06/02/2010 - Edizione 2010 - Mal'aria industriale :A Piombino Legambiente si mobilita contro l’ipotesi nucleare per la centrale dell’Enel di Torre del Sale  

C'è qualcosa nell'aria… E' Mal'Aria! Edizione 2010 - Mal'aria industriale Il libro bianco sull'inquinamento atmosferico della campagna storica di Legambiente per promuovere una pianificazione energetica ambientale sostenibile

Iniziative e presidi nei principali siti industriali per chiedere azioni concrete A Piombino Legambiente si mobilita contro l’ipotesi nucleare per la centrale dell’Enel di Torre del Sale

NO AL NUCLEARE, SÌ AL METANO, PER UN USO CORRETTO DELL’ENERGIA RINNOVABILE, PER UN PIANO ENERGETICO DELLA VAL DI CORNIA


L’aria che si respira in alcune aree del nostro Paese, non è inquinata solo dalle classiche emissioni veicolari, ma è resa irrespirabile anche da alcuni composti chimici assai tossici, e in alcuni casi cancerogeni, emessi da fonti industriali. Sostanze, le quali, continuano a rendere insalubre l’aria che tanti sono costretti a respirare là dove vivono o lavorano. Insomma l’inquinamento atmosferico di origine industriale sembra incomprensibilmente sparito dall’attenzione dell’opinione pubblica e dei media. Ed è questo vuoto che Legambiente con questo dossier e la campagna Mal’Aria 2010 intende colmare. L’aria irrespirabile è l’esempio più emblematico della “mal’aria industriale” del nostro Paese. Per combatterla occorre uno sforzo collettivo da parte di tutti i protagonisti.

A Piombino, quest'anno, la giornata nazionale di Mal'aria è stata anche l'occasione per puntare l'indice contro l'ipotesi di localizzazione di un impianto nucleare a Torre del Sale. Dunque una manifestazione come momento di dibattito pubblico sui temi del nucleare e dell'energia. Serve un piano energetico completo per coprire tutta la zona interessata. Legambiente è seriamente preoccupata per la possibilità della riconversione della centrale. Il nucleare a Torre del Sale sarebbe la pietra tombale per la vita e l’economia della Val di Cornia e i territori limitrofi; si produrrebbe da subito la militarizzazione del territorio e un danno economico al solo annuncio della scelta del sito. Una riconversione della centrale sensata invece, per Legambiente, prevedrebbe lo smantellamento di quella esistente, ormai obsoleta e inquinante, e la costruzione di una nuova a metano molto più piccola dell’attuale che sfrutti il gasdotto Galsi proveniente dall’Algeria, che approderà proprio su questa costa, dando un contributo notevole all’equilibrio energetico della Val di Cornia. Questo è necessario ed urgente per l’enorme inquinamento che la centrale produce oggi in fase di accensione delle caldaie, in vista di una più generale bonifica dell’area e per mantenere una quota di occupazione.

L’energia rinnovabile deve essere governata e pianificata dagli enti locali. Non sono infondate, infatti, le preoccupazioni espresse in questi giorni anche dal Sindaco di Suvereto Paolo Pioli sulla deregolamentazione che favorisce le contrattazioni dirette tra le società che installano gli impianti e i proprietari dei terreni senza una discussione pubblica, con percorsi autorizzativi spesso estranei alle amministrazioni comunali. Non è possibile, dunque, che nei terreni coltivabili della Val di Cornia si prevedano 150 ettari di fotovoltaico e sui capannoni delle zone industriali e artigianali non sia previsto niente. Le fonti di energia rinnovabile devono essere supportate e programmate. Per l’eolico vanno definite le aree vocate, il fotovoltaico deve essere prioritariamente progettato per le coperture degli edifici, limitando al minimo l’occupazione di suolo agricolo; si deve, inoltre, pensare anche allo sfruttamento energetico delle correnti marine. Occorre un piano energetico locale del Circondario che programmi il risparmio energetico, l’efficienza, l’equilibrio fra produzione e consumi e l’installazione di impianti energetici favorendo innanzitutto le fonti rinnovabili.

"E' necessaria una pianificazione energetica ed ambientale del territorio integrata con gli strumenti urbanistici - dichiara Piero Baronti, Presidente di Legambiente Toscana - questo consentirebbe di acquisire i dati relativi ai flussi di energia facendo emergere le eventuali criticità e permetterebbe, di conseguenza, di definire e organizzare le diverse azioni mirate al risparmio e all’efficienza energetica. Ciò permetterebbe di monitorare, peraltro, l’effetto delle azioni introdotte e modificare dove occorre le strategie adottate. Sono gli enti locali - continua Baronti - che dovrebbero governare, redigere un piano energetico locale, programmare e indirizzare l’economia energetica, stimolare le categorie economiche, le grandi aziende e gli enti pubblici a presentare progetti che prevedano il risparmio, l’efficienza e le fonti alternative".

Per Torre del Sale, la deliberazione del Ministero dell'Ambiente del 27/11/08, in esecuzione della decisione di assegnazione delle quote di CO2 per il periodo 2008-2012 che deriva dal decreto legislativo 04/04/06 n.216, in osservanza delle deliberazioni europee, esecutive del protocollo di Kyoto, prevede una progressiva riduzione delle emissioni di CO2. Per Piombino si passerebbe da un milione e 330 mila tonnellate annue del 2008 alle 133 mila del 2012. Le centrali di riserva, ogni volta che vanno in funzione, emettono enormi pennacchi di fumo, per le caldaie fredde oltre che per obsolescenza e cattiva manutenzione. La centrale di Piombino (Torre del Sale) va demolita e al suo posto va costruita una nuova piccola centrale alimentata a metano tarata sulle emissioni di CO2 residue permesse dalle direttive UE.

"La maggiore rilevanza l’assume il pericolo che Torre del Sale possa diventare uno dei siti di centrali nucleari in Italia. Il Governo non ha ancora reso noto le scelte delle localizzazioni nucleari ed aspetta ad annunciarle probabilmente dopo le elezioni regionali - commenta Adriano Bruschi, Presidente del Circolo Legambiente Piombino - Gli studi commissionati per l'individuazione dei siti asseriscono che una fascia di territorio della costa toscana è adatta per ricevere una centrale nucleare; al centro di questa fascia c’è proprio Piombino e Torre del Sale. La scelta del nucleare significherebbe - conclude Bruschi - l’occupazione di tipo militare e la morte dell’economia di questo territorio".

Le ipotesi di ritorno al nucleare, dunque, si stanno facendo ogni giorno più insistenti, ma Legambiente non ci sta e in occasione delle campagna Nazionale di Mal'aria fa sentire la sua voce annunciando: NO AL NUCLEARE, sì al metano nel medio termine, SÌ soprattutto ALLE RINNOVABILI, entro la necessaria cornice di un piano energetico della Val di Cornia.

Katia Rosanna Rossi - 055.6810330 - 3473646589 Ufficio stampa Legambiente Toscana ufficiostampa@legambientetoscana.it www.legambientetoscana.it


Torna ai comunicati stampa