14/04/2010 - Dieci anni di Ecosistema Scuola. Legambiente presenta la ricerca annuale sulla qualità dell’edilizia scolastica 

Legambiente presenta la ricerca annuale sulla qualità dell’edilizia scolastica Dieci anni di Ecosistema Scuola. Molti nodi irrisolti. Migliora la sostenibilità e la sicurezza
Le Scuole italiane? Un grande cantiere educativo. E con la Toscana come la mettiamo? Età avanzata degli edifici, intoppi per il servizio scuolabus e le strutture sportive, finanziamenti a singhiozzo e anagrafe: questa la mappa dei problemi
Prato si conferma la città più attenta della Regione e vanta il primato a livello Nazionale Firenze prima fra le città Capoluogo di Regione. Ottimi i risultati di Livorno


"Ecosistema Scuola, dossier di Legambiente sull'edilizia scolastica nel nostro Paese, compie dieci anni. Rispetto al 2001, riscontriamo alcuni cambiamenti, attinenti una maggiore sensibilità e cura delle specifiche politiche per l'edilizia scolastica. Ma diciamo, innanzitutto, cosa non si è evoluto a cominciare dall’età avanzata di buona parte dei 565 edifici scolastici toscani, il cui 60% risulta costruito prima del 1974, ovvero quei nodi problematici che rimangono irrisolti, come il mancato completamento dell'Anagrafe scolastica. Confrontando i dati relativi alle certificazioni in possesso delle scuole riguardanti la legge 626, nell'arco di tempo che va dal 2005 al 2009, riscontriamo buoni passi in avanti per i certificati di prevenzione incendi, gli impianti elettrici a norma, porte antipanico e le prove di evacuazione che vengono ormai effettuate nella maggioranza delle scuole. Ancora intoppi sul fronte dei servizi scuolabus che risultano disponibile per meno del 50% delle scuole e scendendo nel dettaglio dei parametri adottati dalla ricerca, una delle inadeguatezze strutturali più allarmanti è l'assenza di strutture per lo sport". Con queste parole Piero Baronti, Presidente di Legambiente Toscana commenta lo stato di salute degli edifici toscani.

Nella X indagine di Ecosistema Scuola sono stati analizzati tramite questionario i dati forniti da 95 su 103 Comuni capoluogo di Provincia. Sulla qualità e i servizi delle scuole toscane il quadro è stato presentato oggi a Firenze nel corso di una conferenza stampa alla presenza di Piero Baronti, Presidente di Legambiente Toscana, Silvia Battini, Responsabile di Legambiente Scuola e Formazione Toscana, Rosa De Giorgi, Asssessore Pubblica Istruzione del Comune di Firenze, fotografia che evidenzia sicuremente passi in avanti ma altrettante situazioni di stallo. Quali punti rimangono problematici e cosa è migliorato in questi dieci anni? Nodo importante dell'indagine è quello relativo al rischio ambientale dove continuano a rimanere incomplete le risposte. Dati preoccupanti anche per l'assenza di alcuni tipi di certificazioni in territori di particolare vulnerabilità come quelli dichiarati a rischio sismico. Restano ancora timidi i passi sugli interventi strutturali relativi all'utilizzo di criteri di bioedilizia per la costruzione di nuove scuole e di fonti di energia rinnovabile. Al contrario, un buon risultato il dato, raccolto per la prima volta quest’anno, riferito all’utilizzo dell’acqua del rubinetto (60,16%).

Le pagelle di Ecosistema Scuola 2010 promuovono a livello nazionale tra i primi posti due città della Regione Toscana per i comportamenti sostenibili. Ancora una volta il podio spetta a Prato il comune italiano con le scuole migliori per sicurezza degli immobili e qualità dei servizi offerti agli studenti. La città toscana si piazza così per il sesto anno in vetta alla classifica seguita da Parma, Biella, Trento, Modena, Asti e Livorno, che rispetto allo scorso anno scende di una posizione passando dal sesto al settimo posto. Firenze, primo capoluogo di Regione a livello nazionale, subisce una flessione piazzandosi al 16 posto rispetto l'ottavo dello scorso anno.

Ma guardiamo nello specifico cosa emerge. Prato si conferma a capo della graduatoria grazie a dati di eccellenza legati al possesso da parte di tutti gli edifici scolastici, per lo più di recente costruzione, delle certificazioni di sicurezza, igiene, accessibilità oltre a impianti elettrici a norma. In tutte le scuole viene praticata la raccolta differenziata dei materiali, mentre nelle mense scolastiche vengono serviti pasti parzialmente biologici e acqua di rubinetto. Ben 47 edifici su 90 sono dotati di impianti di energia rinnovabile come pannelli fotovoltaici e impianti geotermici e gli infissi sono con vetrocamera. Il 18% degli edifici sono stati costruiti dopo il 1990 secondo criteri di bioedilizia. Inoltre, in molte scuole sono stati installati alle pareti, pannelli coibentati in legno per non disperdere il calore e creato un sistema di recupero delle acque piovane per l’utilizzo dell’impianto antincendio.

Sul fronte delle rinnovabili la Toscana con Livorno e Prato presenta dati che superano di tre volte il dato medio nazionale. Le scuole di Livorno possiedono certificato di agibilità igienico-sanitaria e di prevenzione incendi, hanno impianti elettrici a norma e porte antipanico. Differenziano per lo più carta, plastica e vetro e utilizzano pannelli solari per il riscaldamento. Nelle mense scolastiche sono somministrati prodotti parzialmente bio, tipici e IGP e a disposizione dei bambini e delle loro famiglie il comune ha realizzato una carta dei servizi per la ristorazione scolastica. Anche Firenze si è impegnata a rendere le scuole più sicure (quasi tutte hanno avuto manutenzione straordinaria negli ultimi 5 anni) e anche più attente alla questione energetica, come il caso della scuola Marconi dotata di apparecchi di illuminazione che regolano il flusso luminoso attraverso una cellula fotoelettrica sensibile alla luce solare. A livello nazionale Arezzo (al 30° posto) tra le città che hanno ricevuto i maggiori finanziamenti per l’utilizzo di energie rinnovabili negli edifici scolastici.

"Ecosistema Scuola 2009, resta tuttora lo strumento piu' completo per fotografare lo stato dell'edilizia scolastica nel nostro paese in attesa che il ministro presenti l'anagrafe piu' volte promessa della edilizia scolastica. Ci da, inoltre, la possibilità di osservare un nuovo quadro, ovvero come la cultura delle amministrazioni locali sta cambiando con azioni che investono in sicurezza e sostenibilità – afferma Silvia Battini, Responsabile di Legambiente Scuola e Formazione Toscana - È allora ancora più importante che le scuole, che sono il luogo preordinato all’educazione, possano disporre di edifici pienamente agibili e a norma, moderni e adatti a svolgere la propria funzione, e che, col fine di diffondere buone pratiche ambientali nella popolazione, si adoperino per la riduzione dei consumi energetici e per la produzione energetica da fonti rinnovabili, nonché per la diminuzione e la differenzazione dei rifiuti attraverso una dettagliata e capillare raccolta differenziata".

L’indagine è stata realizzata sull’analisi di tre macro parametri di ricerca: Anagrafica e informazioni generali degli edifici, Servizi messi a disposizione delle istituzioni scolastiche e avvio di pratiche ecocompatibili, Situazioni di rischio. Partiamo da uno dei dati più rilevanti, l'età del patrimonio edilizio scolastico. La maggior parte degli edifici in Toscana risale al 42,65% tra il 1940 e il 1974, anno in cui la legge ha definito i criteri di edilizia antisismica, 30,29% sono gli edifici realizzati tra il 1974 e il 1990, minori le costruzioni prima del 900 che risultano essere solo il 6,27%. Gli edifici che attualmente ospitano gli istituti scolastici originariamente erano strutture nate come scuole nel 90,44%, abitazioni il 3,72% ed edifici storici solo il 4,60%. Un dato positivo è sicuremente la presenza di aree verdi, infatti, l'88,60% delle scuole toscane ha un giardino. In negativo va segnalato che nemmeno la metà degli edifici risulta essere dotato di strutture per lo sport 41,95% e di servizio scuolabus 33,81% e il 20,53% necessitano di interventi di manutenzione urgenti.

La grande novità del dossier di quest’anno, oltre all’ampliamento della ricerca alle scuole dell’infanzia, è il rilevamento degli investimenti delle amministrazioni comunali per la manutenzione straordinaria e ordinaria degli edifici scolastici. Tra le regioni con valori di eccellenza sia per la manutenzione ordinaria che straordinaria, si distingue la Toscana con una media di investimenti per la manutenzione straordinaria di 62.194,86 Euro e di 18.686,11 Euro per quella ordinaria. Nella top ten dei comuni che investono per manutenzione straordinaria Firenze compare al nono posto, a livello nazionale, con 61.317 Euro.

Un importante passo avanti, con dati significativi, arriva dalle certificazioni di agibilità. Nell' 96,74% le scuole in Toscana sono dotate di certificato di agibilità igienico-sanitario, nel 85,03% di certificato di idoneità statica e il 45,49% possiede certificati per la prevenzione di incendi. Aumenta quindi la cultura della sicurezza. Più della metà delle scuole è dotata di scale di sicurezza e diffusissimi sono gli istituti che presentano le porte antipanico ed impianti elettrici a norma.

Per quanto riguarda la sostenibilità, un interessante trend positivo è quello relativo all'utilizzo di fonti alternative e forme di risparmio energetico, che raddoppiano rispetto agli anni passati. La conferma del dato è il numero: l' 83,88% di edifici è dotato di fonti d' illuminazione a basso consumo. Occorre però ancora fare i conti con un dato non ancora soddisfacente nonostante l'aumento rispetto al 2009. Gli edifici in cui si utilizzano fonti d'energia rinnovabile sono ancora in fase di crescita e raggiungono solo 21,06%. Attraverso Ecosistema Scuola 2010 emerge anche un costante aumento di buone pratiche. Risulta diffusissima la raccolta differenziata, la carta si piazza al primo posto con una percentuale che scende rispetto al 2009 ma rimane comunque alta del 94,71% seguita dalla raccolta della plastica che con 74,51%, rimane il materiale più differenziato prima del vetro, dell' alluminio e dell'organico. Non altissima, ma considerando la media nazionale, riscontra una buona percentuale anche la differenziata che riguarda pile, toner e cartucce, e altro materiale. Sono ormai abbastanza diffuse le mense biologiche, anche se per la maggior parte servono pasti parzialmente bio 65,36% ed interamente bio solo al 29,42%, un passo avanti dunque anche sotto il profilo dell'alimentazione.

Pochissimi i casi di edifici che sono collocati nei pressi di aree industriali 4,78%, vicino emittenti 0,35%, sale la percentuale rispetto al 2009 di scuole vicino ad antenne cellulari 25,13%. Nessun caso certificato di scuole in cui sono presenti strutture con radon mentre nel 1,00% degli edifici è certificata la presenza di amianto. Un dato allarmante riguarda le scuole a rischio ambientale dichiarato. Il 58,41%, più della metà a rischio sismico mentre solo il 6,02% a rischio idrogeologico.

L’indagine Ecosistema Scuola affianca ai dati delle amministrazioni comunali, cui spetta la competenza per le scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, quelli delle province competenti delle scuole secondarie di secondo grado (scuole superiori) secondo due tipologie di domande: quelle legate all’efficienzae a pratiche eco-compatibili e quelle connesse a situazioni di inquinamento e rischio ambientale dove la Provincia dovrebbe provvedere per evitare disservizi e situazioni di rischio. Per quanto riguarda la Toscana le due che hanno maggiormente investito a livello nazionale sono Pistoia (12°) e Firenze (17°).

Ecosistema Scuola, la più completa indagine sull'edilizia scolastica in Italia, si pone sempre con maggiore convinzione come strumento di sensibilizzazione ed informazione sociale e come strumento di stimolo politico, affinchè l'edilizia scolastica sia uno degli ambiti prioritari d'investimento su cui puntare per la riqualificazione, anche sociale ed educativa, del nostro Paese.

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Katia Rosanna Rossi - Ufficio stampa Legambiente Toscana – 055.6810330 - 347.3646589


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