20/03/2008 - TRENO VERDE: Presentati oggi i dati del monitoraggio ambientale ad Arezzo! 

LEGAMBIENTE FERROVIE DELLO STATO

Presentati oggi i dati del monitoraggio ambientale del
Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello Stato

Aria viziata


PM10 oltre i limiti tre giorni su tre. Dal 1 gennaio
già 26 superamenti ad Arezzo

Decibel oltre la norma
Troppo rumore sia di giorno che di notte e manca un piano di rinasamento


Legambiente: “Senza un intervento immediato, Arezzo rischia di peggiorare i 56 superamenti dello scorso anno per le polveri sottili”

Pm10 oltre i limiti tre giorni su tre. Decibel sempre fuori legge, sia di giorno che di notte. Benzene entro i limiti, ma non è da sottovalutare.



Questo è il quadro che emerge ad Arezzo dalle analisi del Treno Verde, la campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato che ha lo scopo di monitorare lo stato di inquinamento acustico ed atmosferico nelle città italiane e sensibilizzare sui temi ambientali come il buon uso dell’energia grazie a una mostra interattiva, incontri e dibattiti.

I dati finali relativi alla qualità dell’aria e ai livelli di rumore sono stati presentati questa mattina in conferenza stampa da Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale Legambiente; Piero Baronti,presidente Legambiente Toscana; Beppe Croce, presidente Legambiente Arezzo; Francesco Cioffi, direttore trasporti Trenitalia per la regione Toscana; Vittorio Valentini, responsabile laboratorio mobile dell'istituto sperimentale di RFI.

72 le ore di monitoraggio effettuate dal laboratorio mobile di RFI (Rete Ferroviaria Italiana), posizionato in via Crispi all’altezza del civico 36, dalle ore 22 di domenica 16 marzo alle ore 22 di ieri mercoledì 19 marzo.

Oltre i limiti del PM10, tre giorni su tre. Dalla fotografia scattata nei tre giorni di monitoraggio, in via Crispi 36, i valori delle polveri sottili, altamente dannose per la salute dell’uomo, hanno sempre superato il limite giornaliero di 50 mg/m3: la media registrata il primo giorno è pari a 64 mg/m3. La situazione non è migliore nei giorni successivi, con 61 mg/m3 il secondo giorno di monitoraggio e 60 mg/m3 il terzo giorno, valori che restano sopra il limite giornaliero. Bisogna però sottolineare che nei pressi del laboratorio mobile, la vicinanza di un edificio in ristrutturazione ha sicuramente influenzato i risultati delle misure.

Un chiaro segnale d’allarme per la città aretina arriva però dai dati elaborati dalla campagna di Legambiente “PM10 ti tengo d’occhio”: la centralina in via Fiorentina, fa registrare 26 superamenti giornalieri dall’inizio dell’anno al 17 marzo. Trend che se mantenuto porterebbe la città ben oltre i 35 superamenti annui consentiti, rischiando addirittura di andare oltre i 56 superamenti fatti registrare lo scorso anno.

Sotto controllo, invece, gli altri inquinanti monitorati: biossido di zolfo, biossido di azoto, monossido di carbonio, ozono e benzene.

Negativo anche il quadro sull’inquinamento acustico. Decibel sempre oltre la norma sia di giorno che di notte. I tutti e tre i giorni di monitoraggio i valori negativi sono praticamente costanti: la rumorosità diurna fa registrare uno sforamento di circa 5 - 6 dB rispetto al limite consentito dalla legge, ancora più elevati gli sforamenti di 7 - 8 dB fatti registrare nelle ore notturne. A rendere ancora più pesante il quadro sull’inquinamento acustico sono i picchi che superano gli 80 dB, fatti registrare nella fascia oraria 13 - 14. Anche in riferimento a queste misurazioni la vicinanza dell’edificio in ristrutturazione influenza i risultati in alcune fasce orarie.

E’ bene ricordare che valori di rumorosità notturna inferiori ai 40 decibel consentono di dormire 20 minuti in più rispetto alla media. Se invece il frastuono scavalca i 70 db si dorme mezz'ora in meno . La zona delle misurazioni, via Crispi 36, come previsto dal piano di zonizzazione comunale, ricade in fascia IV – “zona ad intensa attività umana” i cui limiti acustici sono 65dB diurni e 55dB notturni.

Il benzene resta nella norma, ma non è da sottovalutare. Il monitoraggio, effettuato attraverso il “ring”, un campionatore passivo, è stato di tipo personale, con dispositivo indossato durante la giornata da un volontario di Legambiente. Un campionamento fa registrare un valore pari a 3 mg/m3 , l’altro registra un valore pari a 4,7 mg/m3. Questo dato che rientra nel limite dei 7 mg/m3 previsti dalla legge per il 2008, diventa meno rassicurante se si proietta al 2010, anno in cui il limite scenderà a 5 mg/m3 .

Secondo le analisi del Laboratorio Mobile di RFI, per 72 ore consecutive risulta, invece, la media più alta, pari a 4,7 mg/m3 viene fatta registrare il 17 marzo, primo giorno di monitoraggio.

“I dati sull’inquinamento atmosferico fatti registrare ad Arezzo non sono per nulla incoraggianti –dichiara Beppe Croce, presidente Legambiente Arezzo. La fotografia scattata in questi tre giorni di monitoraggio in via Crispi conferma la tendenza negativa della centralina ARPAT di via Fiorentina, che dall’inizio dell’anno al 17 marzo fa registrare già 26 superamenti, che ci avvicinano al limite annuo consentito. Il maggior responsabile della diffusione nell’aria delle polveri sottili è sempre il traffico cittadino ed è in questa direzione che bisogna intervenire. Ridurre il numero delle auto circolanti, puntando sul trasporto alternativo, significherebbe ridurre le emissioni di polveri e rendere più vivibile la nostra città.

Purtroppo quello di Arezzo non è un caso isolato – prosegue Piero Baronti, presidente Legambiente Toscana. I dati relativi ai superamenti annui degli altri capoluoghi toscani mostrano chiaramente che si tratta di una tendenza negativa regionale. Al 17 marzo Lucca (Carducci) , Poggibonsi (largo Campidoglio) e Carrara (Carriona), rispettivamente con 55, 44 e 42 superamenti sono già abbondantemente oltre la norma. Anche Firenze con 35 superamenti ha appena raggiunto il limite. Questo è inammissibile, ci auspichiamo che il piano di risanamento dell’aria presentato pochi giorni fa venga attuato in tempi brevi e sia in grado di risollevare una situazione che sembra indirizzata a confermare, se non a peggiorare, il quadro emerso lo scorso anno. Sarebbe questo un pericoloso passo indietro e una pesante bocciatura per gli interventi attuati finora.

Vittorio Valentini, responsabile del Laboratorio Mobile di RFI commenta così i risultati delle indagini sull’inquinamento acustico ad Arezzo: “Le registrazioni effettuate mostrano un andamento piuttosto costante in tutto l’arco del periodo di osservazione per tutti gli inquinanti monitorati, così com’è costante, in particolare per le polveri sottili, l’influenza dell’edifico in ristrutturazione in prossimità del punto di misurazione. Si giunge a tale conclusione in quanto in corrispondenza di elevati valori di polveri non si sono registrati valori altrettanto elevati di altri inquinanti collegati al traffico veicolare. Nonostante ciò è comunque osservabile un innalzamento delle concentrazioni di biossido di azoto e monossido di carbonio, nelle ore di maggior traffico, fra le 7 e le 10 del mattino, intorno alla pausa pranzo e nelle ore del tardo pomeriggio”

“I dati sull’inquinamento atmosferico e acustico rilevati qui ad Arezzo – conclude Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale Legambiente – confermano i valori negativi che la città toscana ha fatto registrare lo scorso anno. Da anni Legambiente propone interventi veloci ed efficaci per combattere l’inquinamento atmosferico e rendere più vivibili le città: ampliamento delle ztl, protezione delle corsie preferenziali, piste ciclabili, car sharing, car pooling, intermodalità e potenziamento dei mezzi pubblici. Un serio intervento nel settore dei trasporti, che incide per un terzo sulle emissioni di CO2, è necessario per raggiungere gli obiettivi di riduzione e contrastare i mutamenti climatici. I mezzi alternativi all’automobile privata non solo permettono una forte riduzione dell’inquinamento, ma anche delle spese. È compito delle amministrazioni incentivare queste forme di trasporto e spronare i cittadini a preferirli al mezzo privato, con la giusta attenzione ai mezzi con minor impatto ambientale. Ci auguriamo, dunque, che l’esperienza estremamente positiva del Treno Verde, con la partecipazione di mille bambini e altrettanti visitatori, sia il punto di partenza che permetta alla città di cambiare direzione nel minor tempo possibile.”

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