13/10/2008 - ECOSISTEMA URBANO 2009: LA CLASSIFICA TOSCANA 

Firenze, 13 ottobre 2008 Comunicato stampa

ECOSISTEMA URBANO 2009:
SIENA, PRATO E FIRENZE SONO LE PRIME TRE CITTÀ TOSCANE

Siena conquista la medaglia d'argento
nella classifica nazionale, l'oro a Belluno.

Nella classifica delle grandi città podio nazionale anche per Firenze,
che si colloca sul terzo gradino

I capoluoghi toscani fanno passi avanti per la qualità dell'aria,
differenziata la performance sui consumi idrici,
buona la situazione per il verde cittadino, fruibile e non,
allarme rosso per produzione di rifiuti pro-capite e consumi energetici

La quindicesima edizione di Ecosistema Urbano regala un podio anche alla Toscana. A Siena è andato quest'anno il secondo posto nella classifica nazionale delle città capoluogo più eco-sostenibili, stilata con l’annuale ricerca di Legambiente e dell’Istituto di Ricerche Ambiente Italia, realizzata con la collaborazione editoriale de Il Sole 24 Ore. Anche quest'anno ci sono cambiamenti di posizioni e avvicendamenti nella classifica ma salite o discese non dipendono dal caso, se si scende o è per inerzia o è perché alcuni capoluoghi, come dimostrano gli andamenti costanti dei trend pluriennali, hanno fortemente investito nella qualità urbana scalando posizioni di anno in anno.

I risultati regionali sono stati presentati questa mattina durante una conferenza stampa tenutasi a Palazzo Vecchio a Firenze a cui hanno partecipato Piero Baronti, Presidente di Legambiente Toscana, Claudio del Lungo, Assessore all'Ambiente del Comune di Firenze e Marco Romagnoli, Sindaco del Comune di Prato.

Sul podio toscano, infatti, dopo Siena, anche Prato, che conquista l'ottava posizione nella classifica italiana, e Firenze, che quest'anno è quindicesima nella classifica generale ma medaglia di bronzo in quella delle grandi città, dopo Venezia e Genova. Passi avanti per tutte e tre le realtà: Siena, rispetto al rapporto dello scorso anno, è avanzata di 4 posizioni, Prato di 14 e Firenze di 2. Ha perso terreno invece Pisa, che pur rimanendo tra le prime 20 città italiane, è passata dal 12° al 17° posto. Eppure la città in termini assoluti è anche migliorata su molti parametri, ma la competizione sulla qualità ambientale si fa più serrata e altri capoluoghi hanno raggiunto standard migliori. In termini complessivi al di sotto della sufficienza in Toscana c'è solo Massa (89° in Italia), che continua a scendere verso il basso, nonostante la sua performance nel rapporto 2006 la collocasse al 27° posto. Anche in questo caso lo scarso risultato non è dovuto a grandi peggioramenti nei valori assoluti dei parametri, piuttosto al mancato adeguamento agli standard prevalenti in altre città. A far troppo poco in Toscana sono anche Pistoia e Lucca, anch'esse città il cui punteggio è inferiore a quello medio nazionale.

“Ecosistema Urbano è uno strumento per verificare la qualità dell'ambiente urbano in tutti i capoluoghi d'Italia, serve a conoscere le singole realtà e a confrontare l'operato delle varie amministrazioni – ha introdotto Piero Baronti, presidente di Legambiente Toscana - Come tutti i rapporti in cui la sintesi è data da una classifica, anche questo studio di Ambiente Italia offre ai Comuni che hanno dato le migliori performance una gratificazione, allo stesso modo è un pungolo per chi è rimasto indietro. Da una lettura trasversale dei dati, però – continua Baronti - quello che emerge dal rapporto è un elemento allarmante: i capoluoghi toscani sono tra i peggiori per quanto riguarda la produzione di rifiuti solidi urbani pro-capite e troppo alto è anche il consumo di carburanti. Quelli a cui si riferisce ecosistema urbano 2009 sono dati del 2007, mi auguro che il prossimo anno, quando presenteremo i dati del 2008, la tendenza si sarà invertita, soprattutto dopo quello che stiamo vedendo dall'inverno passato sul dramma dei rifiuti a Napoli e a seguito dell'aumentata consapevolezza circa l'avanzamento dei mutamenti climatici legati all'effetto serra di cui è fortemente responsabile anche la combustione di carburanti. Sono settori questi – conclude Baronti – in cui le politiche pubbliche possono far qualcosa per incentivare le buone pratiche, ma dove la responsabilità principale rimane in capo ai cittadini”.

Tornando alle politiche che le amministrazioni possono attuare per migliorare la qualità dell'ambiente urbano, vediamo in dettaglio che cosa ha portato Siena, capoluogo del centro Italia circondato da eccellenze del nord, a piazzarsi al secondo posto e, unica insieme a Belluno, a superare il 70% del punteggio realizzabile rispetto al 100% di una ipotetica città ideale. Il capoluogo toscano corona una rimonta costante iniziata dalla 20ª posizione di Ecosistema Urbano 2007, poi 6ª lo scorso anno, e lo fa confermando ottimi risultati in alcuni degli indicatori fondamentali della ricerca. Siena migliora infatti nell’inquinamento atmosferico, dove le medie dell’NO2 passano dai 37 microgrammi dello scorso anno ai 31 attuali e quelle del Pm10 che scendono da 35 microgrammi a 27, anche la percentuale di perdite nella rete idrica scende dal 26% all’attuale 22%. La città del Palio migliora poi la percentuale di acque reflue depurate che arriva al 95% (era al 93% lo scorso anno), aumenta ancora i metri quadrati per abitante di superficie dedicati alle bici (che passano dai 3,51 della scorsa edizione ai 4,51) e quelli limitati al traffico veicolare che salgono a 30,94 metri quadrati pro capite (erano 30,79 in Ecosistema Urbano 2008) e in questo caso valgono al capoluogo toscano il primo posto nella classifica di settore. Siena conferma poi i già ottimi risultati nel trasporto pubblico dove rimane di gran lunga la prima tra le piccole città con 245 viaggi per abitante all’anno effettuati sugli autobus, così come anche nelle energie rinnovabili si conferma all’avanguardia, con il primato assoluto nel solare termico dove passa dai 2 metri quadrati installati su edifici comunali ogni 1.000 abitanti ai 9,65 dichiarati quest’anno.

Anche in questo caso però, tra le tante note positive, bisogna segnalare qualche passo falso che Siena colleziona, ad esempio, nella percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti che, pur rimanendo al di sopra del 35% minimo, scende dal 39% dello scorso anno al 38% e ciò messo insieme ad un monte di rifiuti prodotti che pur calando rimane tra i più elevati in assoluto (si attesta su i 755,5 Kg/abitante all’anno, erano 772 lo scorso anno) non fa certo un bel quadro. Nel capoluogo toscano aumentano anche i consumi idrici (da 174 litri per abitante all’anno della passata edizione del rapporto, agli attuali 186,8) e quelli elettrici che da 1.199 kWh ad uso domestico per abitante all’anno dello scorso anno salgono oggi a 1.259 kWh.

Differenti, almeno in parte, i motivi che hanno portato Prato all'8° posto in Italia, questo a testimonianza del fatto che ampi margini di miglioramento ci sarebbero anche per le città più sostenibili. Prato si è molto impegnata negli ultimi anni per raggiungere il livello cui si trova adesso: la città distrettuale era solo 43ª in Ecosistema Urbano 2006, poi 26ª nell’edizione 2007 e 22ª in quella 2008. La buona prestazione di Prato è dovuta principalmente ad un generico miglioramento in quasi tutti gli indicatori della ricerca. Il capoluogo toscano peggiora infatti solo nei consumi elettrici (dove i kWh consumati per abitante all’anno salgono dai 998 dello scorso anno ai 1.114 attuali) e nei consumi di carburante che passano da 410 Kep per abitante all’anno a 414 in questa edizione. Tutto il resto migliora o rimane invariato come, ad esempio, la raccolta differenziata dei rifiuti che resta ferma poco sopra al 35%. I passi avanti più evidenti Prato li colleziona nell’inquinamento atmosferico dove abbatte i valori in tutti e tre gli inquinanti principali; nell’intero settore della mobilità, dal trasporto pubblico dove passa dai 46 dell’anno scorso ai 54 viaggi per abitante all’anno, alle zone limitate al traffico veicolare, che passano dai 0,13 metri quadrati pro capite agli attuali 2,16, fino ai metri di suolo complessivamente destinati alle bici che crescono dai 6,64 metri equivalenti agli attuali 11,85. Prato poi migliora anche nei metri quadrati di verde urbano fruibile che aumentano dai 31 della passata edizione ai 34,71 attuali che valgono il terzo posto assoluto nella graduatoria di settore, così come migliora vistosamente anche nei KiloWatt installati su edifici comunali ogni 1000 abitanti di solare fotovoltaico: Prato in questo caso è seconda in Italia salendo dai 2 kW dell’anno passato agli attuali 3,23. "E’ un ottimo risultato per Prato che testimonia l’alta attenzione delle politiche pubbliche locali, e anche di soggetti privati, sulle questioni dell’ambiente urbano - ha dichiarato il Sindaco Marco Romagnoli - Già in passato avevo commentato questi risultati, anche quando Prato si trovava più in giù in classifica, facendo rilevare come la nostra posizione fosse comunque lusinghiera, in rapporto ad una realtà industriale, qual è la nostra, che rimane tale nonostante le difficoltà di questi anni. Facevo in sostanza notare che le tematiche dell’ambiente sono per una realtà industriale più complesse rispetto ad altre parti. A maggior ragione, ora che siamo nei top 10 di “Ecosistema urbano”, valgono, rafforzate, considerazioni fatte nel passato: non è impossibile, anche se non è semplice, unire economia e ambiente. E’ uno sforzo che ci impegna da anni . Al di là, di una posizione più avanzata e meno avanzata, c’è il riconoscimento del nostro impegno, e dell’impegno della città. Un impegno costante nel tempo".

Ecosistema Urbano quest'anno ha registrato un avanzamento in classifica anche del Comune di Firenze: dalla 71ª posizione del rapporto 2005, si è classificata 61ª nel rapporto 2006, per poi scalare al 40° posto nel 2007, al 17° lo scorso anno e giungere al 15° posto in questa edizione del rapporto. "Continua il trend in salita di Firenze che vede la nostra città posizionarsi sempre meglio su temi importanti come l'inquinamento atmosferico, il verde urbano, la mobilità ciclabile - ha commentato l'assessore all'ambiente del Comune di Firenze Claudio del Lungo - Siamo soddisfatti dei risultati anche se c'è ancora da fare. La classifica di oggi ci dice che le iniziative che facciamo contro l'inquinamento sono abbastanza efficaci e si deve continuare per migliorare ancora" Tra le 13 più grandi città italiane, Firenze si colloca in terza posizione, dopo Venezia e Genova, ma prima di centri come Bologna, Torino, Milano e Roma. I settori in cui comparativamente si comporta meglio sono quelli degli spazi urbani liberi dalle auto: nella classifica generale è 6° grazie agli 0,83 mq/ab di isola pedonale e 5° per estensione della ZTL (11,19 mq/ab), per il verde urbano fruibile raggiunge il 6° posto con 30,37 mq a testa. Anche in questo caso, la produzione di rifiuti pone purtroppo la città agli ultimi posti in Italia.

LA TOSCANA IN BREVE
ECCELLENZE E CRITICITA' MAGGIORI
REGISTRATE DA ECOSITEMA URBANO 2009 NEI CAPOLUOGHI TOSCANI


SIENA: è la prima in Italia per le ZTL, il solare termico su edifici comunali e, tra le piccole città, per i trasporti pubblici, ma agli ultimi posti per produzione pro-capite di R.S.U. (94° in Italia) e consumo di carburanti (92° in Italia).
PRATO: è la seconda città italiana in quanto a potenza energetica di pannelli fotovoltaici installati, al terzo posto per il verde urbano fruibile, al settimo per i consumi idrici (128 l/ab/gg) e all'undicesimo per le aree verdi. Poche sono invece le imprese certificate rispetto alla media nazionale e per produzione pro-capite di RSU si colloca al 97° posto in Italia.
FIRENZE: ai primi posti nelle classifiche settoriali nazionali per quanto riguarda la domanda e l'offerta di trasporto pubblico locale su autobus (5°), è 8° per numero di auto circolanti (55/100 ab), 6° grazie agli 0,83 mq/ab di isola pedonale e 5° per estensione della ZTL (11,19 mq/ab), per il verde urbano fruibile raggiunge il 6° posto con 30,37 mq a testa. Troppi sono comunque i rifiuti prodotti e anche i consumi domestici di elettricità andrebbero ridotti.
PISA: è la prima in Italia per le aree verdi (merito del Parco di San Rossore), è terza per estensione della ZTL (14,88 mq/ab) e quarta per imprese certificate ISO14001 (oltre 4,5 ogni 100 imprese), terzultima invece per produzione pro-capite di R.S.U. (827 kg/ab/a) e la peggiore in Toscana e tra le ultime 10 città italiane per consumo elettrico domestico (kwh/ab).
LIVORNO: è il capoluogo toscano che produce meno R.S.U: “solo” 609 kg per abitante all'anno, si trova tra le prime posizioni nazionali (6°) per numero di auto circolanti ogni 100 abitanti e ha quasi raddoppiato le certificazioni ISO 14001 in relazione al numero di imprese conquistando l'8° posizione nazionale. Per quando riguarda il consumo di benzina e diesel invece è tra gli ultimi comuni: ogni abitante in un anno brucia 608 kep di carburante.
GROSSETO: Il consumo di carburanti è anche quest'anno il più alto in Toscana (635 kep/ab/a). é il Capoluogo in Toscana con minore concentrazione annua di polveri sottili.
AREZZO: è il capoluogo toscano che consuma meno acqua (118 l/ab/gg), la metà rispetto ai consumi di Massa. Non emerge poi in nessun altro settore, da evidenziare la 17° posizione in italia per il fotovoltaico sugli edifici comunali (0,34 kw/1000ab) e per le pochissime certificazioni in possesso delle imprese.
PISTOIA: tra i comuni toscani è quello con la minore concentrazione di NO2, anche i consumi idrici non sono male, dopo Arezzo è il Comune toscano che produce meno RSU (ma sono pur sempre molti) tuttavia il consumo di carburanti in Toscana è prossimo a quello estremamente elevato di Grosseto.
LUCCA: è la prima in Italia per il verde urbano fruibile, anche le aree verdi complessive a portano in altro nella relativa classifica nazionale (10° posto). 0,68 mq/ab di isola pedonale portano il comune al nono posto nazionale ed il 43,5% di RD fanno primeggiare Lucca in Toscana e assicurano la 15° posizione relativa nazionale. Tuttavia è altissima la quantità di rifiuti pro-capite prodotta (786 kg/ab/a), tanto che il comune occupa da questo punto di vista il sestultimo scalino.
MASSA: in Italia ha la più alta produzione pro-capite di R.S.U. (889,3 kg/ab/a) ed è la seconda città capoluogo in Italia per i consumi idrici (252 l/ab/gg). Abbastanza bene invece per aree verdi, concentrazione di ozono e auto circolanti (59 ogni 100 abitanti e 18° posto in classifica nazionale).

LA METODOLOGIA IN BREVE

Il dossier, sia attraverso questionari e interviste dirette ai 103 comuni capoluogo di provincia, sia sulla base di altre fonti statistiche, raccoglie informazioni su 125 parametri ambientali per un corpus totale di oltre 125mila dati. La classifica nazionale è stilata sulla base della sintesi di questi dati in 26 diversi indicatori di qualità ambientale che fanno riferimento alle tre macro-classi degli indicatori di pressione, di stato e di risposta, atti a misurare il carico generato sull’ambiente dalle attività umane (perdite di rete idrica, consumi di acqua potabile, di carburante, di elettricità, produzione di rifiuti solidi urbani, tasso di motorizzazione), la qualità dell’ambiente fisico (smog, inquinamento idrico, verde urbano) e la qualità delle politiche messe in campo dall’amministrazione pubblica (depurazione, raccolta differenziata, trasporto pubblico, qualità ambientale parco auto, isole pedonali e zone a traffico limitato, piste ciclabili, gestione ambientale nelle imprese e nella pubblica amministrazione, sviluppo di politiche energetiche, diffusione delle rinnovabili, monitoraggi e rilevamenti della qualità ambientale). Le categorie che pesano più di tutte nella determinazione dei pesi sono: aria e trasporti, ciascuna per il 21%, poi l’ambiente urbano per il 16%, l’energia per il 15%, l’acqua per il 14% e i rifiuti per il 13%. Oltre la metà del sistema di pesi (56%) è concentrato sugli indicatori di risposta, il 27,5% sugli indicatori di stato e il 16,5% sugli indicatori di pressione.

CLASSIFICA FINALE ECOSISTEMA URBANO 2009

Fonte: Legambiente, Ecosistema Urbano 2009 (Comuni, dati 2007)
Elaborazione: Istituto di Ricerche Ambiente Italia

LEGGI IL DOSSIER COMPLETO

Laura Fossi - Ufficio Stampa Legambiente Toscana - cel. 3284334111 - ufficiostampa@legambientetoscana.it

Torna ai comunicati stampa