15/09/2008 - Assemblea "I Piccoli Comuni per la Scuola" 



Cantagallo, 15 settembre 2008 Comunicato Stampa

Scuola: nei piccoli comuni della Toscana oltre 1000 plessi scolastici a rischio chiusura


Contro i tagli Gelmini-Tremonti
Legambiente, Anci ed Uncem Toscana hanno organizzato
l' Assemblea "I Piccoli Comuni per la Scuola"
una manifestazione per salvare l'anno scolastico 2009/2010
da una finanziaria che potrebbe “pendolarizzare” i bambini di montagna

Istituzioni e rappresentanti delle associazioni
in visita alla scuola di Carmignanello

Cogliati Dezza: “Si taglia sulla più importante risorsa di sviluppo per i piccoli comuni”.

“Chiusa per tagli”. E’ lo striscione che oggi alcune scuole dei piccoli comuni italiani, tra cui quella di Carmignanello (Cantagallo, Prato) hanno srotolato insieme a Legambiente, di fronte all’ingresso degli istituti, unendosi alla mobilitazione nazionale che ha preso il via oggi contro i pesanti tagli che la finanziaria ha previsto per il sistema scolastico italiano. Tagli che penalizzano in modo grave gli istituti più piccoli.

Il parametro di razionalizzazione è aumentare il rapporto alunni-docenti. In Toscana, secondo le stime, il numero di docenti da tagliare sarà 3339, di cui 1210 alla scuola primaria. Se, come previsto, il criterio per stabilire la sopravvivenza dei plessi scolastici sarà quello del numero degli alunni, facendo una proiezione sui plessi che hanno un numero inferiore ai 100 alunni, si abbatterebbe sul sistema scolastico italiano una vera scure che riguarderebbe il 77,2% delle scuole per l’infanzia, il 41,3 % delle elementari, il 31,6% delle medie, il 24,3% delle superiori per quasi la metà del totale di tutti i punti di erogazione del servizio scolastico italiano. In Toscana si potrebbe perdere il 78,7% delle scuole materne, il 38,9% delle primarie, il 32,5% delle medie e il 29,5% delle superiori.

Sono tagli che porteranno a chiudere l’erogazione del servizio scolastico in tanti piccoli Comuni italiani dove spesso la scuola rimane l’unico presidio culturale e centro di aggregazione. A conti fatti poi, oltre al danno educativo, i risparmi del Ministro Tremonti corrisponderanno ad aumenti di spesa pubblica per i Comuni che dovranno organizzare i trasporti scolastici o, con più probabilità visto che ad avere i disagi maggiori saranno i piccoli comuni, a costi aggiuntivi per le famiglie laddove le istituzioni locali non riescono ad assicurare servizi pubblici gratuiti.

Di questa e delle altre difficoltà in cui versano le scuole della PiccolaGrandeItalia hanno parlato questa mattina all'assemblea "I Piccoli Comuni per la Scuola" organizzata da Legambiente, Uncem Toscana e Anci Toscana, con il patrocinio della Regione Toscana e tenutasi simbolicamente nei pressi della scuola primaria di Carmignanello, frazione del piccolo comune pratese Cantagallo, Ilaria Bugetti, Sindaco di Cantagallo, Gianfranco Simoncini, Assessore alle politiche scolastiche della Regione Toscana, Vittorio Cogliati Dezza, Presidente Nazionale di Legambiente, Piero Baronti, Presidente di Legambiente Toscana e Oreste Giurlani, Presidente di Uncem Toscana.



“Cantagallo oggi non è solo Cantagallo, ospitando questa manifestazione rappresenta tutti i piccoli comuni della montagna – ha salutato il Sindaco Bugetti - Là dove si colpiscono i comuni si colpisce il cittadino e i tagli alle scuole dei piccoli comuni sono un grave colpo alle comunità che invece sopravvivono e fioriscono intorno a questo tipo di servizio. A Cantagallo 2 anni fa siamo riusciti ad inaugurare una sezione di una scuola materna dopo 6 anni di chiusura. L'esperienza ha dimostrato che dove si apre una scuola rinasce una comunità”.

“In 7 anni, dal 2001 al 2008, nella scuola sono stati tagliati 18.000 posti. La previsione di Tremonti di tagliarne 87.000 in 3 anni appare quindi irrealizzabile salvo la seria compromissione del sistema scolastico – ha illustrato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente - Il fatto poi che a giustificazione di tutto ci sia il paragone con statistiche europee non tiene conto neanche sotto questo aspetto, delle differenze tra i modelli. Quando il Ministro dell'Istruzione infatti calcola il rapporto alunni-docenti in Italia lo fa includendo gli insegnanti di sostegno e quelli di religione, non previsti invece nelle statistiche europee. Togliere dal computo queste figure permetterebbe già di riallinearsi con l'Europa. Nel caso si decida comunque di tagliare lo si faccia riconoscendo che le scuole dei piccoli comuni sono un presidio necessario a ridurre lo spopolamento, a garantire sviluppo e dunque a vincere la sfida della sostenibilità ambientale. Non si tratta di un motto conservazionista del tipo una scuola per ogni comune, si ha a che fare bensì con il principio di uguale diritti e opportunità per tutti, quello che vogliamo è una buona scuola per ogni bambino. Tagliare semplicemente significa non capire che Paese abbiamo davanti e che cosa significa davvero federalismo. Andare verso il federalismo significa lavorare in termini di identità locali e di valorizzazione del territorio, è una concetto che non si può tradurre semplicemente con il tenere nelle regioni più ricche maggiori risorse economiche”.

“Come presidente di Uncem Toscana – ha continuato Oreste Giurlani – ho scritto al Ministro Gelmini invitandola a visitare e a capire le peculiarità del nostro territorio e come Uncem abbiamo anche presentato al Parlamento un emendamento che sta ricevendo consenso trasversale, in cui si chiede che sulla razionalizzazione si mantenga il riferimento alla l.97/94 che sancisce per la montagna la possibilità di andare in deroga al classico rapporto alunni docenti”.

Anci, Legambiente e Uncem Toscana stanno adesso predisponendo un ordine del giorno per i consigli comunali di tutti i piccoli comuni perché la proposta di emendamento sia direttamente appoggiata anche dai consessi democratici di queste piccole realtà.

fonte: previsioni Legambiente su dati Ministero Pubblica Istruzione

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