12/02/2009 - LEGAMBIENTE, LIPU E WWF: SULLA CACCIA LA REGIONE PARTORISCE UN TOPOLINO 


Firenze, 12 febbraio 2009 COMUNICATO STAMPA

BASSO PROFILO DEL DOCUMENTO PROGRAMMATICO DELLA REGIONE TOSCANA
LE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE NON LO SOTTOSCRIVONO

“Dopo un percorso apparentemente ambizioso, sorretto pure da un impegno economico, la Regione Toscana partorisce un topolino”. Questo il commento congiunto di Legambiente, Lipu e Wwf rispetto ad aspettative e obiettivi falliti dalla Regione per la caccia sostenibile in Toscana, unica caccia possibile.

La Conferenza Regionale sulla Caccia organizzata domani e dopodomani ad Arezzo avrebbe dovuto vedere insieme tutti i soggetti interessati tra cui, in primis, le Associazioni agricole, ambientaliste e venatorie, ma si è prodotto un nulla di fatto, ottenendo invece che le associazioni ambientaliste non possano sottoscrivere il documento programmatico finale che la Regione intendeva portare a coronamento nel corso della conferenza con la sottoscrizione di tutte le parti sociali (associazioni venatorie, agricole e ambientaliste).

A differenza di quanto avvenuto a livello nazionale dove agricoltori, ambientalisti e cacciatori hanno sottoscritto un documento congiunto, il cosiddetto documento del Tavolo degli stakeholders, chiaramente incentrato a consolidare e rafforzare principi e applicazione della legge 157/92, il documento programmatico finale proposto dalla Regione Toscana - sostengono Legambiente, LIPU e WWF - è stato lasciato volutamente troppo vago e inadeguato mentre questa Amministrazione aveva tutte le carte in regola per compiere passi decisi verso un’attività venatoria sostenibile e mettere in campo l’ambizione necessaria per essere la regione italiana all’avanguardia in questo ambito.

Il documento programmatico, invece, contiene poche iniziative avanzate e in diversi casi anzi fa registrare passi indietro rispetto alla situazione attuale tra i quali Legambiente, LIPU e WWF ritengono inaccettabili gli scivoloni riguardanti l’ulteriore aumento della mobilità dei cacciatori, soprattutto rispetto alla fauna migratoria, e la scelta di una gestione ‘non conservativa’ di alcune specie di ungulati.

Chi ha a cuore il territorio rurale, le esigenze del mondo agricolo e la sfida comune della conservazione della natura, come Legambiente, LIPU e WWF, è consapevole della necessità di costruire grandi alleanze e di evitare di perdere ogni occasione utile. Peccato che la Regione Toscana questa l’abbia persa.



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