SCARICA IL DOCUMENTO

COSTITUZIONE, IDENTITÀ, SCOPI

Art. 1 – Denominazione

Legambiente Toscana sarà iscritta al Registro delle Associazioni di Promozione Sociale, ai sensi della Legge n. 383 del 7 dicembre 2000. Quando iscritta al suddetto Registro, l’associazione utilizzerà nella comunicazione sociale la locuzione Associazione di Promozione Sociale, o APS, quale suo ulteriore segno distintivo.

Legambiente Toscana ha sede legale a Firenze; la modifica della sede legale, nella stessa città, non costituisce variazione di Statuto e pertanto, potrà avvenire con delibera dell’Assemblea Regionale dei Soci, convocata in seduta ordinaria. Sarà onere dell’organo amministrativo di comunicare la variazione della sede legale agli organi competenti, per darne la massima pubblicità e diffusione.

Legambiente Toscana s’ispira ai principi e alle finalità di Legambiente ONLUS, di cui è a tutti gli effetti un’articolazione territoriale.

Legambiente Toscana APS non ha fini di lucro e non può distribuire utili, né direttamente, né indirettamente.

Art. 2 – Finalità

Legambiente Toscana svolge le sue attività nel territorio della regione omologa per il raggiungimento dei seguenti scopi:

  1. persegue la piena valorizzazione della persona umana in armonia con la natura e con i valori della solidarietà sociale;
  2. s’impegna per la promozione della salute, del benessere e della sicurezza delle persone e delle comunità;
  3. promuove lo sviluppo sostenibile, per una società basata su un corretto equilibrio tra esseri umani e natura, garantito dall’uso appropriato delle risorse, in nome delle attuali e future generazioni, mantenendo un equilibrio ecologico tra benessere economico, ambiente ed equità sociale; lotta contro ogni forma di sfruttamento, d’ignoranza, d’ingiustizia, di discriminazione e di emarginazione; promuove la legalità, la democrazia e la trasparenza, attraverso l’impegno concreto e continuo dei suoi aderenti;
  4. riconoscendo nell'Europa e nel Mediterraneo campi d'azione fondamentali per le proprie finalità, s’impegna per l’affermazione di un’Europa dei Popoli, democratica, inclusiva, che assuma la vocazione ecologica, la coesione sociale e la solidarietà verso le altre culture del Mediterraneo, come cifra essenziale per recuperare un ruolo politico preminente sulla scena mondiale;
  5. promuove la partecipazione e il volontariato dei cittadini, per il miglioramento della loro qualità della vita, favorendo una migliore coesione sociale e una conversione ecologica dei loro comportamenti (individuali e collettivi);
  6. promuove la difesa e la salvaguardia delle specie animali e vegetali, del suolo, della biodiversità e del paesaggio; opera per valorizzare le aree protette e per combattere il consumo di suolo; s’impegna altresì per tutelare la flora, la fauna e il benessere animale, campo in cui opera per contrastare e impedire ogni crudeltà, maltrattamento o uccisione non necessaria, ovvero per avversare ogni sottoposizione a sevizie e/o a fatiche insopportabili per le caratteristiche etologiche di una determinata specie, anche qualora si tratti di un gruppo o di un singolo animale;
  7. lavora per l’esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale; si oppone in modo integrale alla guerra, allo sfruttamento economico e alle ingiustizie sociali, all’oppressione politica e alle forme di autoritarismo, alle discriminazioni legate all’etnia, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione; fedele alla propria vocazione pacifista e nonviolenta, si batte strenuamente per la pace e la cooperazione tra tutti i popoli, al di sopra delle frontiere e delle barriere di ogni tipo; promuove il disarmo totale, nucleare e convenzionale;
  8. si batte per un benessere economico, locale e internazionale, più equo, promuovendo lo sviluppo di tutte quelle forme e attività di economia che si avvantaggiano di un rapporto ecologico con l’ambiente (economia circolare, bio/economia, economia civile, etc.) progredendo verso un’economia libera dalle fonti fossili e agendo per la soluzione dei problemi ambientali, alimentari, occupazionali, tecnologici, sanitari, finanziari, culturali dei popoli nei paesi sviluppati e in quelli in via di sviluppo, attuando iniziative e promuovendo attività di carattere informativo, formativo e d’intervento diretto su tali realtà, in armonia coi locali programmi di sviluppo;
  9. s’impegna nel considerare i cambiamenti climatici in stretta relazione coi processi economici delle comunità e la messa in sicurezza dei territori, per favorire la resilienza dei territori stessi, attraverso l’adozione di concreti piani di adattamento e l’abbattimento delle emissioni di gas a effetto serra nella produzione e utilizzo di energia, nella mobilità, in agricoltura, nella gestione del territorio ed in tutti i settori che hanno a che fare con la salvaguardia dell’ambiente, in una prospettiva di sviluppo economico sostenibile e per la diffusione di nuovi stili di vita;
  10. opera sui temi della conoscenza, della ricerca, del rapporto tra scienza, cultura e lavoro, per rompere le forme di esclusione dalla conoscenza, promuovere la diffusione della cultura per tutto l’arco della vita ed in ogni comunità e formare una coscienza scientifica diffusa;
  11. interviene nel campo dell’educazione e della didattica, nonché in quello dell’apprendimento permanente, per favorire in tutte le fasce d’età una nuova sensibilità ecologica, disponibile ad impegnarsi per realizzare un equilibrato rapporto tra essere umano e natura;
  12. promuove iniziative di formazione rivolte a docenti e ad educatori del settore non formale, al fine di costruire comunità professionali in ambito educativo;
  13. promuove, attraverso la mobilitazione e la partecipazione popolari, proposte di legge che nascano dalle attività sociali e territoriali dell’associazione e che abbiano il compito di promuovere la difesa e la valorizzazione dell’ambiente e dei processi di sostenibilità;
  14. favorisce lo scambio di conoscenze e la diffusione delle informazioni tra i diversi soggetti, anche a livello internazionale, che si occupano di ambiente e di salvaguardia del territorio;
  15. promuove le attività sportive e motorie in natura, non lesive dell’ambiente e dell’uomo, promuovendole come strumento di conoscenza e valorizzazione del corpo, dell’ambiente naturale e del rapporto tra persona ed ecosistemi;
  16. promuove tutte le azioni necessarie a contrastare i reati e le illegalità ambientali, in ogni loro declinazione, nonché la criminalità organizzata nelle sue diverse forme, anche attraverso il CEAG regionale, che è struttura organica e promossa da Legambiente Toscana

Art. 3 – Attività

Legambiente Toscana APS, per raggiungere le finalità di cui all’articolo precedente, opera attraverso campagne d’informazione e sensibilizzazione, iniziative di partecipazione di cittadini e comunità, o con la realizzazione di progetti, la produzione di pubblicazioni e materiale audiovisivo, eventi d’informazione e formazione, percorsi di educazione formale, informale e non formale, promozione di iniziative e azioni nei diversi settori economici, che si articolano e sviluppano secondo le seguenti attività:

  1. produrre, distribuire, diffondere materiale scientifico, tecnico, politico, culturale, didattico, attraverso qualsiasi mezzo di divulgazione;
  2. produrre e vendere stampati, anche periodici, materiale didattico, audiovisivi, filmati ed altro materiale attinente lo scopo sociale;
  3. svolgere e organizzare in proprio o con la collaborazione di altri organismi, seminari, assemblee, incontri, corsi di specializzazione, di qualificazione e formazione, borse di studio, dibattiti, conferenze, convegni, anche all’estero, attinenti lo scopo sociale;
  4. gestire attività di carattere sociale, culturale, ed economico ed ogni altra iniziativa nei territori, negli enti locali, luoghi di lavoro, istituti, università, atta ad agevolare lo studio e la preparazione culturale riferita allo scopo sociale;
  5. promuovere e svolgere molteplici attività di ricerca e analisi, inerenti le più varie problematiche di carattere ecologico, ambientale, territoriale, antropologico e socio/economico;
  6. per estendere la conoscenza di zone d’interesse ambientale e naturalistico, svolgere attività di educazione ambientale per il mondo della scuola, in ambito urbano e naturale, anche organizzando attività quali, a titolo di esempio: gite, escursioni, campi scuola, campi di volontariato;
  7. sostenere l’informazione e la divulgazione scientifica in favore degli adulti;
  8. promuovere esperienze associative fra bambini, la loro partecipazione alla difesa dell’ambiente, favorendo il superamento di ogni forma di disagio infantile, di discriminazione sociale e culturale;
  9. promuovere e diffondere la vendita di prodotti agricoli di qualità, biologici e promozionali con punti vendita realizzati in proprio o da terzi, in ottemperanza agli scopi sociali; anche realizzando iniziative contro le pratiche agricole inquinanti e contro l’introduzione degli OGM;
  10. gestire aree naturali protette, oasi naturalistiche e di protezione della fauna, aree, siti e zone di importanza naturalistica e storico/culturale, parchi urbani e suburbani e delle relative strutture, nel quadro delle leggi regionali, nazionali e internazionali vigenti;
  11. realizzare e/o gestire strutture operative territoriali e/o centri per la custodia di animali, al fine di prendersi cura di esemplari oggetto di provvedimenti di sequestro o di confisca, in applicazione della legge 150/1992 e s.m.i., della legge 157/1992 e s.m.i. e della legge 189/2004 e s.m.i. e di ogni ulteriore norma a tutela degli animali;
  12. promuovere e organizzare ogni forma di volontariato attivo dei cittadini, al fine di salvaguardare, recuperare e valorizzare il territorio e i beni e le risorse naturali e culturali; organizzare campi di volontariato finalizzati, a puro titolo di esempio, al recupero ambientale e di aree di interesse archeologico e culturale, al risanamento di ambienti urbani e naturali, al rimboschimento, al recupero di terre incolte, al disinquinamento di zone agricole e industrializzate, ovvero alla prevenzione degli incendi;
  13. sviluppare e organizzare, in proprio o in collaborazione con enti ed associazioni aventi fini istituzionali compatibili con quelli di Legambiente, servizi di vigilanza per il rispetto delle norme a tutela degli animali (d’affezione e d’allevamento), della fauna selvatica, della flora, del suolo e dell’ambiente, nel quadro delle leggi regionali, nazionali e internazionali vigenti;
  14. realizzare iniziative e campagne di sensibilizzazione in difesa degli ambienti urbani, del territorio, del paesaggio e della natura, del suolo e della biodiversità, anche per favorire processi di mitigazione e adattamento nei cambiamenti climatici;
  15. promuovere progetti, programmi e convenzioni regionali per la conservazione e lo sviluppo sostenibile dei sistemi territoriali e ambientali della regione;
  16. collaborare attivamente con le comunità locali, con le associazioni dei condomini, con le aziende (nell'ambito della Responsabilità Sociale d’Impresa), al fine di realizzare percorsi di sostenibilità e cambiamento degli stili di vita e di produzione che afferiscano alla sfera individuale e collettiva;
  17. promuovere e gestire attività di formazione, prevenzione e intervento in emergenza, nell’ambito del sistema di protezione civile;
  18. promuovere, organizzare e gestire progetti di cooperazione e di educazione alla sostenibilità nei paesi in via di sviluppo, anche inviandovi personale volontario destinato ad attuare progetti d’intervento e organizzare attività di formazione in loco e intrattenere a tal fine contatti con gli organismi comunitari e nazionali deputati a riconoscere e finanziare tali attività;
  19. attivare campagne internazionali in difesa dell’ambiente e del clima;
  20. realizzare, in Italia e all'estero, scambi culturali, ricerche, consulenze, sperimentazioni innovative, anche in base a progetti internazionali, sulla salvaguardia dell’ambiente, sui cambiamenti climatici, sugli orientamenti culturali e sull’educazione all’ecologia;
  21. promuovere e svolgere attività e iniziative finalizzate al soddisfacimento dei bisogni primari della popolazione e alla salvaguardia della vita, all’autosufficienza alimentare, alla valorizzazione delle risorse umane, naturali e culturali, all’attuazione e al consolidamento dei processi di sviluppo endogeno e al progresso economico, sociale e culturale dei paesi poveri, alla costruzione di alternative di sviluppo sostenibile che valorizzino le identità e creino benessere diffuso e durevole, alla tutela dei valori ambientali, al miglioramento della condizione femminile e dell’infanzia, al sostegno e alla promozione della donna;
  22. utilizzare, per il raggiungimento dei fini sociali, gli strumenti giuridici e processuali che ritiene di volta in volta più idonei, quali, ad esempio: la presentazione di ricorsi, denunce e querele, la costituzione di parte civile nei processi penali, l’intervento nei giudizi civili, amministrativi e contabili, la sensibilizzazione sui temi della legalità in campo ambientale;
  23. nel contrasto ai reati e alle illegalità ambientali, in ogni loro forma, ponendo in essere e declinando le seguenti attività:
    • organizzare seminari, convegni, workshop, corsi di formazione, che si rivolgono a tutti i cittadini o a specifiche categorie;
    • promuovere lo studio, la ricerca e la documentazione, anche in collaborazione con le forze dell'ordine, sul fenomeno delle ecomafie, della criminalità ambientale, della criminalità organizzata, della corruzione, di ogni forma di racket, usura, e/o infiltrazione negli appalti, con l'obiettivo di offrire quadri conoscitivi veritieri e accurati, e strumenti altrettanto efficaci per l'azione di prevenzione dell’illegalità;
    • valorizzare le competenze e le risorse dei soci, degli iscritti e dei diversi soggetti impegnati sul territorio a difesa dei beni comuni, studiando le modalità più idonee per realizzare interventi di prevenzione e contrasto della criminalità e per promuovere e diffondere la cultura della legalità;
    • promuovere una più attenta cultura dei beni comuni, quale condizione essenziale e imprescindibile per uno sviluppo giusto, equo, improntato alla trasparenza e alla legalità.

Art. 4 – Attività strumentali

Per il raggiungimento dei propri scopi, Legambiente Toscana APS potrà, tra l’altro, a titolo esemplificativo:

  1. realizzare, gestire, affittare, assumere il possesso a qualsiasi titolo, acquistare: beni mobili e immobili, impianti, attrezzature e materiali comunque utili e necessari per l’espletamento delle proprie attività;
  2. compiere operazioni bancarie, finanziarie, mobiliari e immobiliari nonché richiedere sovvenzioni, fidi, contributi e mutui;
  3. amministrare e gestire i beni di cui sia proprietaria, locatrice o comodataria, o di quant’altri beni comunque posseduti;
  4. stipulare con enti pubblici e privati contratti e convenzioni per lo svolgimento delle proprie attività;
  5. partecipare o concorrere alla costituzione di fondazioni, associazioni, consorzi, società di capitali o altre forme associative, pubbliche o private, comunque volte al perseguimento degli scopi statutari;
  6. favorire la nascita e lo sviluppo di imprese sociali;
  7. raccogliere fondi nelle forme consentite dalle disposizioni di legge;
  8. n) promuovere e sostenere attività di turismo sostenibile, gestire e collaborare al funzionamento dei Centri di Educazione Ambientali (CEA).

L’associazione potrà compiere ogni operazione strumentale al perseguimento degli scopi istituzionali e statutari, ivi comprese quelle di natura economico/finanziaria, purché realizzate nei limiti consentiti dalla legge.

Nel rispetto delle indicazioni dello Statuto, Legambiente Toscana APS si dota di tutti quegli strumenti tecnici, politici, amministrativi e giuridici ritenuti utili per raggiungere i propri fini. Può, inoltre, stringere alleanze, rapporti, stipulare protocolli d’intesa, accordi di collaborazione e/o aderire ad altre organizzazioni italiane o estere che perseguano, in tutto o in parte, finalità analoghe alle proprie.

 

ORGANI SOCIALI, COMPITI E FUNZIONAMENTO

Art. 5 – Soci

Sono soci di Legambiente Toscana APS tutti i Circoli di Legambiente presenti nel territorio regionale che abbiano ottenuto l’affiliazione a Legambiente ONLUS a seguito di comunicazione da parte di Legambiente ONLUS inviata alla Direzione Regionale di Legambiente Toscana APS, che accettino le norme del presente Statuto e siano in regola con il versamento della quota associativa annuale.

Per costituire un nuovo Circolo, è necessaria l’affiliazione a Legambiente ONLUS, previo consenso del Presidente del Comitato Regionale di appartenenza. In caso di mancato consenso, i promotori possono ricorrere all’Assemblea dei Delegati di Legambiente ONLUS, che si pronuncia in via definitiva sulla richiesta di affiliazione.

I Circoli, che conservano la propria autonomia amministrativa e giuridica, partecipano all'Assemblea Regionale dei Soci attraverso due delegati, individuati con cadenza annuale:

  • uno di diritto, nella persona del Presidente pro-tempore del Circolo;
  • uno nominato dall'Assemblea del Circolo secondo le modalità individuate nel Regolamento.

L’Associazione garantisce una disciplina uniforme del rapporto associativo, escludendo espressamente la temporaneità della partecipazione alla vita associativa. E' prevista l'intrasmissibilità e la non rivalutabilità della quota d’iscrizione. La qualifica di socio viene meno in seguito a delibera dell’Assemblea Regionale dei Soci nei seguenti casi: recesso, mancato versamento della quota associativa annuale.

Nel caso di comportamento non conforme alle finalità dell'associazione, o di mancato rispetto delle norme statutarie o delle delibere dell’Assemblea dei Delegati di Legambiente ONLUS, l’Assemblea Regionale dei Soci, dopo aver effettuato un richiamo formale, chiede all’Assemblea dei Delegati di Legambiente ONLUS d’intervenire tramite commissariamento del socio o ritiro dell’affiliazione con la conseguente esclusione dallo status di socio.

Qualora Legambiente ONLUS venisse a conoscenza di un comportamento non conforme alle finalità dell’associazione, del mancato rispetto delle norme statutarie e delle delibere dell’Assemblea dei Delegati, da parte di un Circolo di Legambiente, può chiedere all’Assemblea Regionale dei Soci d’intervenire mediante richiamo formale; qualora tale richiesta restasse disattesa, ha diritto d’intervenire direttamente attraverso la propria Assemblea dei Delegati mediante commissariamento del Circolo o ritiro dell’affiliazione con la conseguente esclusione dallo status di socio.

La Segreteria del Comitato Regionale, solo in presenza di gravi e comprovati comportamenti non conformi alle finalità dell’associazione, o di mancato rispetto delle norme statutarie o delle delibere dell’Assemblea dei Delegati di Legambiente ONLUS, può disporre l’immediata sospensione del socio. Tale decisione, comunque, deve essere ratificata con un’apposita delibera, dalla prima Assemblea Regionale dei Soci utile, sollecitamente convocata. Avverso la decisione dell’Assemblea Regionale dei Soci e della Segreteria del Comitato Regionale, il socio può presentare ricorso al Collegio dei Garanti Regionale così come previsto dall’art. 32 del presente Statuto. Il ricorso non ha effetti sospensivi. Avverso l’eventuale decisione dell’Assemblea dei Delegati, il socio può presentare invece ricorso al Collegio dei Garanti nazionale, così come previsto dall’art. 41 dello Statuto nazionale. Il ricorso non ha effetti sospensivi. La perdita, per qualunque causa, della qualità di socio, comporta l’automatica decadenza dei suoi rappresentanti dalle cariche sociali alle quali siano stati eletti.

Art. 6 – Organi associativi

Sono organi di Legambiente Toscana APS:

  1. Assemblea Regionale dei Soci;
  2. Assemblea Congressuale dei Soci;
  3. Consulta dei Circoli;
  4. Consiglio Direttivo;
  5. Presidente;
  6. Direttore;
  7. Segreteria;
  8. Collegio dei Revisori dei conti;
  9. Collegio dei

Art. 7 –Assemblea Regionale dei Soci

L'Assemblea Regionale dei Soci è organo deliberante e sovrano di Legambiente Toscana APS. Essa viene costituita, annualmente, da delegati, provenienti da ciascun circolo di Legambiente attivo sul territorio regionale e individuati secondo le modalità di cui all'art. 5, e dal Presidente e Direttore regionali, quali membri di diritto dell’Assemblea.

Art. 8 – Compiti dell'Assemblea Regionale dei Soci

Sono compiti dell'Assemblea Regionale dei Soci:

  • promuovere la discussione e determinare l’indirizzo delle politiche associative di Legambiente Toscana APS, nel pieno rispetto degli indirizzi politici generali fissati dall’Assemblea Congressuale dei Soci;
  • promuovere il confronto all'interno del corpo associativo rappresentato dagli aderenti a Legambiente ai diversi livelli presenti in Regione Toscana;
  • approvare il bilancio consuntivo;
  • discutere e deliberare su ogni argomento che gli altri organi associativi intendono sottoporle;
  • approvare gli investimenti patrimoniali di tipo immobiliare;
  • proporre e/o approvare eventuali modifiche dello Statuto regionale;
  • escludere i Soci, secondo quanto previsto dall’art. 5 del presente Statuto;
  • effettuare richiami nei confronti dei Soci, in conformità a quanto disposto dall’art. 5 del presente Statuto;
  • emanare regolamenti, in esecuzione del presente Statuto nonché ogni altro regolamento necessario al buon andamento dell'associazione;
  • eleggere, ogni quattro anni, salvo la necessità di convocazione di una Assemblea dei soci straordinaria, il Consiglio Direttivo Regionale;
  • eleggere, ogni quattro anni, salvo la necessità di convocazione di una Assemblea dei soci straordinaria, il Collegio dei Revisori dei conti;
  • eleggere, ogni quattro anni, salvo la necessità di convocazione di una Assemblea dei soci straordinaria, il Collegio dei Garanti.

Art. 9 – Modalità di convocazione dell'Assemblea e deliberazioni

La convocazione avviene con invito a mezzo di lettera, telegramma, telefax o posta elettronica, inviato almeno quindici giorni prima di quello fissato per la riunione. La convocazione deve indicare il giorno, l'ora, il luogo della riunione, l'ordine del giorno, nonché la data dell'eventuale seconda convocazione, che dovrà avvenire a distanza di almeno un giorno dalla prima convocazione.

L'Assemblea Regionale dei Soci può essere ordinaria e straordinaria.

L'Assemblea ordinaria è convocata almeno una volta all'anno, entro il 30 aprile per l’approvazione del bilancio consuntivo. Può essere prevista deroga in caso di comprovata necessità o impedimento entro e non oltre il 30 giugno.

L'Assemblea deve essere inoltre convocata quando se ne ravvisi la necessità, o quando ne sia fatta richiesta motivata, da almeno un quinto dei soci.

In prima convocazione, l'Assemblea ordinaria è validamente costituita con la presenza di tanti componenti che rappresentino almeno la metà dei delegati più uno e, in seconda convocazione, è valida qualunque sia il numero degli intervenuti. Sia in prima che in seconda convocazione delibera con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.

L’Assemblea straordinaria viene convocata:

  • per approvare le modifiche statutarie; in tal caso, occorre in prima convocazione la presenza di almeno due terzi dei delegati e, in seconda convocazione, la maggioranza. In prima e seconda convocazione, l'assemblea delibera con il voto favorevole della maggioranza dei presenti;
  • per deliberare lo scioglimento dell’Associazione; in tal caso, occorre invece il voto favorevole di almeno tre quarti dei

Nelle Assemblee – ordinarie e straordinarie – hanno diritto al voto i delegati il cui circolo socio sia in regola con il versamento della quota associativa dell’anno in corso. In caso d’impedimento o forza maggiore di un delegato, il Circolo socio può indicare un sostituto appartenente al medesimo Circolo socio per rappresentarlo in Assemblea. In ogni caso, ciascun delegato può essere portatore di una sola delega.

L'Assemblea è convocata e presieduta dal Presidente e, in caso di sua assenza, presieduta da persona appositamente designata dall'Assemblea. Il Segretario dell'Assemblea è di norma il Direttore dell'associazione e, solo in caso di sua impossibilità a presenziare, viene designato dal Presidente o dall'Assemblea.

Delle deliberazioni dell’Assemblea viene redatto apposito verbale, sottoscritto dal Presidente e dal Segretario.

Art. 10 – Consiglio Direttivo regionale

Il Consiglio Direttivo regionale è responsabile, nell’ambito delle linee programmatiche definite dall’Assemblea Regionale dei Soci, della gestione e dell’amministrazione dell’associazione e rimane in carica quattro anni e, comunque, sino alla convocazione della successiva Assemblea che nomina il nuovo Consiglio Direttivo. Il Consiglio Direttivo regionale è composto da un numero di consiglieri compreso tra un minimo di 29 e un massimo di 39, eletti dall'Assemblea Regionale dei Soci e individuati tra gli iscritti ai Circoli territoriali di Legambiente Toscana APS. Qualora durante il mandato vengano a mancare uno o più componenti del Consiglio Direttivo, gli stessi vengono sostituiti, su proposta del Consiglio Direttivo medesimo, dall’Assemblea Regionale dei Soci, che li elegge con il voto favorevole della maggioranza dei presenti. Il Consiglio Direttivo regionale può cooptare nuovi membri in aumento fino ad un massimo di 1/8, che devono essere eletti dall’Assemblea Regionale dei Soci con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.

I nuovi membri rimarranno in carica fino alla scadenza naturale del Consiglio Direttivo regionale. Venendo meno la maggioranza dei componenti del Consiglio, entro 30 giorni viene convocata l'Assemblea Regionale dei Soci affinché si provveda all'elezione dell'intero nuovo Consiglio Direttivo regionale.

Art. 11 – Compiti del Consiglio Direttivo regionale

Il Consiglio Direttivo si riunisce almeno due volte all’anno e ha il compito di:

  1. attuare, direttamente o tramite delega alla Segreteria, le decisioni dell’Assemblea Regionale dei Soci, definendo e perseguendo gli obiettivi associativi di Legambiente Toscana APS;
  2. amministrare il patrimonio dell'Associazione, fatte salve le competenze di bilancio riservate all’Assemblea Regionale dei Soci;
  3. svolgere un'azione di controllo dell’ordinaria amministrazione posta in essere dalla Segreteria e ratificare gli eventuali atti di straordinaria amministrazione;
  4. approvare il bilancio preventivo;
  5. approvare tutte le operazioni contrattuali pertinenti alla progettazione e al funzionamento della struttura quali, a titolo esemplificativo: apertura di conti correnti, fideiussioni, leasing e affidamenti bancari e/o postali;
  6. eleggere tra i suoi componenti:
    • il Presidente
    • la Segreteria
    • il Direttore;
  7. sfiduciare eventualmente il Presidente, il Direttore e/o i componenti della Segreteria;
  8. eleggere il Presidente del Centro di Azione Giuridica regionale, il quale coordina le attività dei componenti, ai sensi di quanto contenuto nel regolamento del CEAG;
  9. eleggere il Presidente del Comitato Scientifico e nominare i suoi componenti;
  10. convocare la Consulta dei Circoli con le modalità previste dal

Art. 12 – Svolgimento del Consiglio Direttivo regionale

Il Consiglio Direttivo regionale è convocato dal Presidente o, in sua assenza, dal Direttore o dalla Segreteria, non meno di 10 giorni prima della data prefissata.

La convocazione avviene con invito a mezzo di lettera, telegramma, telefax o posta elettronica, inviato almeno 10 giorni prima di quello fissato per la riunione e deve indicare il giorno, l'ora, il luogo della riunione, l'ordine del giorno.

In mancanza delle formalità di convocazione, la riunione del Consiglio Direttivo è comunque valida con la presenza di tutti i Consiglieri in carica. La mancata partecipazione alle sedute del Consiglio Direttivo regionale per tre volte consecutive, senza giustificato motivo da comunicare al Presidente, determina la decadenza dal Consiglio stesso, con deliberazione adottata all'atto dell'approvazione del verbale della seduta successiva a quella in cui si è verificata la terza assenza.

Il Consiglio Direttivo regionale si riunisce in unica convocazione ed è valido con la presenza di almeno un quinto dei membri in carica. Esso delibera a maggioranza dei presenti. Nel caso delle delibere di cui alle lettere e, f, g, previste dall’art. 11 del presente Statuto ci deve essere la presenza della metà più uno dei componenti in carica. Delle deliberazioni viene redatto apposito verbale sottoscritto dal Presidente e dal Segretario.

Art. 13 – Il Presidente

Il Presidente è eletto dal Consiglio Direttivo regionale e rimane in carica quattro anni, convoca gli organismi dirigenti e ne assicura il regolare funzionamento. Il Presidente assicura l'esecuzione delle deliberazioni del Consiglio Direttivo regionale e degli altri organi dell'associazione. In sua assenza, tali funzioni sono svolte dal Direttore. Il Presidente e il Direttore sono componenti di diritto della Segreteria. Il Presidente può aprire e movimentare conti correnti bancari e richiedere eventuali fideiussioni, leasing e affidamenti bancari con delibera del Consiglio Direttivo regionale e, con delibera dell’Assemblea dei Soci, compiere tutte le operazioni contrattuali di natura immobiliare e mobiliare, oltre che richiedere mutui ipotecari. Il Consiglio Direttivo regionale può sfiduciare a maggioranza assoluta dei suoi componenti il Presidente e procedere alla nomina di un nuovo Presidente.

Art. 14 – Rappresentanza legale e firma dell’Associazione

Il Presidente e, in sua assenza, il Direttore, ha la rappresentanza legale dell’associazione e il relativo potere di firma, sia in giudizio che nei confronti di terzi.

Art. 15 – La Segreteria

La Segreteria viene eletta all’interno dei componenti del Consiglio Direttivo e rimane in carica per la durata di quattro anni. E' composta da un minimo di 5 a un massimo di 9 membri. Le decisioni della Segreteria sono assunte con la presenza di almeno la metà più uno dei suoi componenti.

Art. 16 – Compiti della Segreteria

La Segreteria affianca il Presidente e il Direttore nell’esercizio delle loro funzioni e, in particolare, coordina ed esegue le attività dell’associazione.

La Segreteria, in quanto espressione del Consiglio Direttivo regionale, è investita delle funzioni e dei poteri per decidere sulle iniziative da assumere e sui criteri da seguire per il conseguimento e l'attuazione degli scopi dell'associazione e per la sua direzione operativa. In particolare, la Segreteria:

  1. realizza, su delega del Consiglio Direttivo regionale, eventuali attività inerenti gli indirizzi politici e strategici individuati dall’Assemblea Regionale dei Soci;
  2. svolge funzioni di ordinaria amministrazione dell’Associazione; è prevista infatti la ratifica del Consiglio Direttivo per tutti gli atti di straordinaria amministrazione, eccetto quanto riservato all’Assemblea Regionale dei Soci;
  3. esprime pareri in relazione alla necessità di ricorrere eventualmente a collaboratori, demandando al Direttore gli atti giuridici conseguenti;
  4. predispone il bilancio preventivo e consuntivo, astenendosi dal deliberare in merito alla sua approvazione;
  5. svolge ogni altro compito che gli sia espressamente demandato dal Consiglio Direttivo

Art. 17 – Il Direttore

Il Direttore è nominato dal Consiglio Direttivo regionale tra i propri membri e rimane in carica quattro anni.

Il Direttore coordina l’attività amministrativa dell’Associazione, ha la responsabilità del corretto funzionamento della struttura associativa e svolge tutti i compiti che gli sono assegnati dalla Segreteria e dal Consiglio Direttivo regionale.

Svolge l’attività di gestione dei collaboratori e delle risorse umane su mandato dalla Segreteria. Coordina i rapporti e le relazioni tra la sede regionale e i Circoli di Legambiente Toscana APS.

Il Direttore svolge di diritto il ruolo di segretario del Consiglio Direttivo, della Segreteria e dell’Assemblea dei Soci; in caso di sua assenza il segretario viene nominato dal Presidente. Il Consiglio Direttivo regionale può sfiduciare a maggioranza assoluta dei suoi componenti il Direttore e procedere alla nomina di un nuovo Direttore.

Art. 18 – Consulta dei Circoli

La Consulta dei Circoli di Legambiente Toscana APS è composta dalle persone iscritte ai Circoli territoriali e tematici, secondo le modalità individuate nel Regolamento. E’ presieduta dal Presidente regionale.

La Consulta è convocata dal Consiglio Direttivo, di regola una volta all’anno. La Consulta dei Circoli di Legambiente Toscana APS discute e condivide le iniziative che si svolgono sul territorio, confronta le buone pratiche, alimenta e promuove la partecipazione e il dialogo tra le diverse esperienze territoriali di Legambiente, a livello regionale e locale.

Art. 19 – Assemblea Congressuale dei Soci

Ogni quattro anni si riunisce l’Assemblea Congressuale con il compito di discutere e definire gli indirizzi politici generali dell’associazione e di eleggere i delegati regionali al Congresso Nazionale di Legambiente ONLUS. L’Assemblea Congressuale è composta dai delegati iscritti ai Circoli territoriali, secondo le modalità individuate nel Regolamento approvato dall’Assemblea Regionale dei Soci. E’ presieduta dal Presidente regionale.

Sono membri di diritto i membri della segreteria uscente. Delle deliberazioni dell’Assemblea Congressuale viene redatto apposito verbale, sottoscritto dal Presidente e dal Segretario. L’Assemblea Congressuale dei soci è convocata dal

Consiglio Direttivo ogni quattro anni, contestualmente all’Assemblea Regionale dei Soci, che ha il compito di rinnovare le cariche sociali.

La convocazione avviene con invito a mezzo di lettera, telegramma, telefax o posta elettronica, inviato almeno trenta giorni prima di quello fissato per la riunione. La convocazione deve indicare il giorno, l'ora, il luogo della riunione, l'ordine del giorno, nonché la data dell'eventuale seconda convocazione, che dovrà avvenire a distanza di almeno un giorno dalla prima convocazione. In prima convocazione l'Assemblea Congressuale dei Soci è validamente costituita con la presenza di tanti componenti che rappresentino almeno la metà dei delegati più uno e, in seconda convocazione, è valida qualunque sia il numero degli intervenuti. Sia in prima che in seconda convocazione delibera con il voto favorevole della maggioranza dei presenti. Nelle Assemblee Congressuali dei Soci hanno diritto al voto i delegati il cui circolo socio sia in regola con il versamento della quota associativa dell’anno in corso.

L’Assemblea Congressuale dei Soci può anche essere convocata in forma straordinaria dalla maggioranza dei delegati dell’Assemblea Regionale dei Soci.

Art. 20 – Comitato Scientifico

Il Comitato Scientifico è organismo di consulenza e ricerca di Legambiente Toscana APS e opera in autonomia ma in stretta relazione con il Consiglio Direttivo regionale e con il Comitato Scientifico nazionale. Ne fanno parte studiosi ed esperti nelle varie discipline che si riconoscono nei valori e nelle finalità dell’Associazione contenuti nel presente Statuto.

Il Consiglio Direttivo elegge il suo Presidente e nomina i componenti del Comitato, che rimangono in carica quattro anni. Il Presidente del Comitato Scientifico è membro di diritto del Consiglio Direttivo. Le attività e le modalità organizzative sono individuate e disciplinate secondo apposito Regolamento.

Art. 21 – Centro di Azione Giuridica (CEAG)

Il Centro di Azione Giuridica è organismo di gestione e coordinamento delle iniziative giudiziarie e legali di Legambiente Toscana APS. Esso è inoltre luogo di studio ed elaborazione che si pone al servizio dei Circoli e degli iscritti di Legambiente per la consulenza e l’assistenza in materia di promozione e tutela dei diritti civili e dell’ambiente, anche nell’ambito dell’iter degli atti normativi e dei procedimenti amministrativi. Ne fanno parte avvocati, giuristi e operatori del diritto che condividano valori e obiettivi del CEAG, così come configurati dal presente Statuto.

Il Centro di Azione Giuridica opera in stretta sinergia con gli organismi dirigenti dell’Associazione e con il CEAG nazionale, sulla base di un proprio Regolamento.

Il Consiglio Direttivo regionale ne elegge il Presidente, che rimane in carica quattro anni. Il Presidente è membro di diritto del Consiglio Direttivo.

Le sue attività, così come le sue modalità organizzative, sono illustrate e disciplinate dal suddetto apposito Regolamento.

 

FUNZIONAMENTO, INCOMPATIBILITÀ E GARANZIE

Art. 22 – Incompatibilità e limiti delle cariche

Vi è incompatibilità tra la carica di delegato dell’Assemblea Regionale dei Soci e di consigliere del Direttivo regionale con quella di: Sindaco di Città Metropolitana, Presidente di Provincia e di Presidente o Assessore regionali.

Ancora, sussiste incompatibilità tra la carica del Presidente, del Direttore e di componente della Segreteria, con quella di: Sindaco, assessore comunale, presidente di Città Metropolitana, Presidente di Provincia, Presidente o Assessore di Regione, Presidente di Parco, nonché di componente di Consiglio di Amministrazione di

società pubbliche partecipate. Inoltre, v’è incompatibilità, tra le cariche apicali dell’associazione (Presidente e Direttore) e la carica di Consigliere Regionale.

V’è, infine, incompatibilità fra incarichi ricoperti in Legambiente Toscana APS (per i ruoli di: Presidente, Direttore e Segreteria) e incarichi di pari livello ricoperti all'interno di partiti, di sindacati e di qualsivoglia altra organizzazione politica.

Solo per taluni enti di gestione territoriale è possibile contemplare deroghe, qualora una richiesta in tal senso venga avanzata dall’Assemblea Regionale dei Soci al Collegio dei Garanti nazionale e concessa per comprovate e motivate ragioni, e per iscritto, dal Collegio stesso. La deroga può avere fine nel momento in cui ne viene chiesto il ritiro dall’Assemblea Regionale dei Soci stessa o perché annullata dal Collegio dei Garanti nazionale.

Si considerano, inoltre, in situazione d’incompatibilità coloro che, per conto proprio o di terzi, abbiano interessi la cui realizzazione comporti il sacrificio degli interessi associativi.

Chiunque si trovasse in questa posizione, ha l'obbligo di darne notizia al Consiglio Direttivo regionale ed ha altresì l'obbligo di astenersi dalle discussioni e deliberazioni dell'Assemblea Regionale dei Soci, del Consiglio Direttivo e/o della Segreteria sui punti sui quali sia in palese o potenziale conflitto d’interesse.

Art. 23 – Relazioni associative con Legambiente ONLUS

Legambiente Toscana APS aderisce alla rete territoriale di Legambiente ONLUS, di cui è socia. Tale adesione assicura la possibilità di utilizzare il logo di Legambiente (Cigno con la scritta LEGAMBIENTE) e di rappresentare l’associazione a livello regionale. Con questa adesione, che viene rinnovata ogni anno in base a quanto stabilito dallo Statuto di Legambiente ONLUS, Legambiente Toscana APS s’impegna a rispettare quanto stabilito dallo Statuto e dal Regolamento nazionali in materia di relazioni associative, conservazione del patrimonio, partecipazione democratica dei soci e confronto sulle aspirazioni e gli obiettivi comuni. Legambiente Toscana APS, inoltre, condivide i valori associativi, le pratiche di lavoro territoriale, la solidarietà sociale e gli obiettivi di politica ambientale dell’associazione tutta.

Legambiente ONLUS ha il compito di verificare il rispetto dei principi statutari e la corretta gestione e conduzione della vita associativa.

In caso di gravi violazioni dei principi statutari, delle normative vigenti, delle deliberazioni assunte dall’Assemblea dei Delegati di Legambiente ONLUS e/o di comportamenti comunque lesivi dell'integrità dell'associazione, su proposta motivata della Segreteria Nazionale, a seguito di un suo richiamo formale infruttuoso, l’Assemblea dei Delegati di Legambiente ONLUS delibera lo scioglimento degli organismi dirigenti di Legambiente Toscana APS. La Segreteria Nazionale, nella prima riunione utile dopo la sua delibera di scioglimento, designa un Coordinatore regionale, dotato di pieni poteri, compreso quello della rappresentanza legale dell’associazione di cui all’art. 14.

Il Coordinatore ha il compito di garantire la continuità operativa del Comitato regionale e di convocare l’Assemblea Straordinaria dei Soci per l’elezione dei nuovi organi sociali, da tenersi entro massimo nove mesi dal provvedimento di scioglimento. Con l’elezione dei nuovi organismi dirigenti, il Coordinatore cessa dalla carica. Avverso il provvedimento di scioglimento di cui al primo comma può essere proposto, entro quaranta giorni dalla sua ricezione, ricorso al Collegio dei Garanti nazionale i quali decidono, entro quaranta giorni dalla proposizione del ricorso, per la conferma o l’annullamento del provvedimento. Il ricorso non ha effetti sospensivi.

Art. 24 – Rapporti di lavoro

L’associazione si avvarrà prevalentemente delle attività prestate in forma volontaria, libera e gratuita dai propri associati, ai quali saranno unicamente rimborsate le spese effettivamente sostenute per l'attività prestata, entro limiti preventivamente stabiliti dall’organo amministrativo. In caso di particolare necessità, l’associazione potrà assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo, anche ricorrendo ai propri associati, ivi compresi i membri dell’organo amministrativo.

In qualsiasi caso, i compensi annui corrisposti dall’associazione non potranno essere superiori a quelli previsti dall’art. 10 comma 6 del D.Lgs. 460/1997.

Art. 25 – Patrimonio dell’Associazione

L’associazione trae le risorse economiche per il proprio funzionamento e per lo svolgimento delle attività da:

  1. quote e contributi degli associati, nella misura decisa annualmente dal Consiglio direttivo e ratificata dall'Assemblea Regionale dei Soci;
  2. eredità, donazioni e legati;
  3. contributi dello Stato, delle regioni, di enti locali, di istituzioni o enti pubblici, anche finalizzati al sostegno di specifici e documentati programmi realizzati nell’ambito dei fini statutari;
  4. contributi dell’Unione Europea e/o di altri organismi internazionali;
  5. entrate derivanti da prestazioni di servizi convenzionati;
  6. proventi da cessioni di beni e servizi agli associati e/o a terzi, anche attraverso lo svolgimento di attività economiche di natura commerciale, artigianale o agricola, svolte in maniera ausiliaria e sussidiaria e comunque finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali;
  7. erogazioni liberali degli associati e dei terzi;
  8. entrate derivanti    da    iniziative    promozionali  finalizzate al proprio finanziamento, quali feste sociali e/o sottoscrizioni anche a premi;
  9. qualsiasi altra entrata compatibile con le finalità politiche e statutarie dell’associazionismo di promozione

L’associazione è tenuta per almeno tre anni alla conservazione della documentazione contabile, con l’indicazione dei soggetti eroganti, relativa alle risorse economiche derivanti da eredità, donazioni e legati, contributi dello Stato, delle regioni, di enti locali, di enti o di istituzioni pubblici, anche finalizzati al sostegno di specifici e documentati programmi realizzati nell’ambito dei fini statutari, contributi dell’Unione Europea e/o di altri organismi internazionali, entrate derivanti da prestazioni di servizi convenzionati, nonché, per le erogazioni liberali degli associati e dei terzi della documentazione relativa alle erogazioni liberali se finalizzate alle detrazioni d’imposta e alle deduzioni dal reddito imponibile.

E’ fatto divieto distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitali durante la vita di Legambiente Toscana APS, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre APS che per legge, Statuto o regolamento, fanno parte della medesima ed unitaria struttura.

E’ fatto obbligo d’impiegare gli utili o gli avanzi di gestione esclusivamente per la realizzazione delle attività istituzionali statutariamente previste e di quelle ad esse direttamente connesse.

L'associazione non risponde per le obbligazioni contratte dai Circoli territoriali, Soci della stessa, i quali sono dotati di propria e piena autonomia patrimoniale, amministrativa, gestionale e contabile.

Art. 26 – Esercizio sociale

L’esercizio sociale si svolge dal 1° gennaio al 31 dicembre, con l’approvazione del bilancio consuntivo economico/finanziario entro il 30 aprile dell’anno successivo o, qualora ne ricorressero i presupposti, entro o non oltre il 30 giugno. Alla fine di ogni esercizio sociale l’Assemblea Regionale dei Soci approva il bilancio consuntivo annuale economico finanziario il quale deve essere redatto seguendo i criteri e le prescrizioni previste dalla legge per conservare i benefici fiscali previsti per le organizzazioni non lucrative di utilità sociale; in particolare il rendiconto deve informare circa la situazione economica e finanziaria dell’associazione, con separata indicazione delle attività direttamente connesse eventualmente poste in essere accanto alle attività istituzionali. Il bilancio preventivo, invece, deve essere approvato entro il 31 dicembre di ogni anno.

Art. 27 – Bilancio

Il bilancio di Legambiente Toscana APS viene formulato autonomamente; la struttura del bilancio d’esercizio deve fornire la rappresentazione della composizione patrimoniale dell’associazione e della situazione economico/finanziaria della stessa.

Bilancio consuntivo e preventivo dovranno essere depositati presso la sede regionale otto giorni prima della loro approvazione. I bilanci approvati, oltre ad essere trascritti sul libro verbali, saranno depositati presso la sede regionale e consultabili da parte di tutti gli associati.

Art. 28 – Relazioni al bilancio

La presentazione, discussione e approvazione del Bilancio è accompagnata da una relazione scritta anche di natura finanziaria, oltre che da quella redatta dal Collegio dei Revisori dei conti.

 

GARANZIE E SCIOGLIMENTO

Art. 29 – Collegio dei Revisori dei conti

Il Collegio dei Revisori dei conti, è eletto dall’Assemblea Regionale dei Soci ed ha il compito di controllare l’andamento amministrativo dell’associazione, la regolare tenuta della contabilità, la corrispondenza dei bilanci alle scritture. Esso presenta, annualmente, all’Assemblea Regionale dei Soci una relazione sul bilancio consuntivo dell’associazione. E’ composto da tre membri effettivi (ed eventualmente da due supplenti), scelti preferibilmente fra gli iscritti di Legambiente. Resta in carica quattro anni ed elegge in suo seno il Presidente.

Art. 30 – Scioglimento del rapporto associativo

In caso di scioglimento del rapporto associativo, per qualsiasi ragione e motivo, il socio non ha diritto di pretendere quota alcuna del patrimonio sociale né restituzione della quota associativa a suo tempo versata.

Art. 31 – Scioglimento e devoluzione del patrimonio

Lo scioglimento e la devoluzione del patrimonio di Legambiente Toscana APS sono deliberati dall’Assemblea Regionale straordinaria dei Soci a maggioranza dei tre quarti dei delegati.

In caso di scioglimento, per qualunque causa, il patrimonio di Legambiente Toscana APS deve essere devoluto ad altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale o a fini di pubblica utilità, sentito l'organismo di controllo di cui all'articolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, salvo ovviamente qualsiasi diversa destinazione imposta dalla legge.

Art. 32 – Collegio dei Garanti

In caso di controversie tra organi sociali, tra tali organi e i soci, o tra i soci di Legambiente Toscana APS, sarà necessario rivolgersi al Collegio dei Garanti, istituito a livello regionale, eletto dall’Assemblea tra i soci che non siano membri di alcun organismo dirigente e formato al massimo da 5 membri, che restano in carica 4 anni. Il Collegio dei Garanti elegge al proprio interno il Presidente e stabilisce la proprie norme procedurali. Il Collegio esamina i casi di competenza che gli vengono deferiti e decide su di essi, previa istruttoria, emettendo un provvedimento motivato entro 60 giorni. Avverso tale provvedimento, i ricorrenti possono presentare apposito appello davanti al Collegio dei Garanti nazionale, che emetterà il relativo provvedimento secondo le modalità di cui all’art. 41 dello Statuto nazionale di Legambiente.

Art. 33 – Norme finali

Per quanto non previsto dal presente Statuto, si fa riferimento al Codice Civile, in particolare agli articoli 36 e seguenti.

SCARICA IL DOCUMENTO