24/05/2008 - Colture sostenibili contro il mutamento climatico 

Firenze, 24 maggio 2008 Comunicato Stampa Terra Futura 23-25 maggio Firenze, Fortezza da Basso
Le proposte di Legambiente al seminario
"Agricoltura e cambio di clima"

Più sostenibilità in agricoltura per mitigare i cambiamenti climatici. E' questo il tema portante del seminario "Agricoltura e cambio di clima" coordinato da Beppe Croce, responsabile agricoltura non food di Legambiente e da Karl Ludwig Schibel di Alleanza per il Clima e Comitato Scientifico Terra Futura, tenuto questa mattina a Terra Futura. Tra i relatori anche Francesco Ferrante della segreteria nazionale di Legambiente, Vandana Shiva, presidente della Commissione Internazionale sul futuro dell'Alimentazione e dell'Agricoltura e Debi Barker, coordinatore International Forum on Globalization.

Tra mutamenti climatici e agricoltura il legame è stretto. Il settore, infatti, è uno dei più colpiti dal cambio di clima ma, nei suoi modelli intensivi, l'agricoltura è anche responsabile del fenomeno. Per dare spazio ad allevamenti di bestiame, forniture di legno pregiato e piantagioni a uso energetico, si alimenta la deforestazione di paesi tropicali, aggravando ulteriormente il bilancio di emissioni. Cresce inoltre l'insicurezza alimentare, come ha confermato la Fao nel suo rapporto 2006 sull'argomento, stimando in 854 milioni le persone colpite da fame e malnutrizione nel mondo. Di queste, il 96% vive nei paesi del Sud del mondo e dipende in gran parte da agricoltura, foreste, allevamento e pesca.

L'aumento della temperatura terrestre anche se in forme più attenuate non lascia immuni neppure le nostre latitudini, come dimostra il rapporto 2007 sullo stato delle Foreste italiane. L'80% delle vegetazione forestale nazionale è interessata dalla diminuzione delle precipitazioni piovose e molte delle zone boschive più a rischio (da Boscolungo a Camaldoli e Vallombrosa) sono proprio in Toscana.

"L'agricoltura sostenibile e l'utilizzo della filiera corta sono i presupposti per garantire la sovranità alimentare nel mondo, mitigare la perdita di fertilità dei suoli e i rischi di erosione e ridurre le emissioni di CO2 legate allo sfruttamento intensivo del territorio – ha spiegato Beppe Croce -. La possibilità per i Paesi più svantaggiati di uscire dalla povertà è, quindi, in buona parte affidata alle scelte del mondo industrializzato, i cui attuali modelli di sviluppo alimentano il cambiamento climatico e fenomeni estremi. Alluvioni e tsunami ma anche avanzata di deserti e zone aride o incremento di malattie endemiche già si manifestano in diverse aree del Pianeta, dall'Africa subsahariana al sud est asiatico, rendendo ancora più precarie le condizioni di vita di centinaia di milioni di persone che fanno i conti ogni giorno con la fame, la miseria, le malattie".

E' con queste finalità che la Commissione internazionale del Cibo, col supporto della Regione Toscana, ha presentato oggi un nuovo Manifesto sul Cambio di clima. Ha portato inoltre testimonianze da aree colpite da eventi catastrofici, come Sri Lanka, Caraibi e Sahel, dove forme di agricoltura familiare e comunitaria hanno reso possibile il ripristino delle colture di riso per uso locale e l'adozione del biologico. Esperienze che dimostrano anche come le colture destinate alla produzione di energia e quelle ad uso alimentare possano convivere in un giusto equilibrio, favorendo l'autonomia delle popolazioni rurali e la riduzione delle emissioni di gas serra.

L'Ufficio stampa Legambiente

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