16/07/2008 - LEGAMBIENTE SU CASCINE DI TAVOLA 

Prato, 16 luglio 2008 Comunicato Stampa

LEGAMBIENTE SPIEGA LA SUA POSIZIONE
SUL SEQUESTRO DEL CANTIERE ALLE CASCINE DI TAVOLA

IL PROGETTO BLOCCATO NON RISPETTAVA IL LUOGO
AL DI LA' DELLE RESPONSABILITA' PENALI,
SI PENSI ALLA QUALITÀ QUANDO SI OFFRONO CONCESSIONI


E' riesplosa in questi giorni, dopo il sequestro della Procura, la polemica sull'intervento di Cascine di Tavola. Legambiente, che pratica per DNA una vigilanza costruttiva e preventiva sull’ambiente e sul patrimonio storico, già prima che fosse rilasciata la concessione, obiettò sulla destinazione d’uso e sulla qualità del progetto presentato.

“Pur rilevando che, a differenza di quanto da molti affermato oggi, Cascine di Tavola non era in stato di degrado accentuato quando nel 2004 il progetto è stato approvato e che addirittura il complesso era in parte abitato, - ha dichiarato Osvaldo Coppini, responsabile urbanistica di Legambiente Prato - Legambiente, recependo le spinte private per una valorizzazione del luogo, non si era dichiarata aprioristicamente contraria a qualunque intervento. Si era però pronunciata a favore di un recupero che non andasse a frazionare gli spazi, possibile forse solo, se il pubblico non poteva acquisire l'edificio, con un intervento di riconversione alberghiera, che avrebbe potuto conservare spazi indivisi con la previsione di hall, sale di ricevimento o sale congressi”.

Quello che invece hanno proposto è stato un progetto che, non tenendo conto delle caratteristiche degli spazi, ha previsto una forte frammentazione degli edifici e la destinazione d’uso Residenza Turistico-Alberghiera. E si sa che, poiché come provato da numerose sentenze della Magistratura il fenomeno è ampio e dilagante, le Residenze Turistico Alberghiere fanno parte di un nuovo fenomeno speculativo che vede la formazione di strutture ricettive frazionate in più unità immobiliari e vendute singolarmente con ripercussioni pesanti sull’intero settore dell’economia turistica e della sostenibilità ambientale.


“Il complesso di Cascine di Tavola – ha spiegato Franco Di Martino, presidente di Legambiente Prato e membro della segreteria regionale di Legambiente - rappresenta un esempio unico nel suo genere; questa unicità lo rende speciale e prezioso ed è per questo che da subito ci siamo opposti ad un progetto che non ne rispettava la natura. Lasciamo alla Magistratura l'onere di verificare eventuali responsabilità penali e ringraziamo la Procura per aver colto la nostra segnalazione dando il via alle indagini e per essersi da subito dichiarata disponibile a permettere opere di consolidamento per la tutela della struttura durante il sequestro”.

“Quella che a noi spetta in questo frangente è una valutazione di merito – conclude Di Martino - nei luoghi deputati non è stata espressa alcuna considerazione sulla qualità del progetto ed i pareri e la concessione hanno sorvolato volutamente questo aspetto. Stimolare progetti migliori sta secondo noi fra i compiti di chi li giudica e ne decide l’approvazione”.



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