7 Agosto 2026

Da Festambiente flash mob di Legambiente che lancia i nuovi dati sul caldo estremo
che sta soffocando anche la Toscana a partire da Firenze e Grosseto
Negli ultimi undici anni il 62% dei quartieri di Firenze ha registrato temperature medie diurne al suolo
comprese tra i 41°C e i 45°C. I picchi maggiori nei quartieri di Rifredi, Isolotto Legnaia e nel Centro Storico dove sono stati raggiunti
più volte i 48°C e 49°C al suolo a luglio 2022, 2023 e 2025 e agosto 2025.
A Grosseto i valori delle temperature medie minime e massime di giugno e luglio 2026 sono stati tra i più alti degli ultimi 6 anni con valori rispettivamente di 22,4°C e 33,9°C. La Maremma segnata anche da un pesante deficit di precipitazioni:
-55% a luglio e -43% a luglio rispetto alla media 2020-205
“Servono interventi mirati ed efficaci: subito le risorse economiche per attuare il PNACC e un piano nazionale sui rifugi climatici, senza dimenticare di sostenere i settori colpiti dai cambiamenti climatici a partire dall'agricoltura sempre più in ginocchio, diffondendo il riuso delle acque reflue e l’agrivoltaico".
Temperature sempre più bollenti anche in Toscana: da Firenze a Grosseto la crisi climatica lascia il segno rendendo le città sempre più invivibili. La conferma arriva dai nuovi dati di Legambiente, diffusi oggi nel corso della terza giornata di Festambiente il suo Festival nazionale in corso a Rispescia (Gr) dal 5 al 9 agosto, da dove ha organizzato anche un flash mob al grido “Non è caldo è crisi climatica. Abbiamo bisogno di città più fresche, sostenibili, più giuste, insieme a più rifugi climatici”. Negli ultimi undici anni, dal 2015 al 2025, a Firenze il 62% dei quartieri ha registrato nei mesi di giugno, luglio e agosto, temperature medie diurne al suolo comprese tra i 41° e i 45°, il 23% tra i 36° e i 40°, il 10% tra i 46° e i 50° e solo il 4% con temperature medie comprese tra i 31° e i 35°. Tra i cinque quartieri presi in esame a Firenze - Rifredi, Gavinana Galluzzo, Isolotto Legnaia, Centro Storico e Campo Di Marte - i picchi maggiori sono stati registrati in quello di Rifredi - nel luglio 2022, 2023 e nell’agosto 2025 dove sono stati raggiunti i 49°C diurni al suolo come media mensile, nel quartiere Isolotto Legnaia nel luglio 2022 e 2023 con una media mensile diurna al suolo rispettivamente di 49°C e 48°Ce nell’agosto del 2025 con 49°C e, infine, nel quartiere Centro Storico nel luglio 2022 (49°C) e 2023 (48°) e nell’agosto 2025 (48°C).
Non se la passa bene neanche la Maremma, in particolare Grosseto, altra città osservata speciale, dove i valori delle temperature medie minime e massime registrati a giugno e luglio 2026 sono stati tra i più alti degli ultimi sei anni, dal 2020 ad oggi, con rispettivamente 22,4°C di minima e 33,9°C di massima. Un dato preoccupante se si pensa che le temperature minime e massime sono due sentinelle per le notti tropicali (ovvero quando la temperatura non scende mai sotto i 20°C per più di tre giorni consecutivi) e per le ondate di calore. Al caldo estremo si affianca anche il deficit delle precipitazioni che in Maremma è stato del -55% a giugno e del -43% a luglio rispetto alla media 2020-2025, di gran lunga superiore a quello della primavera: -2% di marzo e -7% di maggio mettendo in difficoltà il settore agricolo, e mandano in secchi fiumi e laghi, nonostante le abbondanti piogge registrate invece nei mesi di gennaio febbraio e aprile.
Una fotografia preoccupante quella scattata da Legambiente sulla quale, da Festambiente, richiama l’attenzione del Governo per chiedere interventi immediati a partire dallo stanziamento delle risorse per attuare il PNACC, totalmente scomparso dall’agenda politica. Una assenza incomprensibile su cui l’associazione ambientalista chiede immediate risposte e fatti in nome dell’ambiente e dei cittadini insieme ad un piano nazionale sui rifugi climatici e a politiche di riqualificazione edilizia ed energetica.
Allo stesso tempo Legambiente chiede al Governo anche un impegno maggiore in tema di riqualificazione energetica degli edifici e mobilità sostenibile, due strumenti fondamentali, insieme all'accelerazione sulle rinnovabili per contrastare la crisi climatica. Il Piano sociale per il clima, che ha avuto il via libera dal CDM, dopo mesi di attesa rappresenta solo una goccia nel mare. Le risorse disponibili, infatti, servirebbero solo per attivare politiche strategiche in tema edilizio e di mobilità e seppur contenga degli aspetti positivi (come la priorità all'edilizia pubblica e alle peggiori classi energetiche edilizie) se non accompagnate da politiche strutturali come quelle necessarie a raggiungere gli obiettivi della Direttiva EPBD rischiano di essere solo azioni fine a sé stesse portando solo qualche vantaggio alle famiglie e alle piccole imprese vulnerabili.
“La canicola che non sta dando tregua all’Italia – commenta Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – è il termometro della crisi climatica che sta accelerando. Dalle temperature record agli eventi meteo estremi alla grande siccità di fiumi e laghi, servono più politiche di adattamento e mitigazione e lo stanziamento immediato delle risorse economiche per attuare il piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici. L’Italia non può rincorrere la crisi climatica e le emergenze sempre più croniche, ma deve prevenire e giocare d’anticipo con politiche mirate e lungimiranti”.
“La Toscana – aggiunge Angelo Gentili, responsabile di Festambiente e del settore agricoltura – è una delle regioni simbolo di una crisi climatica che non dà tregua. Per questo da Festambiente chiediamo subito anche un piano nazionale per i rifugi climatici e interventi per città più sostenibili e più giuste anche per contrastare la cooling poverty, raccontata in questi mesi con la nostra campagna nazionale Che Caldo che fa. Allo stesso tempo è fondamentale non dimenticare quei settori, a partire dall’agricoltura, che soffrono più che mai gli effetti della crisi climatica. Il deficit delle precipitazioni registrate in Maremma, unito alle alte temperature, rappresenta un campanello d’allarme per l’agricoltura locale e per l’economia del territorio su cui bisogna intervenire con politiche mirate incentivando l’agroecologia, promuovendo pratiche come il riuso delle acque reflue, l’utilizzo di colture meno idroesigenti, la realizzazione di piccoli invasi e velocizzando la diffusione dell’agrivoltaico, anche per ridurre l’evapotraspirazione”.
FOCUS FIRENZE ANALISI QUARTIERI: Tornando ai nuovi dati diffusi da Legambiente, a Firenze a Rifredi, per esempio, nei tre mesi considerati nel corso degli 11 anni presi a riferimento solo in tre occasioni la temperatura media al suolo è stata inferiore ai 40°: nel giugno del 2016 (38°) del 2020 e del 2023 (per entrambi gli anni 36°), in tutti gli altri mesi di tutti gli anni le temperature al suolo sono state superiori ai 40 gradi con i valori mensili più alti che si sono registrati nel luglio del 2022 e del 2023 (49° in entrambe le occasioni) e nell’agosto 2025 (sempre 49°). Anche il quartiere di Isolotto Legnaia ha avuto una situazione analoga nel tempo, con gli unici valori sotto i 40° registrati nel giungo del 2020, 2021 e 2023 con rispettivamente 36°, 38° e 34°; i restanti mesi hanno mostrato medie superiori ai 40° con le medie mensili più alte registrate nel luglio del 2022 e 2023 (49° e 48° rispettivamente) e nell’agosto 2025 (49°). Il Centro Storico ha invece fatto registrare 5 medie mensili sotto i 40 gradi nel corso del periodo in esame, nel giugno del 2016, 2020 e 2023 (rispettivamente con 39°, 36° e 36°) e nell’agosto del 2016 (39°) e del 2021 (39°); le medie mensili più elevate rilevate nel luglio del 2022 (49°) e del 2023 (48°) e nell’agosto del 2025 (48°). I dati del Ministero della Salute ci dicono infine che in questa estate 2026 Firenze ha “guadagnato” ben 34 bollini rossi per allerta caldo (combinazione tra temperature max, umidità e notti tropicali).
Focus Grosseto: Dal 1° giugno al 5 agosto 2026 le temperature massime registrate dalla centralina di monitoraggio di Grosseto (Consorzio LaMMA) sono state per 16 giorni superiori a 35°C (con massimo toccato il 1° agosto con temperatura massima di 38,1°C), per 34 giorni compresa tra 30 e 35°C, per 16 giorni compresa tra 25 e 30°C. Secondo i dati raccolti da Legambiente, preoccupano anche valori medi mensili delle temperature minime e massime di giugno e luglio 2026. In particolare, a giugno 2026 la temperatura massima media mensile è stata di 31,8°C, mentre a luglio 2026 è stata di 33,9°C registrati, seconda solo al luglio 2022 (dove si registrarono 34°C di temperatura massima mensile media). Per quanto riguarda le temperature medie minime, il mese di luglio con i suoi 22,4°C ha registrato quella più alta dal 2020 ad oggi per distacco, non essendo mai andate oltre i 21,3°C (nel 2022, altra estate torrida e siccitosa come quella attuale) le medie di periodo degli altri anni.









