Firenze, 21 settembre, 2026- In questi giorni il tratto fiorentino dell’Arno si è colorato di verde. Questo a causa di una fioritura della pianta acquatica natante Lemna minor (Lenticchia d’acqua) che ha trovato condizioni ideali per la proliferazione: presenza di nutrienti, alte temperature che continuano a registrarsi da quest’estate fino ad oggi, bassa velocità di corrente, dovuta alla mancanza di precipitazioni.

“Queste piante sono talvolta usate anche negli impianti di fitodepurazione per la loro capacità di assorbire i nutrienti ma sono poi da gestire in ambiente controllato lungo il loro ciclo di vita. Invece, negli ecosistemi naturali, come in questo caso l’Arno, se si creano “tappeti estesi” si possono creare problemi per l’infiltrazione della luce solare sotto la superficie dell’acqua il che può mettere in difficoltà le piante acquatiche nei processi di fotosintesi e quindi interferire con l’ossigenazione delle acque,” spiega Federico Gasperini, direttore di Legambiente Toscana e responsabile della commissione Acque, “Inoltre se queste piante sono presenti in volumi elevati, a termine del loro ciclo vitale, quando muoiono, precipitano sul fondo. Per la loro degradazione i batteri decompositori consumano l’ossigeno disciolto e si innescano processi di decomposizione in anaerobiosi con produzione di gas tossici nocivi per le biocenosi.” 

In questo caso, essendo l’Arno un corso d’acqua in movimento, le piante acquatiche verranno naturalmente disperse e non si creeranno problemi di accumulo, quando arriveranno le prime piogge o con l’abbassamento delle temperature.