08/10/2009 - GLI AMBIENTALISTI SUL PASTICCIO DELL’AUTOSTRADA TIRRENICA 

GLI AMBIENTALISTI SUL PASTICCIO DELL’AUTOSTRADA TIRRENICA

STRUMENTALE E IN CONTRASTO CON LA V.I.A. LA DIVISIONE PER LOTTI

ERRORI, INADEMPIENZE, PATTI DISATTESI

SI RIPRENDA L’IPOTESI DELL’ADEGUAMENTO E MESSA IN SICUREZZA DELL’AURELIA!

La SAT non sta rispettando i patti. E’ inaccettabile che in questi giorni di fatto si rimettano in discussione tutti gli accordi raggiunti e sanciti nella delibera CIPE del 18 dicembre scorso. Ed è ancora più inaccettabile il fatto che la discussione proceda oggi per piccoli lotti, quando non esiste ancora il progetto definitivo dell’autostrada Tirrenica e quando “frazionare” l’opera (con interlocuzioni bilaterali e riservate con ogni singolo comune) è in palese contrasto con la procedura di VIA. Come fa la Regione Toscana, che si fa giustamente vanto del proprio metodo concertativo sui territori, ad accettare questa deriva “disorganizzativa”?

Al momento non è dato sapere quale sia il punto di caduta nella mediazione tra le esigenze sacrosante delle comunità locali e quelle economico/finanziarie di SAT, ma se accettassimo l’idea che per i costi insostenibili (e/o comunque non sopportabili da SAT) il progetto preliminare su cui si era trovato l’accordo oggi può essere stravolto, allora a venir meno sarebbe la fiducia nell’intero iter procedurale.

Lo stralcio del lotto 1 è un grave errore perché non si può separare e quindi approvare/valutare un’opera così complessa per singole parti. A questo punto, piuttosto, converrebbe chiedere in modo forte e chiaro a SAT se è in grado di realizzare tutta l’opera alle condizioni date. Con le dovute garanzie sul piano economico/finanziario, coi prospetti previsionali di spesa e i conseguenti piani di rientro. O la cosa imbarazza?

O la cosa porterebbe tutti a convenire inevitabilmente su quello che diciamo da anni: e cioè che questo progetto non è una follia soltanto dal punto di vista ambientale/paesistico ma anche sul piano dei costi di realizzazione e di gestione (implicanti peraltro altissimi pedaggi che saranno imposti anche alle popolazioni locali per ripagare l’opera)?! E allora diciamola tutta: si riprenda (prima che sia troppo tardi) la sensatissima soluzione dell’adeguamento a 4 corsie più corsia d’emergenza dell’Aurelia e della sua definitiva messa in sicurezza. E non si perda altro tempo con concertazioni bilaterali a singhiozzo.

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