02/12/2008 - Pendolaria si conclude in Toscana con un’assemblea generale 

Firenze, 2 dicembre 2008 Comunicato Stampa



Sindacati dei ferrovieri, pendolari e associazioni di utenti e consumatori
intervengono al tavolo e si confrontano con
l'Assessore Regionale ai Trasporti Riccardo Conti
e con il responsabile di Trenitalia per il trasporto regionale Francesco Cioffi



Oggi a Firenze è nata una grande alleanza di cittadini a sostegno del trasporto pubblico locale, quello su rotaia, quello del trasporto ferroviario dei pendolari. Insieme, Legambiente e comitati dei pendolari, Sindacati, associazioni di utenti e consumatori, ognuno coi propri contenuti e coi propri coordinamenti, tutti animati dalla convinzione che i treni locali non vadano penalizzati ma valorizzati. Che significa migliorare la qualità del servizio, aumentati in termini di quantità e frequenza. Va bene Memorario, ma occorre mantenere quel grande patrimonio che è la rete delle linee ferroviarie locali. Inoltre, va ricordato che l'eventuale esclusione dei ferrovieri fiorentini dal servizio AV porterebbe ad una perdita consistente di posti di lavoro a Firenze, a favore di altre regioni, nonché ad una perdita di elevate professionalità direttamente connesse al settore ferroviario. Settore che ha una lunga storia nel nostro territorio, e che ora occupa ben 4.000 addetti solo a Firenze, dove sono presenti siti di grande interesse nazionale per le Ferrovie, quali il Polo dell'Osmannoro, l'ingegneria e la sperimentazione di Viale Lavagnini, l'Agenzia Nazionale della Sicurezza Ferroviaria.

“A dimostrazione che il potenziamento del trasporto pubblico e l'investimento sul ferro anziché sull'asfalto – dichiara Edoardo Zanchini, Responsabile Nazionale Trasporti di Legambiente – sono temi trasversali che interessano tutti, vi è la ricetta del Governo Sarkozy alla Grenelle de l’Environnement: il 50% della spesa nazionale per le opere pubbliche deve andare alla realizzazione di nuove linee di metropolitane e del servizio ferroviario pendolare, di tram. In modo da realizzare gli interventi di ammodernamento delle linee urbane, di realizzazione di binari dedicati al trasporto regionale e metropolitano, tratte di aggiramento per le merci, nuove stazioni attrezzate con parcheggi e servizi”.

“La Regione e il Governo Nazionale quindi – dichiara Piero Baronti, Presidente di Legambiente Toscana – facciano altrettanto! Si rivedano le priorità infrastrutturali: il Ponte sullo Stretto, con 6 miliardi di euro di spesa previsti, costerà quanto il progetto annunciato e mai realizzato dei nuovi 1000 treni per i pendolari. Non sarebbe il caso di stornare questi fondi sulle linee strategiche di TPL e sui collegamenti su rotaia dei pendolari?! Nella nostra Regione, si potrebbe per es. raddoppiare la linea che collega Firenze tramite Prato e Pistoia a Viareggio; raddoppiare la Siena – Empoli e la Siena – Chiusi; potenziare e velocizzare la Siena – Grosseto e con essa la Porrettana sull’Appennino Pistoiese, la Lucca – Aulla che attraversa la Garfagnana; la linea casentinese che collega la Val Tiberina all’Umbria e alla nostra Val di Chiana; la Arezzo – Sinalunga. Si potrebbero rendere più efficienti le linee ferroviarie del Mugello e Val di Sieve. Si potrebbe completare in tempi rapidi la Pontremolese. Si potrebbe rendere più facile la vita a chi fruisce la tratta Arezzo/Firenze e ai pendolari che usano il servizio tra Arezzo, Chiusi e Roma. Si potrebbe recuperare completamente la Cecina/Volterra. E infine migliorare definitivamente la linea tirrenica che collega il Lazio con la Liguria e il Piemonte. E’ un obiettivo ambizioso ma raggiungibile – conclude Baronti – basta davvero volere stornare fondi dalla gomma al ferro!”

Per uscire da questo stallo, le associazioni, i ferrovieri ed i comitati pendolari aderenti all'assemblea presentano oggi istanze precise, nuove misure e strategie di mobilità. La prima richiesta va al Governo: stornare i fondi. La richiesta principale posta a Trenitalia è che il servizio di AV non sia il pretesto per istituire una ferrovia “povera” per i pendolari e le fasce deboli della società ed una “ricca” per l’alta velocità. Lo Stato paga le infrastrutture, tutti pagano le tasse, ma alla fine l’Alta Velocità/Alta Capacità serve soltanto a chi va da Roma a Milano; tutti gli altri utenti vedono peggiorare il servizio, penalizzati dai treni superveloci per super-manager. Per migliorare il servizio di trasporto pubblico bisognerebbe poi cercare di rafforzare la frequenza dei treni, potenziare le linee locali e metropolitane, cercare l'intermodalità, razionalizzando le coincidenze e i nodi di scambio, provvedere al rinnovo del parco rotabile e mantenere un filo diretto con l'utenza per percepire disagi e suggerimenti.

Oggi nasce un’alleanza inedita e degna di nota tra pendolari e associazioni dei ferrovieri. Tra chi spesso sciopera a ragione e chi quegli scioperi subisce. Tra fruitori e lavoratori del mondo ferroviario. Legambiente con Pendolaria ha trovato la chiave giusta per coinvolgere un amplissimo spettro della cittadinanza attiva. In vista di una mobilità più equa, più sostenibile, più efficiente e a misura d’uomo.

La categoria dei ferrovieri infine, in questi ultimi giorni, è anche in lotta contro la dirigenza di Trenitalia a causa del caso De Angelis, il ferroviere responsabile della sicurezza licenziato per aver denunciato rischi connessi all'introduzione di alcune nuove tecnologie. Per questo motivo dai sindacati dei ferrovieri è stata predisposta una mozione per la reintegrazione in servizio del collega da sottoporre ai partecipanti dell'assemblea, durante il corso dei lavori odierni.

Locandina e Programma dell'Assemblea

Documento congiunto

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