Bisogna riqualificare gli ecosistemi fluviali. Migliorare la risorsa idrica significa anche ridurre il rischio idrogeologico ⋆ Legambiente Toscana

Si è svolto oggi, a Marina di Carrara, l’incontro ECOSISTEMI FLUVIALI: Il problema dell’artificializzazione delle foci alla presenza di Andrea PORCHERA, Legambiente Carrara Sibilla AMATO, Portavoce di Goletta Verde, Francesco ROSSI, Legambiente Massa & Montignoso, Gilberto BALDACCINI, Legambiente Versilia e Federico GASPERINI, Direttore Legambiente Toscana.

Il tema dell’artificializzazione delle foci dei corsi d’acqua è una tematica molto sentita nel territorio, e aggiunge un  tassello alla complicata situazione delle coste toscane, anche perchè gli unici due corsi d’acqua che sfociano in modo naturale in mare sono solo l’Ombrone grossetano e il Serchio tra le provincie di Lucca e Pisa. È un tema cruciale anche alla luce dell’acuirsi della crisi climatica con effetti sempre più evidenti. Eventi estremi in aumento, da un lato flash flood e dall’altro carenze idriche prolungate, che hanno conseguenze dirette sulla qualità delle acque superficiali.

Nonostante il trend positivo rilevato da ARPAT, che indica una qualità ecologica elevata e buona per circa il 50% delle acque superficiali, tali valori sono ancora ben al di sotto della soglia obiettivo indicata dalla Direttiva 2000/60dichiara Federico Gasperini, Direttore Legambiente ToscanaÈ ormai un dato di fatto che i corsi d’acqua toscani vivano profonde alterazioni morfologiche e di habitat, che si riflettono negativamente sulla qualità ecologica e allontanano dall'obiettivo di qualità previsto dalle normative europee. Per questo motivo, da tempo, sollecitiamo l’urgenza di porre la massima attenzione sulla gestione sostenibile dei corpi idrici soprattutto in termini di riqualificazione degli ecosistemi fluviali, di ripristino delle pertinenze fluviali e di rinaturalizzazione delle sponde impedendo l’impermeabilizzazione dei suoli. Questo non significa solo riqualificare gli ecosistemiconclude Gasperini - ma ridurre il rischio idrogeologico, soprattutto ora che gli effetti dei cambiamenti climatici si stanno inasprendo, principi che devono essere alla base dei Piani di gestione delle acque e dei Piani alluvioni redatti dalle Autorità di Distretto”.

Sono diverse le situazioni territoriali che meritano un’attenzione e una riprogettazione lungimirante, tra cui il progetto di un’estesa tombatura della foce del Carrione a Marina di Carrara per costruire il nuovo accesso camionabile al porto di Marina di Carrara.

"Ci opponiamo fermamente alla tombatura della foce del Carrione e del tratto di mare antistante  - dichiara Mariapaola Antonioli, Presidente di Legambiente Carrara. Un progetto che non tiene minimamente conto delle ripercussioni ambientali sul territorio, inducendo il rischio di nuovi alluvioni. Insieme a Goletta Verde ribadiamo la nostra proposta di ampliare la foce da 30 a 120 metri e l’attuale ponte ferroviario, eliminando la strozzatura dell’attuale ponte stradale che va sostituito con un ponte strallato sospeso senza campate in alveo. È evidenteprosegue Antonioli - che solo in questo modo il nuovo accesso permetterebbe di ridurre l’incombente rischio alluvionale. Inoltre, questa soluzione permetterebbe la rinaturalizzare del tratto fociale del Carrione con la creazione di un parco lineare costiero tra la foce del Carrione e quella del Lavello. Accrescere il valore ecologico e paesaggistico è un imperativo per restituire finalmente l’area adiacente, oggi fortemente degradata, alla fruizione pubblica”.

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Ufficio Stampa Goletta Verde 2021

Valentina Bifulco | +39 3491979541 | golettaverde@legambiente.it

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