29/01/2009 - DEPURATORE E RISERVA NATURALE: IL FUTURO DEL PADULE 

Empoli lì, 29/01/2009 Comunicato Stampa

Legambiente Valdelsa interviene ancora una volta per fare un po’ di chiarezza sul rapporto fra il progetto del Tubone e la gestione complessiva del Padule di Fucecchio.

Bisogna ricordare prima di tutto che l’ampliamento della Riserva Naturale non è una richiesta delle sole associazioni ambientaliste, ma soprattutto della Regione, che da oltre 10 anni prescrive alla provincia di Firenze un adeguato incremento di quella che è la più piccola area protetta d’Italia nella più grande palude interna del nostro Paese.

Inoltre, non è vero che la Riserva esistente è gestita dalle associazioni ambientaliste, che pure ne avrebbero pieno titolo, visto che in Italia gestiscono centinaia di aree, con vantaggi per la biodiversità e per i cittadini che possono accedervi senza trovarsi davanti divieti, catene e cartelli minacciosi. Le attuali Riserve, sia pistoiese che fiorentina, sono gestite dalle Province, che hanno affidato con apposite convenzioni alcune attività al Consorzio di Bonifica e, per quanto riguarda la sola Pistoia, al Centro di Documentazione che è una ONLUS i cui amministratori operano a titolo gratuito e sono a grande maggioranza esponenti degli Enti locali, con la presenza paritaria di rappresentanti delle associazioni ambientaliste, degli agricoltori e dei cacciatori. La gestione delle Riserve Naturali ha poi dimostrato la capacità di attrarre sul territorio finanziamenti regionali, statali e comunitari che altrimenti avrebbero preso altre strade, e che hanno creato reddito e occupazione per ditte locali, tecnici progettisti, guide ambientali. Cosa che non ci sembra avvenga per l’attività venatoria, tranne per i pochi privilegiati che percepiscono la rendita dell’affitto dei posti caccia nei cesti, tanto più ricercati quanto più sono vicini alle Riserve Naturali.

Quanto al Tubone poi, anziché giubilo abbiamo sempre espresso critiche precise, che rimangono forti rispetto a un progetto che renderà ancor più artificiale il sistema-padule, e più vulnerabile la sua splendida biodiversità. E tuttavia rivendichiamo di aver contribuito, insieme ad altre associazioni locali della Valdelsa e della Valdinievole, a alcuni partiti, Enti locali e alla parte più illuminata del mondo venatorio, a ottenere che parte della depurazione restasse localizzata a monte del Padule, per garantire un adeguato apporto idrico nei periodi di siccità, a tutela delle piante e degli animali presenti qui in misura maggiore di ogni altra area umida dell’Italia subpadana. Per tutelare la risorsa idrica invece di prosciugare i canali causando morie monumentali come nel settembre scorso.

Queste considerazioni sono state condivise da Regione e Ministero dell’Ambiente, Province e Comuni, e hanno portato non ad accantonare ma almeno a migliorare il progetto del Tubone, che non abbiamo certo voluto noi e su cui restiamo critici e preoccupati.

Da tutto questo nessuna associazione ambientalista ha mai guadagnato un euro, semmai centinaia di riunioni, impegni, redazione di documenti e comunicati, sempre a titolo di volontariato ma almeno con la soddisfazione di aver contribuito a tutelare un bene di tutti, al posto dei privilegi di pochi.



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