sole 24ore è tale che abbiamo improntato molte azioni proprio in funzione di dare risposte alle numerose analisi che questa indagine ogni anno produce per valutare le performance ambientali delle città capoluogo di provincia. - spiega Claudio Del Lungo, Assessore all'Ambiente del Comune di Firenze - Il risultato di questa attenzione, e delle politiche attuate, è evidenziato dal fatto che Firenze, in questa legislatura sale dal 71° posto al 17° offrendo la migliore performance di crescita fra tutte le città italiane. Infatti nel 2005 Firenze aveva 45,7 punti (71° posto), nel 2006 aveva 46,86 punti (61° posto con media nazionale di 48,14), nel 2007 aveva 56,97 punti (40° posto con media nazionale 54,19) e quest'anno 59,33 punti (17° posto con media nazionale 50,55). E' stata una progressione positiva in quasi tutti i campi che ci ha fatto crescere in punteggio e posizioni nonostante l'aumento anche della media nazionale. Firenze quindi raggiunge obiettivi importanti nel verde, nelle piste ciclabili, nelle politiche energetiche e della sostenibilità crescendo in tutti questi importanti comparti. Adesso la sfida è mantenere queste posizioni e se possibile migliorarle ancora per far crescere ulteriormente la qualità della vita nella nostra città”.
“È con grande soddisfazione che l’Amministrazione comunale di Pisa apprende che anche quest’anno la valutazione complessiva di Legambiente pone la città tra le realtà maggiormente attente alle problematiche ambientali – dichiara Paolo Ghezzi, Assessore all’Ambiente del Comune di Pisa - Ormai da 4 anni la nostra città permane tra i capoluoghi “virtuosi” nonostante le modifiche dei metodi di attribuzione dei pesi attribuita da Legambiente a ciascun parametro. Testimonia un’attenzione rivolta a 360 gradi ai vari aspetti ambientali nella consapevolezza che la sostenibilità è raggiungibile solo attraverso politiche integrate. Rimangono critici alcuni indicatori (produzione pro capite di rifiuti e consumi energetici) valutati sulla popolazione residente - 89.000- ma che considerano produzioni e consumi dell’intera popolazione che vive quotidianamente la città – 140.000 -. Abbiamo sempre guardato con serenità alle valutazioni operate in campo nazionale per mettere a confronto performance ambientali dei capoluoghi di provincia. Senza esaltazione ma con spirito costruttivo e sempre per evidenziare i punti in cui è necessario migliorarsi. E’ proprio la volontà di un continuo miglioramento che ci ha spinto ad intraprendere l’ambizioso percorso di certificazione EMAS che dovrebbe concludersi, dopo due anni di lavoro, entro dicembre 2007. La certificazione EMAS e l’imminente avvio della discussione sulle variazioni del regolamento edilizio in campo di edilizia sostenibile e risparmio energetico – conclude l’assessore Grezzi - sono le due vere rivoluzioni in campo ambientale che la nostra Amministrazione si sta apprestando a completare. La prima per intervenire sulle fonti di impatto interno all’Amministrazione e la seconda per contribuire alla risoluzione di problematiche di carattere globale che rappresentano la sfida dei prossimi decennio: disponibilità energetica e idrica, inquinamento atmosferico, produzione dei rifiuti e loro corretto recupero e smaltimento”.

La metodologia.
Ecosistema Urbano ha raccolto sia con questionari e interviste dirette ai 103 comuni capoluogo di provincia, sia sulla base di altre fonti statistiche, informazioni su 125 parametri ambientali per un corpus totale di oltre 125mila dati. Questi sono stati sintetizzati in 27 diversi indicatori di qualità ambientale riferibili a tre macro-classi: indicatori di pressione, che misurano il carico generato sull’ambiente dalle attività umane, indicatori di stato, che invece rappresentano la qualità dell’ambiente fisico, e indicatori di risposta che misurano la qualità delle politiche messe in campo dall’amministrazione pubblica. La graduatoria nazionale è basata su un confronto tra valori reali, dichiarati dai Comuni, e alcuni obiettivi di sostenibilità: il valore massimo ottenibile (10.000 punti nel caso siano disponibili tutti e 26 gli indicatori) è normalizzato in base 100 e rappresenta la prestazione di una città sostenibile, ideale e non utopica.
Rispetto alle edizioni passate quest'anno la ricerca ha subito un restyling, che ha interessato pesi e indici. Sono stati infatti introdotti nuovi indicatori: ozono, qualità ambientale, parco auto, energie rinnovabili e teleriscaldamento, partecipazione ambientale. Altri sono stati eliminati mentre altri sono stati ampliati e integrati con nuove informazioni (come il verde urbano fruibile, i consumi elettrici domestici, ora su base comunale non più provinciale, le politiche energetiche e l’eco management). E’ stato inoltre aggiornato il sistema della distribuzione dei pesi per il calcolo del punteggio con cui è stilata la classifica nazionale. In base a ciò gli indicatori più pesanti diventano quelli relativi all’aria e ai trasporti che incidono ciascuno per il 21% del peso totale, segue l’ambiente urbano (Ztl, verde, isole pedonali, piste ciclabili, eco management, ambiente e partecipazione) al 16% del peso totale, poi l’energia al 15%, quindi acqua (14% del peso totale) e rifiuti (13%).
I dati.
Rifiuti ed energia sono i settori critici in Toscana. Con l'eccezione di Arezzo e Massa tutti i nostri capoluoghi differenziano almeno il 30% dei rifiuti (sempre molto poco rispetto agli obiettivi prefissati ma dato superiore alla media nazionale che si attesta, colpevole soprattutto il sud, su un 21%), tuttavia la produzione di RSU procapite in Toscana continua ad essere, esclusi Arezzo e Livorno, maggiore della media nazionale, arrivando, a Massa, alla massima produzione procapite nazionale, con oltre 880 kg/ab/anno!
Si riconferma anche il dato che indica un forte consumo energetico: in tutta la regione i consumi elettrici sono molto alti, anche se Livorno, Prato, Arezzo e Massa si collocano sopra la media nazionale. Anche dal punto di vista del consumo di carburanti i dati descrivono una situazione non sostenibile: Grosseto e Pistoia sono penultima e terzultima nella graduatoria nazionale, ma anche Livorno, Siena e Pisa consumano molto; solo Prato e Massa si salvano. Ad aggiungersi a queste criticità anche il fatto che le politiche energetiche e le installazioni su edifici comunali di impianti per energia da fonti rinnovabili vanno a rilento, come in quasi tutta la penisola. É soprattutto su questi fronti che appare più marcata la distanza con il resto d'Europa.
I capoluoghi toscani sono invece mediamente più attenti, rispetto al resto d'Italia, alla destinazione di aree della superficie comunale a isole pedonali (Lucca, Massa, Firenze si piazzano molto in alto nella graduatoria delle città italiane), ZTL (Siena, Pisa e Firenze tra le prime), verde urbano (Lucca è al primo posto in Italia con oltre 45 mq/ab, seguono a breve distanza Massa, Prato, Firenze) ed aree verdi in genere (Pisa e Massa occupano le prime due posizioni in Italia).
Per quanto riguarda il settore dell'acqua, abbiamo sia le eccellenze che le situazioni peggiori d'Italia. Arezzo (120,2 l/ab/gg) e Livorno hanno tra i consumi più bassi d'Italia, Massa (253,1 l/ab/gg) e Pisa invece tra i più alti, le perdite di rete non sono mai basse, ma a Grosseto si arriva a disperdere il 52% e a Pisa e ad Arezzo il 40%. Arezzo va male invece per la depurazione degli scarichi civili, che arriva qui solo al 70% ed è mediamente dell'80% in Italia. Ancora peggio a Firenze, dove è solo del 64%, mentre Livorno è tra le prime in Italia perché è una delle18 città già completamente servite da impianti di riciclo delle acque reflue.

Ma guardiamo più nel dettaglio le eccellenze e i ritardi delle nostre città:
LIVORNO: è la prima in Italia per la depurazione, tra le migliori per i consumi idrici, e per il basso numero di auto circolanti;
SIENA: è la prima tra le piccole città in Italia per i trasporti pubblici, ma agli ultimi posti per la produzione procapite di R.S.U.;
PISA: è la prima in Italia per le aree verdi, la quinta in Italia per quanto riguarda le certificazioni delle imprese, ma la terzultima per produzione procapite di R.S.U.;
FIRENZE: entro la media nazionale per la qualita' dell'aria, un po' sotto per il settore dei rifiuti, comparativamente buoni i risultati su trasporto e ambiente urbano;
PRATO: rispetto ad altre città toscane ha più bassi consumi elettrici domestici procapite e dispone anche di molte aree verdi, ma la produzione procapite di R.S.U. è tra le più alte in Italia;
LUCCA: è la prima in Italia per il verde urbano fruibile e la seconda per le isole pedonali, troppi i rifiuti ed i consumi elettrici domestici;
PISTOIA: non va male il trasporto pubblico, ma per il consumo di carburanti è al terzo posto in Italia; AREZZO: molto bassi i consumi idrici ma alte le perdite di rete e scarsa la depurazione;
GROSSETO: le perdite della rete idrica sono le più alte in Toscana e per consumo di carburanti è seconda il Italia. Anche le aree verdi sono scarse. Buona la qualità dell'aria;
MASSA: in Italia ha la più alta produzione procapite di R.S.U. Ed è la seconda città capoluogo in Italia per i consumi idrici, bene invece per verde, isole pedonali e piste ciclabili.


Ufficio stampa di Legambiente Toscana 0556810330


ECOSISTEMA URBANO 2008 – TOSCANA: Classifica Finale

(Posizione regionale EU 2008, città, Posizione nazionale EU 2008, Punteggio EU 2008)
1 -Livorno -4 -65,24%
2 -Siena -6 -65,07%
3 -Pisa -12 -60,46%
4 -Firenze -17 -59,33%
5 -Prato -22 -58,08%
6 -Lucca -31 -55,53%
7 -Pistoia -38 -53,61%
8 -Arezzo -40 -53,47%
9 -Grosseto -70 -48,29%
10 -Massa -73 -47,34%


Fonte: Legambiente, Ecosistema Urbano 2008 (Comuni, dati 2006) - Elaborazione: Istituto di Ricerche Ambiente Italia


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