09/01/2009 - Padule di Fucecchio - le associazioni ambientaliste chiedono un incontro con le istituzioni 

Firenze, 9 gennaio ’09 Comunicato stampa

Sì all’ampliamento della Riserva del Padule di Fucecchio, come indicato dal mondo scientifico

No alla riduzione dell’Area Contigua!

Le articolazioni regionali e locali di Legambiente, Italia Nostra e WWF hanno richiesto un incontro alle Istituzioni competenti per discutere del futuro della Riserva Naturale del Padule di Fucecchio.

Lo stato della tutela del Padule è assolutamente al di sotto delle condizioni minime dettate dal rispetto delle normative nazionali e comunitarie, e non è ammissibile che nell’area umida più vasta ed importante della Provincia di Firenze la parte protetta sia una percentuale irrisoria. Ma il problema non è solo di ordine quantitativo. Le associazioni ambientaliste hanno accolto positivamente la notizia relativa all’acquisto da parte della Provincia di Firenze di un fondo di una quarantina di ettari situato nel Padule di Fucecchio, ma al tempo stesso hanno già manifestato viva preoccupazione per alcune dichiarazioni secondo le quali l’ampliamento della riserva naturale dovrebbe attuarsi direttamente nei fondi acquisiti, che in realtà consistono in un insieme di particelle disaggregate e non contigue all’attuale area protetta.

La Regione Toscana sostiene da tempo che debba essere assolutamente evitata la realizzazione di un’altra piccola area disgiunta dalle due superfici protette del Padule e, sulla base delle indicazioni provenienti dal mondo scientifico, ha prescritto alla Provincia di Firenze di ampliare la Riserva Naturale, indicando con precisione la necessità di inserire aree adiacenti all’attuale superficie protetta interprovinciale delle Morette, in modo da ottenere un corpo unico “di superficie non inferiore ai 200 ettari”. In tale ottica, l’area acquisita dalla Provincia, ed altre eventualmente disponibili, potranno essere opportunamente utilizzate per operarvi il trasferimento di alcuni appostamenti fissi di caccia, in modo che la sottrazione di certe aree alla caccia possa essere concertata con quella parte del mondo venatorio che condivide le ragioni della conservazione della fauna selvatica. Non vi è dubbio che si tratta di una strada più impegnativa e difficile (che potrà richiedere anche tempi più lunghi), ma è la sola che valga la pena percorrere se si intende perseguire l’interesse generale, e la sola che saremo disposti a sostenere.

Un secondo motivo di forte preoccupazione risiede nella decisione dell’amministrazione provinciale fiorentina di proporre alla Regione Toscana addirittura il dimezzamento dell’area contigua, con l’esclusione di aree di notevole pregio naturalistico e paesaggistico. La deperimetrazione dell’area contigua, per un totale di ben 600 ettari, riguarderebbe infatti i chiari ed i prati umidi a sud di Cavallaia, che nei mesi primaverili ospitano presenze ornitiche importanti (anche specie rare come gru, fenicotteri e gufi di palude) e in estate la nidificazione della pavoncella e, nelle immediate vicinanze, della cicogna bianca. Si tratta a nostro avviso di un atto molto grave che esporrebbe tali aree a varie minacce, come la ripresa dell’utilizzazione dei pallini di piombo e l’espansione delle attività vivaistiche.

Ci auguriamo pertanto che la Provincia di Firenze abbia il coraggio e la coerenza di tornare su decisioni e orientamenti privi di alcun fondamento scientifico.

Per Italia Nostra:
Nicola Caracciolo (Presidente Sezione Regionale Toscana)
Michele Liguori (Sezione Medio Valdarno Inferiore)

Per Legambiente:
Fausto Ferruzza (Direttore Legambiente Toscana)
Marco Boldrini (Presidente Circolo Empolese Valdelsa)

Per il WWF:
Guido Scoccianti (Presidente WWF Toscana)
Cristina Raugei (Gruppo di Empoli)



Torna ai comunicati stampa