La notizia dell’operazione messa a segno dai Carabinieri forestali in Toscana riguardo alla gestione dei pesticidi rappresenta per l’Italia tutta l’ennesimo campanello d’allarme rispetto al quale è necessario prendere rapidamente provvedimenti. 3 tonnellate di pesticidi illegali sequestrati e 2,8 tonnellate utilizzate sui campi le cui produzioni sono finite nel circuito della grande distribuzione in Toscana, 56 persone denunciate, 53 notizie di reato con circa un milione di euro di sanzioni elevate, 24 sequestri penali di pesticidi fuori legge, contenenti sostanze pericolose per la salute umana e l’ambiente: sono questi i numeri di un’indagine partita da Pistoia e poi giunta a Firenze, Prato Pisa e Lucca, oltre che in altre regioni che racconta la storia di una gestione dei pesticidi ancora drammaticamente fuori controllo. Al centro dell’indagine insetticidi, fungicidi e diserbanti venduti e utilizzati nonostante la revoca da parte del Ministero della Salute, mettendo in serio pericolo consumatori e agricoltori.

Quella dei Carabinieri forestali - hanno dichiarato Angelo Gentili, responsabile agricoltura di Legambiente, e Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana - è un’indagine che ha portato alla luce l’ennesimo illecito che vede al centro il grande tema della gestione dei pesticidi in Italia. Purtroppo, ancora oggi, il nostro Paese non è riuscito a mettere in campo tutto gli strumenti necessari per fare fronte all’utilizzo illegale dei pesticidi che, com’è noto, mettono a rischio la salute e l’ambiente. L’opera di vigilanza dei Carabinieri forestali si è rivelata senza dubbio cruciale ha dimostrato ciò che noi di Legambiente diciamo da tempo: il fenomeno dell’illegalità in agricoltura è pervasivo e non riguarda solo il Meridione. Il fatto che la Toscana sia al centro dell’indagine rende chiaro quanto sia necessario allargare lo spettro, con rigidità e scrupolosità. Attenzione, però: non bastano solo le azioni repressive - hanno proseguito i due esponenti dell’associazione ambientalista -, ma servono anche percorsi propositivi da parte della politica che deve accelerare il passo. In tal senso, è opportuno segnalare che il ritardo nel rinnovo del PAN (piano di azione nazionale) per l’utilizzo sostenibile dei prodotti fitosanitari, scaduto a febbraio del 2018, rappresenta una criticità da sanare. Peraltro, il nuovo testo è già stato superato da quanto previsto dagli obiettivi delle Strategie UE “Farm to Fork” e “Biodiversità”, in particolare per quanto riguarda la riduzione del 50% dell’uso dei pesticidi entro il 2030. Inoltre, ci preme ricordare che occorre accelerare l’approvazione della legge sull’agricoltura biologica, strumento attraverso il quale guidare l’intero comparto agricolo verso gli obiettivi del Green Deal e dell’agroecologia, oltre che verso una forte riduzione dell’utilizzo di molecole pericolose di sintesi. Nuovo impulso serve anche per procedere con celerità all'approvazione della legge su agromafie e agro-reati, dispositivo strategico e più che mai necessario per fare fronte al dilagare degli illeciti, anche e soprattutto nella complessa congiuntura pandemica che stiamo vivendo.

Se, da una parte, servono regole più stringenti sulla vendita e utilizzo delle sostanze chimiche di sintesi utilizzate in agricoltura - hanno concluso -, dall'altra serve una più concreta consapevolezza sul tema. Troppo spesso, infatti, agricoltori e consumatori sono ignari della pericolosità dei pesticidi e si piegano inconsapevolmente a logiche commerciali illecite. Le istituzioni si attivino al più presto in entrambe le direzioni.”

Ufficio Stampa di Legambiente Agricoltura

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