13/12/2007 - Bonifiche: trasferimento della colmata di Bagnoli a Piombino 

Roma, 13 dicembre 2007 Comunicato stampa


Bonifiche: trasferimento della colmata di Bagnoli a Piombino


Legambiente ribadisce: “E’ un’operazione senza logica, un pessimo esempio di gestione dei rifiuti industriali e delle bonifiche. Il principio di prossimità, che è legge, permetterebbe di gestire al meglio le risorse disponibili”

“L’impostazione nazionale di questa operazione non risponde ad alcuna logica, né economica né ambientale. In un quadro carente di risorse economiche per le bonifiche, non una sola ragione milita a favore di un dispendio di soldi per portare rifiuti dove ce ne sono in abbondanza”.
Così Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente torna sull’ipotesi di trasferimento dei fanghi e dei rifiuti provenienti dalla colmata di Bagnoli a Piombino.
“La legislazione italiana in tema di rifiuti speciali è del tutto carente e viene spesso applicata in modo disorganico – continua Cogliati Dezza – al contrario di altri paesi europei dove la pratica di riutilizzo in loco dei rifiuti, preceduta, se necessario, da un trattamento, è ormai consolidata”.
Legambiente ricorda infatti che nonostante siano passati quasi dieci anni dal varo del Programma nazionale per la bonifica dei siti inquinati del 1998, il risanamento ambientale a partire dai primi dei SIN (siti d’interesse nazionale) individuati non si è ancora concretizzato e non ha affatto sviluppato, come si auspicava, il settore delle tecnologie di bonifica. In più anche il Dm 471/99 - abrogato poi dal Codice ambientale - privilegiava il trattamento in situ oppure on site proprio per ridurre i rischi derivanti dal trasporto e dal conferimento in discarica dei rifiuti e delle terre contaminate.
Proprio a questo proposito Legambiente ritiene che le opere portuali e stradali necessarie a Piombino e alla Val di Cornia possano essere realizzate con materiali recuperati in zona, a partire da quelli derivati dalla produzione annuale delle Acciaierie Lucchini, come indicato nel Piano Regionale toscano di gestione dei rifiuti speciali.
“La soluzione al problema rifiuti di Piombino oltre che rientrare tra le azioni urgenti per la riqualificazione ambientale della fabbrica, – aggiunge Cogliati Dezza - sono anche funzionali all’innesco di una filiera dell’industria del risanamento che Legambiente da dieci anni, sostiene debba essere individuata nel concreto decollo della Tap (impianto di trattamento dei rifiuti industriali) e che invece continua ad essere affrontata con fumosi intenti di ricerca e di sperimentazione”.
Soluzioni che non compaiono in questa nuova bozza di accordo che verrà discussa il 19 dicembre prossimo dal consiglio comunale di Piombino e che invece l’assessore regionale Anna Rita Barmerini aveva posto come condizione per la firma, al pari della revisione delle procedure che, invece, così andrebbero in deroga ad ogni iter amministrativo.
“Per questo- conclude il presidente nazionale di Legambiente- chiediamo a comune, provincia e regione di tener fede agli annunci fatti a settembre e di rendere coerente, contemporaneamente, l’intero quadro delle soluzioni che si intendono adottare per tutte le opere necessarie e le cifre disponibili (pubbliche e private) per farvi fronte”.

L’Ufficio stampa Legambiente


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