19/05/2009 - RIQUALIFICAZIONE DEL FIUME ERA 

Pisa, 19 Maggio 2009 Comunicato Stampa

LEGAMBIENTE E LA PROVINCIA DI PISA INDIVIDUANO
LE SOLUZIONI PER UNA MIGLIORE RIQUALIFICAZIONE
PAESAGGISTICA E AMBIENTALE DEL FIUME ERA

2015 TERMINE ULTIMO PER RAGGIUNGERE
IL "BUONO STATO DI SALUTE" DELLE ACQUE SUPERFICIALI

DOPO LO STUDIO SVOLTO DA LEGAMBIENTE NEL 2006 SUL FIUME ERA
LE PRIME INDICAZIONI PROPOSITIVE

Stamani a Pisa, presso la sede dell’Amministrazione Provinciale, si è svolta la conferenza stampa di lancio della seconda fase del progetto di Legambiente rivolto alla riqualificazione paesaggistica e ambientale del fiume Era. Il 2015, infatti, ai sensi della Direttiva Europea 2000/60/CE recepita dall’Italia con il D.Lgs. 152/06, è il limite temporale entro il quale è necessario raggiungere un buono stato di qualità delle acque, avendo come riferimento parametri e indicatori biologici, idrologici e chimico-fisici dettati dalla stessa Direttiva. Da questo "Studio di fattibilità" che l’associazione sta svolgendo con il contributo e la collaborazione della Provincia di Pisa, sortiranno le prime indicazioni per cercare di centrare l’obiettivo. Già la prima fase dello studio condotto nel 2006, aveva evidenziato infatti, criticità, tratti di pregio e zone da riqualificare dal punto di vista della funzionalità fluviale.

"Alcune criticità dell’ecosistema fluviale erano già emerse durante lo studio elaborato nel 2006 con una funzionalità fluviale complessivamente scadente - dichiara Federico Gasperini, Responsabile acque di Legambiente Toscana - sicuramente il fiume risente della remota trasformazione agricola di tutta la Val d’Era e degli interventi idraulici per il controllo delle acque, ma una criticità acclarata in particolar modo negli ultimi anni, riguarda la carenza idrica estiva come dimostrano i dati dello stesso Piano stralcio Bilancio idrico dell’Autorità di Bacino del fiume Arno". "Sarà necessario - prosegue Federico Gasperini - rivedere tutti gli usi idrici per riuscire a centrare l’obiettivo di qualità al 2015 dato che l’aspetto quantitativo è legato strettamente a quello qualitativo".

Lo studio, ancora in corso, ha l’obiettivo di individuare gli interventi e le azioni da intraprendere per il raggiungimento di una “buona” qualità delle acque alle scadenze temporali imposte dalla normativa.

Dello stesso parere, Fausto Ferruzza, Direttore di Legambiente Toscana il quale afferma - "Non è possibile prescindere da un’accurata analisi della pianificazione di settore, incrociata con quella territoriale (PIT, PTC, PS) e con il Piano di Sviluppo Rurale per mettere in atto le sinergie necessarie. Dato che la scarsa funzionalità del fiume evidenziata nel precedente studio comporta la diminuzione della potenziale biodiversità dell’ambiente fluviale e della capacità auto/depurativa del corso d’acqua, l’attuale progetto - prosegue Fausto Ferruzza - terrà anche conto dei principi legati alla tutela della biodiversità quale necessità per la conservazione della natura e lo sviluppo sostenibile. Pertanto le proposte progettuali terranno conto di quanto evidenziato nella Direttiva Habitat (Direttiva 92/43/CEE), nonché degli indirizzi e modalità operative riportate nelle Linee Guida di APAT: “Gestione delle aree di collegamento ecologico funzionale”.

Altro aspetto da tener presente, dunque, è la tutela della biodiversità come risulta evidenziata dalle parole del Direttore di Legambiente Toscana.Sempre sull'argomento puntando l'accento sulle opportunità di migliori risultati progettuali si esprime il Presidente di Legambiente Toscana, Piero Baronti "E’ necessario utilizzare al meglio l’opportunità offerta dalle nuove progettazioni in modo da realizzare opere che abbiano anche l’obiettivo di migliorare qualitativamente l’ecosistema fluviale e le aree ad esso circostanti".

L’approccio metodologico nell’ambito del presente progetto, punterà quindi ad individuare le soluzioni progettuali che, nell’assoluto rispetto della sicurezza idraulica, permettano, da un lato la riqualificazione ambientale e paesaggistica del Fiume Era, e dall’altro una riduzione significativa dei carichi di inquinanti ivi presenti. Inoltre, saranno elaborate proposte volte a valorizzare da un lato le emergenze naturalistiche presenti sul territorio ed il ripristino della continuità ecologica, dall’altro una corretta fruibilità del fiume.

"Questo progetto sulla qualità delle acque superficiali del fiume s’inquadra nel contesto di una campagna complessiva promossa in questi anni dalla Provincia di Pisa - afferma Valter Picchi, Assessore all'Ambiente della Provincia di Pisa - per la ‘salvaguardia totale’ del bacino dell’Era. Una strategia della quale, oltre all’aspetto appunto della tutela della salubrità idrica (che si eserciterà ad esempio attraverso il controllo delle potenziali fonti inquinanti, a partire dagli scarichi civili e industriali), prevede tutta una serie di altri capitoli. Fra essi quello della difesa idraulica, che vede in atto la realizzazione di un articolato sistema di casse d’espansione, con un impegno di risorse di provinciali, regionali e statali pari globalmente a oltre 20 milioni di euro: il risultato sarà la messa in sicurezza del territorio rispetto ai maggiori eventi alluvionali registrati negli ultimi 2 secoli. E poi c’è l’impegno, assolutamente non secondario - conclude Valter Picchi - per il mantenimento del ‘paleoalveo’, mirato alla conservazione della risorsa idrica e in base al quale è previsto, nei prossimi anni, il blocco di nuove attività estrattive".


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