11/09/2008 - LEGAMBIENTE LANCIA L’IDEA DEL “PARCO DEI BORGHI VIVI” 

Terrarossa (MS), 11 settembre 2008 Comunicato stampa

Plauso di legambiente al comune di bagnone che entra nel parco nazionale dell’appennino tosco-emiliano

LEGAMBIENTE LANCIA L’IDEA DEL “PARCO DEI BORGHI VIVI”
ai sindaci DI LUNIGIANA E GARFAGNANA:
“ENTRATE NEL PARCO O AMPLIATE I CONFINI AI BORGHI DI MONTAGNA”

DOPO SASSALBO, PONTECCIO E COMPIONE POSSONO DIVENTARE moltissimi I BORGHI DEL PARCO

Con il Consiglio Comunale di lunedì scorso l’Amministrazione ed i cittadini del Comune di Bagnone hanno dato un bell’esempio di scelte partecipate per lo sviluppo sostenibile della montagna, chiedendo l’inclusione di una parte del territorio montano e del borgo di Compione nel Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano.

Legambiente, protagonista in passato dell’inclusione di Sassalbo come primo borgo nel Parco, esprime plauso e soddisfazione per il risultato di Bagnone e rilancia, proponendo agli altri Comuni operazioni analoghe per far diventare quello dell’Appennino Tosco-Emiliano il “Parco Nazionale dei Borghi Vivi”.

Legambiente invita i Sindaci dei Comuni della Lunigiana e Garfagnana dell’area appenninica ad estendere o entrare ex-novo nel Parco includendo nei confini i borghi montani.

Attualmente infatti solo il Comune di Fivizzano ha Sassalbo nel Parco, ma borghi come Camporaghena e Torsana a Comano, Apella a Licciana, Serravalle, Rocca Sigillina o Lusignana a Filattiera potrebbero chiedere di entrare nel Parco.

Alcuni Comuni importanti inoltre non hanno mai aderito al Parco, come Pontremoli, Casola Lunigiana, Minucciano e Sillano lasciando dei vuoti nei perimetri poco comprensibili. Borghi come Regnano a Casola, Pracchiola e Gravagna a Pontremoli, Capanne, Dalli Sopra e Sotto a Sillano, Metra e Carpinelli a Minucciano avrebbero sicuri benefici ad essere inclusi nel Parco.

La scommessa lanciata da Legambiente è far emergere da un probabile anonimato il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano facendolo diventare l’unico parco in Italia con decine di borghi abitati al suo interno, puntando sul ruolo del Parco Nazionale per far tornare a vivere borghi oggi in grande difficoltà per l’abbandono delle attività rurali.

L’esperienza ad esempio delle Cinque Terre sta lì a testimoniare che un Parco Nazionale – se ben gestito - può essere la molla per far tornare a vivere territori e borghi che oggi restano marginali rispetto ai luoghi dello sviluppo. Anche Sassalbo è diventata Sede del Parco Nazionale ed ha goduto di circa un milione di Euro d’investimenti grazie alla sua scelta di entrare nel Parco.

Oggi d’altronde il rapporto dei Parchi con le comunità locali è di maggiore fiducia: a Camporaghena ad esempio i cittadini incominciano spontaneamente a chiedere di entrare nel Parco.

“Dopo che Fivizzano con Sassalbo e Bagnone con Compione hanno dato l’esempio - ha dichiarato Matteo Tollini, Responsabile Parchi di Legambiente Toscana e membro del Consiglio Direttivo del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano – l’idea di un “Parco dei Borghi Vivi” è praticabile e vincente. Per i borghi e le aree montane di Lunigiana e Garfagnana che stanno subendo l’abbandono, far parte di un Parco Nazionale ben gestito è probabilmente l’ultima scommessa di rivitalizzazione e sviluppo. Ora sta ai Sindaci raccogliere coraggiosamente la sfida e lavorare per il futuro della montagna appenninica”.



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