31/05/2009 - Terra futura: 29-31 maggio 2009 - Un Green New Deal per cambiare modello di sviluppo 



Terra futura: 29-31 maggio 2009

Un Green New Deal per cambiare modello di sviluppo
Legambiente: “Per uscire dalla crisi occupazione sostenibile
per l’ambiente e per la società”


“Per uscire dalla crisi tutte le grandi economie mondiali hanno scelto di investire cospicui stanziamenti in programmi destinati a promuovere l'energia verde, le tecnologie pulite, l'efficienza energetica. Al contrario il Governo italiano sostiene di aver reso disponibili ben 45 miliardi di euro, risorse in realtà già programmate da tempo di cui l’unica novità è costituita solo da 5 miliardi, in larga parte ricavati da fondi previsti per altri settori. La dimensione di questo intervento se paragonato con quello di altri Paesi è pressoché inesistente. Confrontandosi, infatti, con gli Stati Uniti (1017 mld), Regno Unito (753 mld) Germania (726 mld), Francia (437 mld), Spagna (210 mld), Giappone (493 mld) Cina (398 mld) è chiaro come il Governo italiano non solo ha assolutamente sottovalutato la situazione, ma non ha scelto minimanente di affrontarla puntando su innovazione, efficienza e qualità ambientale”.

Queste le considerazioni di Maurizio Gubbiotti, coordinatore della segreteria nazionale di Legambiente a Terra Futura nel corso del convegno “Un Green New Deal per cambiare modello di sviluppo” a cura di Acli, Arci, Caritas Italiana, Cisl, Fiera delle Utopie Concrete, Fondazione Culturale Responsabilità Etica, Legambiente, Regione Toscana, Adescoop. Il convegno analizzando l’attuale crisi economica e le sue origini nell’attuale modello economico assolutamente insostenibile ha posto le basi per un confronto sulle proposte praticabili per combattere la recessione, tracciando le linee per un condiviso Green New Deal.

“Secondo gli esperti della Commissione Onu i 30 milioni di disoccupati in più rispetto al 2008 che si registreranno alla fine di quest’anno potrebbero diventare 50 milioni. Se non si prenderanno immediatamente provvedimenti e azioni efficaci circa 200 milioni di persone, particolarmente nei Paesi più poveri, potrebbero finire al di sotto della soglia di povertà, mentre altri milioni di famiglie nei Paesi maggiormente industrializzati stanno rischiando di perdere casa, assistenza sanitaria o pensione. In questo contesto è fondamentale promuovere una sinergia interdisciplinare tra ambientalismo e mondo del lavoro, che rilanci un’occupazione sostenibile per l’ambiente e per la società. Un’idea su cui Terra Futura ha articolato un giusto terreno di confronto esteso a livello internazionale per arrivare al prossimo G8 con proposte chiare e definite.”

L’Ufficio stampa Legambiente: Sabina Galandrini 347-4166793


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